Englaro. La Camera apre il conflitto di attribuzione. Domani vota il Senato
Il conflitto di attribuzione, da sollevare alla Consulta sul caso Eluana Englaro avverso la sentenza del Corte di Cassazione, e' stato votato dall'Aula della Camera da parte della sola maggioranza. L'opposizione infatti non ha partecipato al voto per sottolineare ancor piu' il dissenso verso una procedura che viene giudicata infondata e illegittima. Lo ha spiegato il presidente dei deputati del Partito Democratico spiegando che questo 'e' un modo rozzo e strumentale di affrontare il problema'. I parlamentari, ha aggiunto, non possono 'lamentare la mancanza di una normativa, ma devono invece fare una legge che disciplini la parte finale della vita. Ed e' del tutto privo di fondamento prendersela con i singoli magistrati che segnalano la mancanza della legge e che operano in questo contesto'. Per quanto riguarda il suo partito Soro ha escluso che ci siano divisioni, anche perche' la decisione non e' sul merito della vita di Eluana ma dei rapporti tra parlamento e Cassazione. Lo stesso Soro ha quindi annunciato una proposta di legge da inserire nell'attivita' legislativa alla ripresa di settembre. Di opinione opposta Maurizio Lupi (Pdl) che ha sostenuto che 'l'autorita' giudiziaria ha esercitato un potere che non le spetta, quello legislativo, attraverso un atto solo formalmente giudiziario, ma sostanzialmente normativo perche' la sentenza della Cassazione e' intervenuta su un tema su cui il Parlamento stava lavorando, con i competenti organi delle due camere da tempo impegnati su questo tema'. Opinione ananloga ha espresso Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, sottolineando che 'se non si pone il conflitto di attribuzione ci verremmo a trovare di fronte ad una situazione in cui decidono i giudici con le loro sentenze. E magari di segno opposto ognuna della quali potrebbe opporsi alle altre con una situazione di grande confusione'. 'Se al parlamento non va bene questa legge -ha commentato Antonio Di Pietro- si assuma la responsabilita' di cambiarla e non percorra la strada pilatesca di don Abbondio di attaccare un magistrato che ha solo applicato una legge che gia' c'e''. Favorevole al conflitto di attribuzione anche Rocco Buttiglione (Udc) che ha sottolineato che 'c'e' una giovane donna che dorme senza evidenti segni di sofferenza e a cui si vuole togliere la vita levandole acqua e cibo. Non sappiamo -ha aggiunto- se un giorno Eluana si svegliera', una possibilita' esiste e nessuno puo' negarlo'. Dopo la Camera del caso Eluana si occupera' domani anche il Senato, chiamato anch'esso a decidere sulla decisione di sollevare conflitto di attribuzione.
LEGALE FAMIGLIA, ANDIAMO AVANTI, NESSUNA SOSPENSIONE - "Per noi la situazione oggi e' uguale a ieri, e identica a tre settimane fa: la Corte d'Appello di Milano, come poi confermato dalla Cassazione, ha autorizzato il signor Englaro a porre fine alle sofferenze della figlia, ed e' quello che fara' quando lo riterra' opportuno, ne' prima ne' dopo". E' chiaro il legale della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, nel commentare il voto della Camera per sollevare un conflitto di attribuzione tra Parlamento e Cassazione sulla vicenda della giovane Eluana, da anni in stato vegetativo. "La legge e' chiara - ribadisce Angiolini - per interrompere una sentenza esecutiva come quella della Corte d'Appello (che autorizzava l'interruzione di alimentazione e idratazione per Eluana, ndr) ci vuole una richiesta esplicita di sospensione alla stessa Corte, cosa che non e' stata fatta". E neanche la richiesta di conflitto di attribuzione sospende automaticamente l'efficacia del dispositivo: "Ora la Camera presentera' il ricorso, la Corte Costituzionale decidera' in due battute sulla sua ammissibilita', e infine se davvero c'e' stato conflitto. Nel frattempo, secondo qualcuno potrebbe sospendere l'atto impugnato, ma questo non e' assolutamente mai successo". Anche perche' a questo livello la disputa e' tra istituzioni: "I privati non dovrebbero piu' risentire dell'efficacia dell'eventuale pronunciamento dell'Alta Corte". Tutto come prima, insomma. La famiglia di Eluana, insieme al curatore speciale, decidera' di staccare il sondino che nutre la giovane quando avra' trovato la giusta sistemazione e le giuste condizioni sanitarie e umanitarie. "Deve essere chiaro - tiene a precisare l'avvocato degli Englaro - che le loro valutazioni esulano da qualsiasi interferenza esterna. Questo e' un fatto che per noi resta privato, quindi non ci saranno rallentamenti. Ma neanche accelerazioni, per sfuggire a un'eventuale sospensiva. I tempi ormai sono quelli della vita privata, non piu' della giustizia, che secondo noi si e' gia' pronunciata".
COMMENTI
L'Italia dei Valori vota contro la mozione per sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sul caso di Eluana Englaro. A ribadirlo e' il leader del partito Antonio Di Pietro che dichiara di essere contrario 'alle soluzioni pilatesche'. 'Se al Parlamento non piace la legge che c'e' la puo' sempre cambiare - aggiunge Di Pietro - ma quello di rinviare gli atti alla Consulta e', a nostro avviso, una soluzione pilatesca. E come tale non ci piace'. Se una legge non e' condivisa, insomma, e' la riflessione del deputato, dovra' essere cambiata, ma non si puo' lasciare che siano solo i magistrati a decidere, lasciando il cerino acceso nelle loro mani. 'La sentenza della Corte di Cassazione sul caso Englaro - conclude - e' stata emessa, infatti, nel rispetto della legge attuale'.
"L'autorita' giudiziaria ha esercitato un potere che non le spetta, quello legislativo, attraverso un atto solo formalmente giudiziario ma sostanzialmente normativo". Maurizio Lupi, Pdl, intervenendo in Aula alla Camera spiega perche' l'ufficio di presidenza di Montecitorio ha chiesto all'Aula di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della Corte costituzionale dopo il caso Englaro. Lupi sottolinea anche come la "sentenza della Corte di Cassazione sia intervenuta su un tema su cui il Parlamento stava lavorando, con i competenti organi delle Camere da tempo impegnati".
"Il Pd non intende partecipare al voto sul conflitto di attribuzione". Lo annuncia in Aula Roberto Zaccaria, esponente del Pd, durante la discussione generale sul conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sollevato dalla Camera per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro. Per il Pd, infatti, non c'e' nessun conflitto di attribuzione, spiega Zaccaria, in quanto "i giudici avevano l'obbligo di decidere, dovevano pronunciare una sentenza, che comunque non e' una legge e non si impone nel nostro ordinamento come precedente vincolante".
Per l'Udc "e' necessario sollevare un conflitto di attribuzione perche' nella Costituzione la potesta' legislativa appartiene solo al Parlamento e puo' essere al massimo essere delegata al Governo". Cosi' Rocco Buttiglione interviene in Aula durante la discussione sul conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sollevato dalla Camera per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro. Per il vicepresidente della Camera "la sentenza sul caso di Eluana e' un precedente e cerca di influenzare il Parlamento che lavora a una legge su questi temi". Infine aggiunge: "Non sappiamo se un giorno Eluana si svegliera'. Una possibilita' esiste, nessuno puo' negarlo".
