Diritti dei passeggeri aerei cancellati dall'amministrazione Trump
Negli Stati Uniti è in corso una clamorosa inversione di tendenza nella tutela dei passeggeri aerei. Come riporta l'Elliott Report, il Dipartimento dei Trasporti (DOT) non ha comminato nemmeno una sanzione civile alle compagnie aeree per violazione delle norme a tutela dei consumatori nell'intero anno in corso. Al contrario, ha archiviato in massa i reclami formali presentati dai passeggeri: solo in un singolo giorno di giugno ha chiuso dieci pratiche, quattro delle quali erano domande di rimborso risalenti al 2020, senza che ne scaturisse alcun provvedimento di enforcement.
Non solo: invece di irrogare multe, il governo federale ha restituito denaro alle compagnie aeree. Il DOT ha condonato quasi 28 milioni di dollari negli ultimi cinque mesi. Tra i casi più emblematici, il 5 dicembre è stato cancellato l'ultimo tranche da 11 milioni di dollari che Southwest Airlines doveva ancora versare sulla maxi-sanzione da 140 milioni, la più elevata mai inflitta a una compagnia aerea, comminata per il disastroso collasso operativo delle festività natalizie 2022, quando oltre 2 milioni di passeggeri rimasero bloccati a terra.
All'origine di questo cambio di rotta c'è una riscrittura della politica di enforcement del DOT: l'obiettivo dichiarato non è più individuare e punire le compagnie che violano le regole, bensì "garantire la conformità" alle norme di tutela dei consumatori — una formulazione assai più morbida rispetto alla precedente, che invece prometteva un'azione rigorosa e sanzioni abbastanza severe da non poter essere trattate come un semplice costo d'impresa.
Il passo indietro si inserisce in un più ampio smantellamento delle protezioni introdotte dall'amministrazione Biden. Il DOT, guidato dal segretario Sean Duffy, ha ufficialmente abrogato la norma che avrebbe obbligato le compagnie a risarcire i passeggeri per ritardi e cancellazioni imputabili a cause interne — problemi tecnici o carenze di personale — avvicinando gli Stati Uniti agli standard europei del regolamento EU261. Il Dipartimento ha giustificato la revoca definendo la misura un "onere normativo non necessario".
La deregulation era stata avviata in aprile, quando il DOT aveva aperto una consultazione pubblica per identificare regolamenti da modificare o abrogare, in attuazione degli ordini esecutivi del presidente Trump sull'agenda derogatoria del programma DOGE. La consultazione ha ricevuto quasi mille risposte, tra cui un documento di 93 pagine presentato da Airlines for America, l'associazione di lobbying delle principali compagnie aeree statunitensi, che chiedeva lo smantellamento di una lunga serie di tutele per i passeggeri, comprese quelle sulla trasparenza delle tariffe e sui posti a sedere per le famiglie.
Secondo i dati citati da AirHelp — società specializzata nell'assistenza ai passeggeri per i risarcimenti — le compagnie aeree statunitensi potrebbero garantire le stesse protezioni previste per i passeggeri europei spendendo meno di un dollaro per biglietto. Un sondaggio della stessa società rivela che il 26% degli americani sarebbe disposto a pagare tra i 10 e i 20 dollari in più sul prezzo del biglietto pur di avere diritto a un indennizzo in caso di cancellazione o lungo ritardo. Le compagnie aeree, invece, sostengono che l'equiparazione agli standard europei le costringerebbe ad aumentare i prezzi — un argomento contestato dagli esperti di tutela dei consumatori, i quali sottolineano che in Europa il mercato aereo resta altamente competitivo anche con le attuali norme di tutela in vigore.