Energie rinnovabili. Il rapporto di Legambiente. L'Alternativa al fossile c'è, basta sbloccare la burocrazia
Le fonti pulite sono decisive per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica, per portare benefici ai territori e per ridurre il costo della bolletta
Nella Penisola in dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7% passando dal 33,9% al 41,1%, arrivando a pochi punti di percentuale dalle fossili (43,8%). In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico 44.294 GWh/a, seguito da idroelettrico 41.625 GWh/a, eolico 21.360 GWh/a, e geotermia 5.260 GWh/a. Una crescita nel complesso lenta ma importante.
Eppure, il Governo continua a foraggiare le fonti fossili dimenticando i 2,4 milioni di famiglie che vivono in povertà energetica. A marzo 2026 l’Italia ha raggiunto appena il 33,2% dell’obiettivo rinnovabile 2030, e attuato solo in parte il prezzo zonale che aiuterebbe cittadini e imprese a pagare bollette meno salate.
Le rinnovabili possono dare un contributo sostanziale al sistema energetico ma per far ciò è fondamentale snellire gli iter burocratici, investire su reti e accumuli, sviluppare i grandi impianti, troppo spesso oggetto di paure, mistificazioni e fakenews, e che in realtà portano benefici diretti e indiretti a livello nazionale e locale. .... Inoltre, il fatto che gli investimenti globali nella transizione energetica abbiano quasi raddoppiato quelli delle fossili sono numeri importanti che smentiscono anche chi vuole tornare al nucleare, Italia compresa.
Con lo studio Italia Rinnovabile Legamabiente il punto su numeri, potenzialità, ritardi, 11 buone pratiche e 15 interventi sulle rinnovabili da mettere in campo proposti al Governo.