"Dobbiamo arrivare quanto prima ad una legge sulla materia che definisca tutti gli elementi che possono far accertare la volonta' dei singoli". Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, intervenendo in Aula sull'elevazione del conflitto di attribuzione dopo il caso Englaro, annuncia la volonta' della maggioranza di arrivare ad una legge "su questioni delicate come la fine della vita e la definizione di accanimento terapeutico". Su questa materia, sottolinea Cicchitto, "c'e' e ci sara' nel Pdl liberta' di coscienza. Nel Paese e in Parlamento ci sono diverse posizioni che vanno al di la' degli schieramenti".
"La politica si assuma le proprie responsabilità e colmi al piú presto il vuoto legislativo che tuteli la parte finale della vita". Lo sostiene in una nota Chiara Moroni, deputata del Pdl. "Il Parlamento - aggiunge - deve intervenire con una legge che disciplini una materia cosí delicata, che valorizzi l'autodeterminazione della volontà della persona, dando a tutti il diritto e la liberta di scelta".
"L'Italia dei Valori ritiene la difesa della vita un valore assoluto e non si sottrarrà mai in Parlamento al confronto su questioni etiche fondamentali, che anzi auspica e sollecita". Lo dichiara Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera, spiegando che "oggi, purtroppo, in Aula non si parlerà di questo ma di un conflitto di attribuzione inesistente, che è una cosa incomprensibile sotto il profilo costituzionale e che, in realtà, è soltanto una colossale foglia di fico dietro alla quale si nasconde un Parlamento che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di affrontare questioni etiche complesse e che si inventa un conflitto inesistente sperando che la Corte Costituzionale gli tolga le castagne dal fuoco".
"Sul caso del conflitto di attribuzione del caso Englaro il PD abbandona l'aula e dimostra di essere un partito senza una vera identita', impossibilitato a fare scelte, anche di metodo, pena divisioni e spaccature": lo ha dichiarato da Gabriele Toccafondi deputato PdL in merito alla votazione per l'elevazione di un conflitto di attribuzione innanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Corte di Cassazione e Corte di Appello di Milano. "La stragrande maggioranza dei deputati del PD ha lasciato l'aula non partecipando al voto, segno evidente che il Partito Democratico e' un 'non partito', non facendosi carico di una scelta su un aspetto di metodo e non di merito, hanno infatti dimostrato di non essere un partito".
"Questa e' solo la politicizzazione del caso di Eluana Englaro. La sentenza c'e' e non puo' essere ne' sospesa ne' annullata". Franca Alessio, curatrice speciale della ragazza in stato vegetativo permanente per la quale i giudici della Corte civile d'appello di Milano, hanno autorizzato la sospensione dell'idratazione e alimentazione forzata, commenta cosi' la decisione del Parlamento di esprimersi sul caso. A poche ore dal si' della Camera alla mozione per sollevare un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, il legale attacca: "Se il Parlamento avesse creduto davvero di trovarsi di fronte a un'invasione di campo da parte del potere giudiziario, avrebbe dovuto muoversi - fa presenta all'ADNKRONOS SALUTE - a tempo debito e non a distanza di mesi". Dopo la trafila di sentenze e ricorsi, dopo le polemiche e i dibattiti, e dopo l'ennesimo intervento della Corte di Cassazione che ha fatto le sue precisazioni riguardo all'operato dei giudici, e' tardi, secondo l'avvocato, per sollevare una questione di attribuzione. Quello che e' certo, spiega Alessio, e' che "l'intervento della Corte Costituzionale non avra' nessun riflesso sulla situazione di Eluana Englaro". Non ci sara' nessuno stravolgimento, assicura.
La questione 'eutanasia' e 'accanimento terapeutico' non puo' esaurirsi con il dibattito sul caso Englaro. Anzi, "sarebbe auspicabile in sede di programmazione dei lavori prevedere in tempi rapidi un'apposita sessione per l'esame delle proposte di legge sul 'fine vita' idonea a colmare il vuoto legislativo segnalato". E' la richiesta che avanza il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro, in una lettera al presidente Gianfranco Fini, subito dopo il voto dell'Aula sul conflitto di attirbuzione tar poteri. "Il gruppo parlamentare del Pd- scrive Soro- non ha condiviso la decisione dell'Ufficio di presidenza di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato di fronte alla Corte costituzionale", e questo "per ragioni che esulano dal merito della vicenda". Ma, aggiunge, "la questione relativa alla mancanza nel nostro ordinamento di una specifica disciplina legislativa sul 'fine vita' non puo' piu' essere lasciata irrisolta". Tanto piu' che i lavori delle ultime legislature hanno fatto emergere in Parlamento "significative convergenze sulla portata e i contenuti dell'intervento legislativo auspicato. Intervento che consentirebbe di riaffermare con forza nel nostro ordinamento il divieto di ogni forma di eutanasia e di accanimento terapeutico". Per questo Soro sottolinea l'urgenza di calendarizzare una discussione su questo tema che assicuri "il riconoscimento dell'autonomia e della liberta' della persona nelle scelte riguardanti la salute fisica e psicologica, la piena e omogenea tutela dei diritti fondamentali di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione".
E' clicca qui l'indirizzo del primo blog nato oggi per sostenere la battaglia della famiglia Englaro dopo la decisione di sollevare il conflitto di attribuzione sul caso di Eluana. Lontano dai partiti e dall'associazionismo, si tratta del primo blog che 'punta ad organizzare quanti piu' cittadini possibili per fare 'pressione'. Pressione verso le Alte Cariche, affinche' venga dato seguito alla decisione della Cassazione sul caso della ragazza, nonche' per arrivare finalmente ad una discussione parlamentare seria in grado di dare valore legislativo ad un atto di giustizia, come il Testamento Biologico'.
"Apprendiamo dal quotidiano Avvenire di oggi, 31 luglio 2008, che in Lombardia nessun hospice o altra struttura similare e' disponibile ad accogliere Eluana Englaro negli ultimi giorni di vita come disposto dalla sentenza della Corte di Appello di Milano". La Consulta di Bioetica denuncia questo fatto come "un serio affronto alla sovranita' dello Stato e un attacco al rispetto della legge". "La questione - prosegue la nota della Consulta - assume aspetti ancora piu' gravi (con contorni un po' patetici) se si considera che solo ieri l'altro, in un editoriale su Avvenire del 29 luglio, il neurologo Gian Luigi Gigli denunciava quello che a suo dire sarebbe stato l'abile 'colpo di mano di un gruppetto di pressione' bioetico-giuridico milanese che sarebbe riuscito a 'fare breccia nella stessa Federazione dell'Ordine dei Medici' e addirittura a scavalcare il Parlamento italiano. Capovolgendo la realta' delle cose, i sostenitori ad oltranza della sacralita' della vita diventerebbero vittime di una esigua minoranza: la verita' e' che, invece, sono costoro a esercitare pressioni fortissime e di ogni genere per ostacolare il rispetto della legge. Il gruppo bioetico-giuridico milanese, nato nel 1989 intorno alla Consulta di Bioetica, oggi non e' piu' solo milanese ma si e' espanso da tempo in varie parti d'Italia, e cresce perche' le idee che sostiene sono condivise dalla maggioranza degli italiani, come dei cittadini europei e di tutti i paesi avanzati. Non c'e' alcuna indebita 'pressione' se non la forza delle idee che si fanno strada per la loro intrinseca validita'. E' fuorviante parlare, a proposito di un caso come questo, di nuove acquisizioni scientifiche che riguardano in realta' casi di stato vegetativo osservati a distanza di tempi molto piu' brevi dall'insulto cerebrale. Cio' serve solo per fare del terrorismo psicologico e far balenare la speranza del tutto illusoria di un recupero di Eluana. La realta' delle cose e' diversa, ed e' che il sistema sanitario della Lombardia e' sottoposto al potere cattolico e 'vitalista' al punto da non dare pronta attuazione alla giustizia italiana. La Consulta di Bioetica denuncia questo fatto scandaloso e si attivera' per garantire il rispetto della legalita'. Continuera' inoltre l'opera di innovazione e modernizzazione del paese sulle tematiche bioetiche, per impedire che resti nel medioevo vitalista propugnato da potenti nostalgici del passato".
