Economia criminale. 170 mld all'anno. Cgia Mestre
"L'economia criminale vale 170 miliardi di euro all'anno", soldi che oltre a essere creati da attivita' illegali vengono poi riversati sul mercato finendo per inquinarlo e per stravolgerlo. A denunciarlo e' la Cgia di Mestre che, in base ai dati della Banca d'Italia, ha stimato il valore economico delle attivita' criminali."Questi 170 miliardi di fatturato prodotti dalle mafie corrispondono al Pil annuo di una regione come il Lazio", evidenzia Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia. "Stimiamo -continua Bortolussi- che il danno erariale e' pari a 75 miliardi di euro all'anno. Tra il 2007 e il 2011 sono aumentate del 303% le operazioni sospette di riciclaggio di denaro sporco".
In base alle definizioni stabilite a livello Ocse, incalza Bortolussi, "va ricordato che i dati prodotti dall'Istituto di via Nazionale non includono i reati violenti come l'usura e le estorsioni. Detto cio', questi 170 miliardi di fatturato prodotti dalle mafie corrispondono al Pil annuo di una regione come il Lazio". "Oltre alle distorsioni del mercato - continua - agli effetti sociali devastanti e allo svantaggio competitivo che un'area interessata dalla presenza delle organizzazioni criminali e' costretta a subire, stimiamo in maniera molto approssimativa che il danno erariale prodotto dall'economia criminale si aggira attorno ai 75 miliardi di euro all'anno. Una cifra imponente che, in questa fase di crisi economica, e' destinata purtroppo ad aumentare".
La conferma dell'escalation del giro d'affari in capo alle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di denunce pervenute in questi ultimi anni all'Unita' di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia (Uif). "Stiamo parlando delle segnalazioni di operazioni di riciclaggio sospette eseguite da intermediari finanziari, in primis le banche che ne hanno compiute quasi l'80% del totale, verso la Uif", dice ancora il segretario della Cgia. "Ebbene -prosegue ancora- tra il 2007 ed il 2011 sono aumentate del 303%. Nel 2011, ultimo dato disponibile, hanno raggiunto la quota record di 48.344".
"La Cgia ricorda che una volta ricevuti questi 'avvisi', la Uif effettua approfondimenti sulle segnalazioni di operazioni sospette e le trasmette, arricchite dell'analisi finanziaria, al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza (Nspv) e alla Direzione investigativa antimafia (Dia). Solo nel caso le segnalazioni siano ritenute infondate, la Uif le archivia" conclude Bortolussi.
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