'Con rammarico apprendiamo che l'aula della Camera ha approvato la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra poteri dello Stato sul caso di Eluana Englaro. In realta' il Parlamento avrebbe potuto essere sollecitato dalla sentenza della Corte d'Appello civile di Milano per fare finalmente una legge veramente rispettosa della vita e delle sofferenze umane; una legge che possa tener conto della dignita' della vita e della morte. Invece ancora una volta ci si e' scagliati contro una sentenza illuminata e piena di pietas, in nome di falsi principi e di uno strano rispetto della vita. Quello strano rispetto della vita, che fa dire al cattolico integralista Buttiglione, parole prive di umanita' e cosi' irrispettose dello stesso dolore dei genitori di Eluana'. Lo dichiara Alessandro Pignatiello della segreteria nazionale del Pdci.
Il conflitto di attribuzione presso la Consulta contro la sentenza della corte di cassazione sul caso Englaro era inevitabile anche se non condivisibile. A sostenerlo l'esponente del Pdl, Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali, voce fuori dal coro rispetto al suo partito che oggi alla Camera ha votato compatto a favore della mozione. 'Ho letto nelle sentenze della Cassazione e della Corte di Appello di Milano sul caso di Eluana Englaro il doveroso tentativo di rispondere ad un cittadino che chiedeva una pronuncia 'di diritto' sul suo dilemma angoscioso. Ci sono parse sentenze rispettose della Costituzione, dei principi dell'ordinamento giuridico e di un senso profondo di umana giustizia', spiega Della Vedova nel suo intervento in aula. 'Le polemiche seguite alla sentenza della Cassazione, che non e' sicuramente la prima di tipo interpretativo, ci sono sembrate piu' orientate contro il merito che, diciamo cosi', contro il metodo della sentenza. Moltissimi parlamentari hanno avvertito e denunciato una indebita 'invasione di campo' da parte della Suprema Corte e a questo punto e' probabilmente inevitabile che la questione sia rimessa alla valutazione della Corte Costituzionale. E' una scelta che possiamo comprendere, che non vogliamo contrastare, ma a cui non ci sentiamo di partecipare: per questo ci asterremo'. Per il presidente dei Riformatori Italiani al Parlamento ora non resta che mettersi a lavoro per fare la legge sul testamento biologico che 'e' per buona parte gia' scritta nella nostra Costituzione, nella Convenzione di Oviedo e nel Codice di deontologia medica'.
'Apprendiamo con grande soddisfazione che la Camera ha approvato la proposta di elevare un conflitto di attribuzione sul caso di Eluana Englaro'. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL. 'Questa iniziativa - prosegue -, che ha preso spunto da una mozione presentata al Senato e che domani vedra' l'aula del Senato impegnata in un dibattito che mi auguro possa avere lo stesso esito, e' la dimostrazione che su tematiche come il confine tra la vita e la morte, che si affacciano prepotentemente nella dimensione pubblica al punto da condizionare la stessa convivenza civile, una forza nuova come il Popolo della Liberta' invece di mettere la testa sotto la sabbia va avanti, sviluppando solidarieta' che superano divisioni di altri tempi come quella tra laici e cattolici, e si affermano non solo all'interno dei gruppi ma anche nella collaborazione proficua tra i gruppi della Camera e del Senato'.
'Il Parlamento impiegherebbe molto meglio il suo tempo concentrandosi sulla possibilita' di produrre una normativa equilibrata, saggia e largamente condivisa sul testamento biologico, sulle cure antidolore e sull'accanimento terapeutico, piuttosto che rincorrere la responsabilita' dei giudici che, in assenza di normativa, sono chiamati a pronunciarsi sulle legittime richieste dei cittadini'. Con queste parole Mimmo Luca', del Pd e segretario di presidenza della camera, motiva la propria contrarieta' alla elevazione di un conflitto di attribuzione riguardante il caso Englaro. Luca' sottolinea come 'il modo piu' efficace che ha il Parlamento di tutelare le proprie prerogative legislative sia quello di esercitarle. Se il Parlamento intende evitare che sia ogni singolo giudice a pronunciarsi sulla definizione dei trattamenti sanitari obbligatori, ovvero sulla interpretazione della effettiva volonta' di un paziente, ha uno strumento efficace per farlo: approvare una legge, dimostrando in questo modo - continua Luca' - di sapersi occupare della vita concreta dei cittadini e, in particolare, degli aspetti delicati e concreti della sua fase terminale'. 'La scelta di aprire l'ennesimo conflitto con i giudici - conclude l'esponente del Pd - non avra' alcuna conseguenza sulla drammatica vicenda di Eluana Englaro, non risolve alcunche' e rappresenta, dunque, una iniziativa pretestuosa e strumentale, dettata piu' da ragioni politiche che istituzionali'.
'La vita non e' un valore negoziabile ne' tantomeno puo' essere donata e tolta da una sentenza di un tribunale della Repubblica. Sull'eutanasia per Eluana Englaro nessuno deve o puo' far finta di nulla perche' quanto sentenziato dalla Corte d'Appello di Milano e' una pericolosa china che potrebbe diventare esplosiva e non controllabile, perche' e' solo il frutto di un inconcepibile relativismo etico che vuole far prevalere una cultura di morte'. E' quanto afferma Alessandro Pagano del Pdl. 'Ha fatto bene l'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha mettere all'odg dell'Aula l'intenzione di sollevare il conflitto di attribuzione di poteri davanti alla Corte Costituzionale per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana. L'eutanasia e' un crimine punito dalla legge quindi bisogna impedire la condanna a morte di una persona, perche' in questo caso si tratterebbe di omicidio'.
"Oggi il Pd con una sofferta mediazione ha offerto una importante manifestazione di unita' e di compattezza non partecipando al voto sul conflitto di attribuzione". Questa la nota di un gruppo di deputati del Pd: Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Marco Calgaro, Renzo Lusetti, Donato Mosella, Lorenzo Ria e Andrea Sarubbi, in merito al conflitto di attribuzione sul caso Eluana approvato oggi dalla Camera e che domani sara' discusso al Senato. "Depositeremo un nostro pdl sul cosiddetto testamento biologico, per mettere in chiaro il nostro no deciso alla eutanasia - annunciano i deputati cattolici del Pd - Non c'e' dubbio che sul fatto possono sussistere opinioni e interpretazioni giuridiche diverse. Cosi' come sussistono valutazioni diverse sulla scelta del conflitto di attribuzione come strumento per esprimere piena solidarieta' ad Eluana e tutelarne la vita in questo momento cosi' delicato. Davanti al dubbio sulla efficacia dello strumento scelto abbiamo scelto di non partecipare al voto, esprimendo pero' con la massima convinzione e con tutta l'energia morale prima ancora che politica, il nostro fermo 'no' a qualsiasi forma di eutanasia". La nota prosegue spiegando che "nonostante tutta la comprensione e la compassione con cui partecipiamo alla vicenda della famiglia Englaro, non possiamo e non vogliamo collaborare in nessun modo a trasformare un dramma personale e familiare in una sentenza di morte. Vogliamo che Eluana viva, riconoscendo anche alla sua esistenza attuale il diritto a vivere e riaffermando che nessuno puo' assumersi la tragica responsabilita' di togliere la vita ad un'altra persona". Per questo oggi stesso "depositeremo un nostro pdl sul cosiddetto testamento biologico, per mettere in chiaro il nostro no deciso alla eutanasia in tutte le sue forme, inclusa la sospensione della nutrizione e della idratazione, che in nessun caso possono essere assimilate a qualsivoglia forma di accanimento terapeutico. Nel nostro ddl ci sono altri due no altrettanto forti: no all'abbandono terapeutico e no all'accanimento terapeutico, tenendo conto che oggi l'abbandono, per una serie di ragioni economiche ed organizzative, e' di gran lunga piu' insidioso e meno noto del secondo. Nel nostro pdl ci saranno anche tre si chiari e decisi, che traggono la loro solida motivazione dalla alleanza medico-paziente, indispensabile prerequisito di ogni relazione di cura e di affidamento. Si' quindi alle cure palliative, perche' il malato soffra il meno possibile in accordo con le conquiste attuali e future della scienza, si' alla garanzia che la volonta' del paziente sara' rispettata nei fatti e nelle intenzioni, avendo sempre presente il suo bene personale, si' alla possibilita' per il medico di fare obiezione di coscienza".
'Era necessario far chiarezza in merito a una problematica quale quella delle cure di fine vita di cui tanto si sta parlando negli ultimi tempi e che non puo' essere determinata da interpretazioni soggettive, soprattutto in riferimento al caso della povera Eluana Englaro'. Ad affermarlo e' Domenico Di Virgilio, vicepresidente del gruppo Pdl della Camera. 'Ci troviamo senza alcun dubbio - spiega Di Virgilio - dinanzi a una materia di competenza del Parlamento e nel caso, come in questo, di una materia non ancora regolata dal diritto e in cui vi e' un vuoto legislativo, la decisione non puo' essere definita da una sentenza di un giudice'. 'L'approvazione di questa deliberazione, dalla quale si evince un conflitto di competenze, rappresenta la volonta' del Parlamento di porre attenzione a tutte le problematiche suscitate dall'attuale progresso tecnologico e scientifico, e che potremmo definire 'problematiche di fine vita' (eutanasia, accanimento terapeutico, abbandono terapeutico, medicina difensiva, dichiarazioni anticipate di trattamento, cure palliative, terapia anti dolore, etc..), al fine - conclude Di Virgilio - di proporre norme chiare e il piu' diffusamente condivise a sostegno di questo tipo di malati, nel rispetto della loro dignita' di persona, nonche' delle loro famiglie'.
"La Costituzione attribuisce al Parlamento, espressione della volontà popolare, il compito di approvare le leggi che regolano la vita dei cittadini. E' questo il principio ribadito dal voto di oggi della Camera dei Deputati in base al quale nessuna decisione di giudici (come quella sulla dolorosa vicenda di Eluana Englaro) puó sostituirsi alla legge". Lo afferma il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. "E' un atto di chiarezza che onora il Parlamento, perch, dimostra che al dibattito politico non mancano (con le dovute differenze) tensione ideale e impegno su temi chiave come la tutela della vita - conclude Mantovano -: da questo punto di vista il Centrodestra dimostra una compattezza di cui non si ha traccia nell'opposizione di sinistra, cosí divisa da non avere neanche preso parte al voto".
"La decisione adottata dalla Camera di sollevare il conflitto d'attribuzione sul caso Englaro, come ha evidenziato il Presidente Cicchitto, ha una valenza prettamente tecnica. Si tratta di stabilire, come da noi sostenuto, che il diritto di legiferare su questa, come su qualunque altra materia, appartiene al Parlamento, come prevede l'articolo 70 della Costituzione". ". Lo ha detto Enrico La Loggia, vicepresidente del gruppo del Pdl della Camera dei Deputati che in merito all'argomento ha aggiunto: " È ovvio che tutto questo, qualora si decidesse di intervenire legislativamente su tutti i temi relativi alle fasi terminali della vita, quali la terapia del dolore o una migliore definizione di accanimento terapeutico, dovra' essere ampiamente dibattuto per trovare le soluzione piu' idonee. Questa e' la posizione del Gruppo espressa dal suo Presidente e non sono accettabili, ovviamente, altre prese di posizione difformi rispetto a questa linea che tendono ad anticipare, in questa fase, altre ipotetiche soluzioni intollerabili per noi cattolici".
L'ammissibilita' del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, messo in campo dalla Camera sulla vicenda di Eluana Englaro, e' "dubbia". Parola dell'ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida. L'esperto, un passato da giudice e un presente da docente di Giustizia costituzionale, affronta, con l'ADNKRONOS SALUTE, il caso della ragazza di Lecco in stato vegetativo permanente per la quale i giudici della Corte civile d'appello di Milano hanno autorizzato la sospensione dell'idratazione e alimentazione forzata. Un decreto che, oltre a scatenare polemiche, ha portato la Camera a votare si' alla mozione per sollevare la questione di attribuzione davanti alla Consulta. Domani sara' il Senato a pronunciarsi. "Probabilmente in maniera analoga", valuta Onida. Poi gli avvocati decideranno se preparare un ricorso unico o due (per ciascuna Camera). Il passo successivo spetta alla Consulta. Il giurista spiega: "Cruciale sara' la riunione della Corte Costituzionale in Camera di consiglio per valutare l'ammissibilita' del ricorso del Parlamento. Ammissibilita' che a me pare dubbia". A detta di Onida, la tesi di un'ipotetica invasione di campo da parte del potere giudiziario nei confronti di quello legislativo non regge. "Il Parlamento poteva legiferare, nessuno glielo ha impedito", osserva. "Poteva approvare una legge retroattiva o interpretativa e invece che fa? Solleva il conflitto di attribuzione, lamentandosi dell'operato dei giudici".
Il problema, secondo Onida, e' proprio qui: i giudici hanno solo fatto il loro dovere, ribadisce. "Un giudice e' chiamato a decidere e non puo' sottrarsi. Poi la pronuncia puo' essere giusta o sbagliata. Ma un errore non giustifica il conflitto di poteri".
Quanto all'effetto che il ricorso del Parlamento potrebbe avere sulla sentenza Englaro, il giurista precisa: "Il decreto della corte civile d'appello non e' automaticamente sospeso. Anche se il ricorrente, cioe' il Parlamento, potrebbe presentare contestualmente una richiesta di sospensione. E in quel caso sarebbe la Corte a pronunciarsi, non prima di aver affrontato la questione dell'ammissibilita' del ricorso".
"Bene ha fatto l'aula della Camera dei deputati a sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale contro la decisione della Cassazione sul caso di Eluana Englaro". E' quanto afferma Isabella Bertolini, membro del direttivo del gruppo Pdl alla Camera. "Nessun giudice- sottolinea- puo' pensare di sovrapporsi alla legge italiana. Tanto piu' se si considera che in gioco vi sono delicate decisioni riguardanti il sacro valore della vita. Nessun magistrato puo' arrogarsi il diritto di decidere la morte di un essere umano". Prosegue Bertolini: "Continuo a pensare che qualunque esistenza, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino alla sua fine naturale. Pur esprimendo dolore e considerazione per drammatiche vicende come quelle di Eluana e della sua famiglia, ribadisco la mia ferma intenzione di continuare a combattere per difendere il sacro ed inviolabile diritto alla vita".
"Dopo la decisione della Camera di oggi e' importante che il giudice di Milano responsabile della sentenza per staccare il sondino a Eluana, la cui legittimita' e' negata dal Parlamento, sospenda l'esecutivita' della sentenza. Non e' tanto questione di rispetto del Parlamento, quanto di presa d'atto del dubbio sulla liceita' stessa di una sentenza di morte". Lo afferma l'esponente del Pdl Renato Farina. "Con Vignali del Pdl concordo nel chiedere una moratoria nell'esecuzione della pena capitale. Domando, specie dopo il voto della Camera, un intervento del Presidente della Repubblica che dica almeno -prosegue Farina- un temporaneo stop ad un'agonia decisa da un giudice". "Quanto al voto del Parlamento noto questo: l'unita' del centro destra, pur nella differenza di valutazioni contingenti, nel domandare alla Corte costituzionale di esaminare la questione. Personalmente -sottolinea Farina- sono piu' vicino all'impostazione di Polledri e Buttiglione che non a quella di Cicchitto e Della Vedova. Lega e Udc, a differenza dei dirigenti del Pdl che hanno potuto intervenire, hanno spiegato che non c'e' carenza legislativa sul tema di Eluana, lo hanno fatto appoggiandosi al parere di Giuliano Vassalli, perche' in Italia non e' consentito dar la morte su domanda di un congiunto. Neanche di un padre che non sa darsi risposta sulla sofferenza di una figlia". "Il Partito democratico, anche in questa vicenda, si dimostra succube del partito dei giudici militanti, i quali trasformano le sentenze in vere e propri atti legislativi, cio' che in nessun modo puo' competere a una Corte. Non e' tanto l'esproprio delle prerogative del Parlamento ad essere in gioco, quanto la subordinazione della sovranita' popolare a una specie di istanza superiore alla democrazia, quale viene di fatto ad essere, nella mente dei Democratici, il ruolo della magistratura", conclude Farina.
Pur non condividendo la sentenza della Corte d'Appello civile di Milano "ritengo che anche oggi, per l'ennesima volta, sollevando il conflitto di attribuzioni siano stati violati i principi di diritto e in questo modo si fa solo propaganda e strumentalizzazione politica, perche' non dimentichiamo che nella scorsa legislatura il testamento biologico non l'hanno voluto fare loro". E' quanto ha osservato, partecipando a Torino a un incontro promosso dall'associazione politico culturale DemocraticiDavvero la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, riferendosi al via libera dato oggi da Montecitorio alla mozione sul conflitto d'attribuzione davanti alla Corte Costituzionale in merito alla sentenza sul caso di Eluana Englaro. "Chi calpesta il diritto -ha concluso la Bindi- calpesta anche i diritti".
LEGALE FAMIGLIA, ANDIAMO AVANTI, NESSUNA SOSPENSIONE - "Per noi la situazione oggi e' uguale a ieri, e identica a tre settimane fa: la Corte d'Appello di Milano, come poi confermato dalla Cassazione, ha autorizzato il signor Englaro a porre fine alle sofferenze della figlia, ed e' quello che fara' quando lo riterra' opportuno, ne' prima ne' dopo". E' chiaro il legale della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, nel commentare il voto della Camera per sollevare un conflitto di attribuzione tra Parlamento e Cassazione sulla vicenda della giovane Eluana, da anni in stato vegetativo. "La legge e' chiara - ribadisce Angiolini - per interrompere una sentenza esecutiva come quella della Corte d'Appello (che autorizzava l'interruzione di alimentazione e idratazione per Eluana, ndr) ci vuole una richiesta esplicita di sospensione alla stessa Corte, cosa che non e' stata fatta". E neanche la richiesta di conflitto di attribuzione sospende automaticamente l'efficacia del dispositivo: "Ora la Camera presentera' il ricorso, la Corte Costituzionale decidera' in due battute sulla sua ammissibilita', e infine se davvero c'e' stato conflitto. Nel frattempo, secondo qualcuno potrebbe sospendere l'atto impugnato, ma questo non e' assolutamente mai successo". Anche perche' a questo livello la disputa e' tra istituzioni: "I privati non dovrebbero piu' risentire dell'efficacia dell'eventuale pronunciamento dell'Alta Corte". Tutto come prima, insomma. La famiglia di Eluana, insieme al curatore speciale, decidera' di staccare il sondino che nutre la giovane quando avra' trovato la giusta sistemazione e le giuste condizioni sanitarie e umanitarie. "Deve essere chiaro - tiene a precisare l'avvocato degli Englaro - che le loro valutazioni esulano da qualsiasi interferenza esterna. Questo e' un fatto che per noi resta privato, quindi non ci saranno rallentamenti. Ma neanche accelerazioni, per sfuggire a un'eventuale sospensiva. I tempi ormai sono quelli della vita privata, non piu' della giustizia, che secondo noi si e' gia' pronunciata".
COMMENTI
L'Italia dei Valori vota contro la mozione per sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sul caso di Eluana Englaro. A ribadirlo e' il leader del partito Antonio Di Pietro che dichiara di essere contrario 'alle soluzioni pilatesche'. 'Se al Parlamento non piace la legge che c'e' la puo' sempre cambiare - aggiunge Di Pietro - ma quello di rinviare gli atti alla Consulta e', a nostro avviso, una soluzione pilatesca. E come tale non ci piace'. Se una legge non e' condivisa, insomma, e' la riflessione del deputato, dovra' essere cambiata, ma non si puo' lasciare che siano solo i magistrati a decidere, lasciando il cerino acceso nelle loro mani. 'La sentenza della Corte di Cassazione sul caso Englaro - conclude - e' stata emessa, infatti, nel rispetto della legge attuale'.
"L'autorita' giudiziaria ha esercitato un potere che non le spetta, quello legislativo, attraverso un atto solo formalmente giudiziario ma sostanzialmente normativo". Maurizio Lupi, Pdl, intervenendo in Aula alla Camera spiega perche' l'ufficio di presidenza di Montecitorio ha chiesto all'Aula di sollevare un conflitto di attribuzione nei confronti della Corte costituzionale dopo il caso Englaro. Lupi sottolinea anche come la "sentenza della Corte di Cassazione sia intervenuta su un tema su cui il Parlamento stava lavorando, con i competenti organi delle Camere da tempo impegnati".
"Il Pd non intende partecipare al voto sul conflitto di attribuzione". Lo annuncia in Aula Roberto Zaccaria, esponente del Pd, durante la discussione generale sul conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sollevato dalla Camera per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro. Per il Pd, infatti, non c'e' nessun conflitto di attribuzione, spiega Zaccaria, in quanto "i giudici avevano l'obbligo di decidere, dovevano pronunciare una sentenza, che comunque non e' una legge e non si impone nel nostro ordinamento come precedente vincolante".
Per l'Udc "e' necessario sollevare un conflitto di attribuzione perche' nella Costituzione la potesta' legislativa appartiene solo al Parlamento e puo' essere al massimo essere delegata al Governo". Cosi' Rocco Buttiglione interviene in Aula durante la discussione sul conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale sollevato dalla Camera per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro. Per il vicepresidente della Camera "la sentenza sul caso di Eluana e' un precedente e cerca di influenzare il Parlamento che lavora a una legge su questi temi". Infine aggiunge: "Non sappiamo se un giorno Eluana si svegliera'. Una possibilita' esiste, nessuno puo' negarlo".
"Dobbiamo arrivare quanto prima ad una legge sulla materia che definisca tutti gli elementi che possono far accertare la volonta' dei singoli". Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, intervenendo in Aula sull'elevazione del conflitto di attribuzione dopo il caso Englaro, annuncia la volonta' della maggioranza di arrivare ad una legge "su questioni delicate come la fine della vita e la definizione di accanimento terapeutico". Su questa materia, sottolinea Cicchitto, "c'e' e ci sara' nel Pdl liberta' di coscienza. Nel Paese e in Parlamento ci sono diverse posizioni che vanno al di la' degli schieramenti".
"La politica si assuma le proprie responsabilità e colmi al piú presto il vuoto legislativo che tuteli la parte finale della vita". Lo sostiene in una nota Chiara Moroni, deputata del Pdl. "Il Parlamento - aggiunge - deve intervenire con una legge che disciplini una materia cosí delicata, che valorizzi l'autodeterminazione della volontà della persona, dando a tutti il diritto e la liberta di scelta".
"L'Italia dei Valori ritiene la difesa della vita un valore assoluto e non si sottrarrà mai in Parlamento al confronto su questioni etiche fondamentali, che anzi auspica e sollecita". Lo dichiara Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei Valori alla Camera, spiegando che "oggi, purtroppo, in Aula non si parlerà di questo ma di un conflitto di attribuzione inesistente, che è una cosa incomprensibile sotto il profilo costituzionale e che, in realtà, è soltanto una colossale foglia di fico dietro alla quale si nasconde un Parlamento che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di affrontare questioni etiche complesse e che si inventa un conflitto inesistente sperando che la Corte Costituzionale gli tolga le castagne dal fuoco".
"Sul caso del conflitto di attribuzione del caso Englaro il PD abbandona l'aula e dimostra di essere un partito senza una vera identita', impossibilitato a fare scelte, anche di metodo, pena divisioni e spaccature": lo ha dichiarato da Gabriele Toccafondi deputato PdL in merito alla votazione per l'elevazione di un conflitto di attribuzione innanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Corte di Cassazione e Corte di Appello di Milano. "La stragrande maggioranza dei deputati del PD ha lasciato l'aula non partecipando al voto, segno evidente che il Partito Democratico e' un 'non partito', non facendosi carico di una scelta su un aspetto di metodo e non di merito, hanno infatti dimostrato di non essere un partito".
"Questa e' solo la politicizzazione del caso di Eluana Englaro. La sentenza c'e' e non puo' essere ne' sospesa ne' annullata". Franca Alessio, curatrice speciale della ragazza in stato vegetativo permanente per la quale i giudici della Corte civile d'appello di Milano, hanno autorizzato la sospensione dell'idratazione e alimentazione forzata, commenta cosi' la decisione del Parlamento di esprimersi sul caso. A poche ore dal si' della Camera alla mozione per sollevare un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale, il legale attacca: "Se il Parlamento avesse creduto davvero di trovarsi di fronte a un'invasione di campo da parte del potere giudiziario, avrebbe dovuto muoversi - fa presenta all'ADNKRONOS SALUTE - a tempo debito e non a distanza di mesi". Dopo la trafila di sentenze e ricorsi, dopo le polemiche e i dibattiti, e dopo l'ennesimo intervento della Corte di Cassazione che ha fatto le sue precisazioni riguardo all'operato dei giudici, e' tardi, secondo l'avvocato, per sollevare una questione di attribuzione. Quello che e' certo, spiega Alessio, e' che "l'intervento della Corte Costituzionale non avra' nessun riflesso sulla situazione di Eluana Englaro". Non ci sara' nessuno stravolgimento, assicura.
La questione 'eutanasia' e 'accanimento terapeutico' non puo' esaurirsi con il dibattito sul caso Englaro. Anzi, "sarebbe auspicabile in sede di programmazione dei lavori prevedere in tempi rapidi un'apposita sessione per l'esame delle proposte di legge sul 'fine vita' idonea a colmare il vuoto legislativo segnalato". E' la richiesta che avanza il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro, in una lettera al presidente Gianfranco Fini, subito dopo il voto dell'Aula sul conflitto di attirbuzione tar poteri. "Il gruppo parlamentare del Pd- scrive Soro- non ha condiviso la decisione dell'Ufficio di presidenza di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato di fronte alla Corte costituzionale", e questo "per ragioni che esulano dal merito della vicenda". Ma, aggiunge, "la questione relativa alla mancanza nel nostro ordinamento di una specifica disciplina legislativa sul 'fine vita' non puo' piu' essere lasciata irrisolta". Tanto piu' che i lavori delle ultime legislature hanno fatto emergere in Parlamento "significative convergenze sulla portata e i contenuti dell'intervento legislativo auspicato. Intervento che consentirebbe di riaffermare con forza nel nostro ordinamento il divieto di ogni forma di eutanasia e di accanimento terapeutico". Per questo Soro sottolinea l'urgenza di calendarizzare una discussione su questo tema che assicuri "il riconoscimento dell'autonomia e della liberta' della persona nelle scelte riguardanti la salute fisica e psicologica, la piena e omogenea tutela dei diritti fondamentali di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione".
E' clicca qui l'indirizzo del primo blog nato oggi per sostenere la battaglia della famiglia Englaro dopo la decisione di sollevare il conflitto di attribuzione sul caso di Eluana. Lontano dai partiti e dall'associazionismo, si tratta del primo blog che 'punta ad organizzare quanti piu' cittadini possibili per fare 'pressione'. Pressione verso le Alte Cariche, affinche' venga dato seguito alla decisione della Cassazione sul caso della ragazza, nonche' per arrivare finalmente ad una discussione parlamentare seria in grado di dare valore legislativo ad un atto di giustizia, come il Testamento Biologico'.
"Apprendiamo dal quotidiano Avvenire di oggi, 31 luglio 2008, che in Lombardia nessun hospice o altra struttura similare e' disponibile ad accogliere Eluana Englaro negli ultimi giorni di vita come disposto dalla sentenza della Corte di Appello di Milano". La Consulta di Bioetica denuncia questo fatto come "un serio affronto alla sovranita' dello Stato e un attacco al rispetto della legge". "La questione - prosegue la nota della Consulta - assume aspetti ancora piu' gravi (con contorni un po' patetici) se si considera che solo ieri l'altro, in un editoriale su Avvenire del 29 luglio, il neurologo Gian Luigi Gigli denunciava quello che a suo dire sarebbe stato l'abile 'colpo di mano di un gruppetto di pressione' bioetico-giuridico milanese che sarebbe riuscito a 'fare breccia nella stessa Federazione dell'Ordine dei Medici' e addirittura a scavalcare il Parlamento italiano. Capovolgendo la realta' delle cose, i sostenitori ad oltranza della sacralita' della vita diventerebbero vittime di una esigua minoranza: la verita' e' che, invece, sono costoro a esercitare pressioni fortissime e di ogni genere per ostacolare il rispetto della legge. Il gruppo bioetico-giuridico milanese, nato nel 1989 intorno alla Consulta di Bioetica, oggi non e' piu' solo milanese ma si e' espanso da tempo in varie parti d'Italia, e cresce perche' le idee che sostiene sono condivise dalla maggioranza degli italiani, come dei cittadini europei e di tutti i paesi avanzati. Non c'e' alcuna indebita 'pressione' se non la forza delle idee che si fanno strada per la loro intrinseca validita'. E' fuorviante parlare, a proposito di un caso come questo, di nuove acquisizioni scientifiche che riguardano in realta' casi di stato vegetativo osservati a distanza di tempi molto piu' brevi dall'insulto cerebrale. Cio' serve solo per fare del terrorismo psicologico e far balenare la speranza del tutto illusoria di un recupero di Eluana. La realta' delle cose e' diversa, ed e' che il sistema sanitario della Lombardia e' sottoposto al potere cattolico e 'vitalista' al punto da non dare pronta attuazione alla giustizia italiana. La Consulta di Bioetica denuncia questo fatto scandaloso e si attivera' per garantire il rispetto della legalita'. Continuera' inoltre l'opera di innovazione e modernizzazione del paese sulle tematiche bioetiche, per impedire che resti nel medioevo vitalista propugnato da potenti nostalgici del passato".
'Con rammarico apprendiamo che l'aula della Camera ha approvato la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale tra poteri dello Stato sul caso di Eluana Englaro. In realta' il Parlamento avrebbe potuto essere sollecitato dalla sentenza della Corte d'Appello civile di Milano per fare finalmente una legge veramente rispettosa della vita e delle sofferenze umane; una legge che possa tener conto della dignita' della vita e della morte. Invece ancora una volta ci si e' scagliati contro una sentenza illuminata e piena di pietas, in nome di falsi principi e di uno strano rispetto della vita. Quello strano rispetto della vita, che fa dire al cattolico integralista Buttiglione, parole prive di umanita' e cosi' irrispettose dello stesso dolore dei genitori di Eluana'. Lo dichiara Alessandro Pignatiello della segreteria nazionale del Pdci.
Il conflitto di attribuzione presso la Consulta contro la sentenza della corte di cassazione sul caso Englaro era inevitabile anche se non condivisibile. A sostenerlo l'esponente del Pdl, Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali, voce fuori dal coro rispetto al suo partito che oggi alla Camera ha votato compatto a favore della mozione. 'Ho letto nelle sentenze della Cassazione e della Corte di Appello di Milano sul caso di Eluana Englaro il doveroso tentativo di rispondere ad un cittadino che chiedeva una pronuncia 'di diritto' sul suo dilemma angoscioso. Ci sono parse sentenze rispettose della Costituzione, dei principi dell'ordinamento giuridico e di un senso profondo di umana giustizia', spiega Della Vedova nel suo intervento in aula. 'Le polemiche seguite alla sentenza della Cassazione, che non e' sicuramente la prima di tipo interpretativo, ci sono sembrate piu' orientate contro il merito che, diciamo cosi', contro il metodo della sentenza. Moltissimi parlamentari hanno avvertito e denunciato una indebita 'invasione di campo' da parte della Suprema Corte e a questo punto e' probabilmente inevitabile che la questione sia rimessa alla valutazione della Corte Costituzionale. E' una scelta che possiamo comprendere, che non vogliamo contrastare, ma a cui non ci sentiamo di partecipare: per questo ci asterremo'. Per il presidente dei Riformatori Italiani al Parlamento ora non resta che mettersi a lavoro per fare la legge sul testamento biologico che 'e' per buona parte gia' scritta nella nostra Costituzione, nella Convenzione di Oviedo e nel Codice di deontologia medica'.
'Apprendiamo con grande soddisfazione che la Camera ha approvato la proposta di elevare un conflitto di attribuzione sul caso di Eluana Englaro'. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL. 'Questa iniziativa - prosegue -, che ha preso spunto da una mozione presentata al Senato e che domani vedra' l'aula del Senato impegnata in un dibattito che mi auguro possa avere lo stesso esito, e' la dimostrazione che su tematiche come il confine tra la vita e la morte, che si affacciano prepotentemente nella dimensione pubblica al punto da condizionare la stessa convivenza civile, una forza nuova come il Popolo della Liberta' invece di mettere la testa sotto la sabbia va avanti, sviluppando solidarieta' che superano divisioni di altri tempi come quella tra laici e cattolici, e si affermano non solo all'interno dei gruppi ma anche nella collaborazione proficua tra i gruppi della Camera e del Senato'.
'Il Parlamento impiegherebbe molto meglio il suo tempo concentrandosi sulla possibilita' di produrre una normativa equilibrata, saggia e largamente condivisa sul testamento biologico, sulle cure antidolore e sull'accanimento terapeutico, piuttosto che rincorrere la responsabilita' dei giudici che, in assenza di normativa, sono chiamati a pronunciarsi sulle legittime richieste dei cittadini'. Con queste parole Mimmo Luca', del Pd e segretario di presidenza della camera, motiva la propria contrarieta' alla elevazione di un conflitto di attribuzione riguardante il caso Englaro. Luca' sottolinea come 'il modo piu' efficace che ha il Parlamento di tutelare le proprie prerogative legislative sia quello di esercitarle. Se il Parlamento intende evitare che sia ogni singolo giudice a pronunciarsi sulla definizione dei trattamenti sanitari obbligatori, ovvero sulla interpretazione della effettiva volonta' di un paziente, ha uno strumento efficace per farlo: approvare una legge, dimostrando in questo modo - continua Luca' - di sapersi occupare della vita concreta dei cittadini e, in particolare, degli aspetti delicati e concreti della sua fase terminale'. 'La scelta di aprire l'ennesimo conflitto con i giudici - conclude l'esponente del Pd - non avra' alcuna conseguenza sulla drammatica vicenda di Eluana Englaro, non risolve alcunche' e rappresenta, dunque, una iniziativa pretestuosa e strumentale, dettata piu' da ragioni politiche che istituzionali'.
'La vita non e' un valore negoziabile ne' tantomeno puo' essere donata e tolta da una sentenza di un tribunale della Repubblica. Sull'eutanasia per Eluana Englaro nessuno deve o puo' far finta di nulla perche' quanto sentenziato dalla Corte d'Appello di Milano e' una pericolosa china che potrebbe diventare esplosiva e non controllabile, perche' e' solo il frutto di un inconcepibile relativismo etico che vuole far prevalere una cultura di morte'. E' quanto afferma Alessandro Pagano del Pdl. 'Ha fatto bene l'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha mettere all'odg dell'Aula l'intenzione di sollevare il conflitto di attribuzione di poteri davanti alla Corte Costituzionale per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana. L'eutanasia e' un crimine punito dalla legge quindi bisogna impedire la condanna a morte di una persona, perche' in questo caso si tratterebbe di omicidio'.
"Oggi il Pd con una sofferta mediazione ha offerto una importante manifestazione di unita' e di compattezza non partecipando al voto sul conflitto di attribuzione". Questa la nota di un gruppo di deputati del Pd: Paola Binetti, Luigi Bobba, Enzo Carra, Marco Calgaro, Renzo Lusetti, Donato Mosella, Lorenzo Ria e Andrea Sarubbi, in merito al conflitto di attribuzione sul caso Eluana approvato oggi dalla Camera e che domani sara' discusso al Senato. "Depositeremo un nostro pdl sul cosiddetto testamento biologico, per mettere in chiaro il nostro no deciso alla eutanasia - annunciano i deputati cattolici del Pd - Non c'e' dubbio che sul fatto possono sussistere opinioni e interpretazioni giuridiche diverse. Cosi' come sussistono valutazioni diverse sulla scelta del conflitto di attribuzione come strumento per esprimere piena solidarieta' ad Eluana e tutelarne la vita in questo momento cosi' delicato. Davanti al dubbio sulla efficacia dello strumento scelto abbiamo scelto di non partecipare al voto, esprimendo pero' con la massima convinzione e con tutta l'energia morale prima ancora che politica, il nostro fermo 'no' a qualsiasi forma di eutanasia". La nota prosegue spiegando che "nonostante tutta la comprensione e la compassione con cui partecipiamo alla vicenda della famiglia Englaro, non possiamo e non vogliamo collaborare in nessun modo a trasformare un dramma personale e familiare in una sentenza di morte. Vogliamo che Eluana viva, riconoscendo anche alla sua esistenza attuale il diritto a vivere e riaffermando che nessuno puo' assumersi la tragica responsabilita' di togliere la vita ad un'altra persona". Per questo oggi stesso "depositeremo un nostro pdl sul cosiddetto testamento biologico, per mettere in chiaro il nostro no deciso alla eutanasia in tutte le sue forme, inclusa la sospensione della nutrizione e della idratazione, che in nessun caso possono essere assimilate a qualsivoglia forma di accanimento terapeutico. Nel nostro ddl ci sono altri due no altrettanto forti: no all'abbandono terapeutico e no all'accanimento terapeutico, tenendo conto che oggi l'abbandono, per una serie di ragioni economiche ed organizzative, e' di gran lunga piu' insidioso e meno noto del secondo. Nel nostro pdl ci saranno anche tre si chiari e decisi, che traggono la loro solida motivazione dalla alleanza medico-paziente, indispensabile prerequisito di ogni relazione di cura e di affidamento. Si' quindi alle cure palliative, perche' il malato soffra il meno possibile in accordo con le conquiste attuali e future della scienza, si' alla garanzia che la volonta' del paziente sara' rispettata nei fatti e nelle intenzioni, avendo sempre presente il suo bene personale, si' alla possibilita' per il medico di fare obiezione di coscienza".
'Era necessario far chiarezza in merito a una problematica quale quella delle cure di fine vita di cui tanto si sta parlando negli ultimi tempi e che non puo' essere determinata da interpretazioni soggettive, soprattutto in riferimento al caso della povera Eluana Englaro'. Ad affermarlo e' Domenico Di Virgilio, vicepresidente del gruppo Pdl della Camera. 'Ci troviamo senza alcun dubbio - spiega Di Virgilio - dinanzi a una materia di competenza del Parlamento e nel caso, come in questo, di una materia non ancora regolata dal diritto e in cui vi e' un vuoto legislativo, la decisione non puo' essere definita da una sentenza di un giudice'. 'L'approvazione di questa deliberazione, dalla quale si evince un conflitto di competenze, rappresenta la volonta' del Parlamento di porre attenzione a tutte le problematiche suscitate dall'attuale progresso tecnologico e scientifico, e che potremmo definire 'problematiche di fine vita' (eutanasia, accanimento terapeutico, abbandono terapeutico, medicina difensiva, dichiarazioni anticipate di trattamento, cure palliative, terapia anti dolore, etc..), al fine - conclude Di Virgilio - di proporre norme chiare e il piu' diffusamente condivise a sostegno di questo tipo di malati, nel rispetto della loro dignita' di persona, nonche' delle loro famiglie'.
"La Costituzione attribuisce al Parlamento, espressione della volontà popolare, il compito di approvare le leggi che regolano la vita dei cittadini. E' questo il principio ribadito dal voto di oggi della Camera dei Deputati in base al quale nessuna decisione di giudici (come quella sulla dolorosa vicenda di Eluana Englaro) puó sostituirsi alla legge". Lo afferma il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. "E' un atto di chiarezza che onora il Parlamento, perch, dimostra che al dibattito politico non mancano (con le dovute differenze) tensione ideale e impegno su temi chiave come la tutela della vita - conclude Mantovano -: da questo punto di vista il Centrodestra dimostra una compattezza di cui non si ha traccia nell'opposizione di sinistra, cosí divisa da non avere neanche preso parte al voto".
"La decisione adottata dalla Camera di sollevare il conflitto d'attribuzione sul caso Englaro, come ha evidenziato il Presidente Cicchitto, ha una valenza prettamente tecnica. Si tratta di stabilire, come da noi sostenuto, che il diritto di legiferare su questa, come su qualunque altra materia, appartiene al Parlamento, come prevede l'articolo 70 della Costituzione". ". Lo ha detto Enrico La Loggia, vicepresidente del gruppo del Pdl della Camera dei Deputati che in merito all'argomento ha aggiunto: " È ovvio che tutto questo, qualora si decidesse di intervenire legislativamente su tutti i temi relativi alle fasi terminali della vita, quali la terapia del dolore o una migliore definizione di accanimento terapeutico, dovra' essere ampiamente dibattuto per trovare le soluzione piu' idonee. Questa e' la posizione del Gruppo espressa dal suo Presidente e non sono accettabili, ovviamente, altre prese di posizione difformi rispetto a questa linea che tendono ad anticipare, in questa fase, altre ipotetiche soluzioni intollerabili per noi cattolici".
L'ammissibilita' del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, messo in campo dalla Camera sulla vicenda di Eluana Englaro, e' "dubbia". Parola dell'ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida. L'esperto, un passato da giudice e un presente da docente di Giustizia costituzionale, affronta, con l'ADNKRONOS SALUTE, il caso della ragazza di Lecco in stato vegetativo permanente per la quale i giudici della Corte civile d'appello di Milano hanno autorizzato la sospensione dell'idratazione e alimentazione forzata. Un decreto che, oltre a scatenare polemiche, ha portato la Camera a votare si' alla mozione per sollevare la questione di attribuzione davanti alla Consulta. Domani sara' il Senato a pronunciarsi. "Probabilmente in maniera analoga", valuta Onida. Poi gli avvocati decideranno se preparare un ricorso unico o due (per ciascuna Camera). Il passo successivo spetta alla Consulta. Il giurista spiega: "Cruciale sara' la riunione della Corte Costituzionale in Camera di consiglio per valutare l'ammissibilita' del ricorso del Parlamento. Ammissibilita' che a me pare dubbia". A detta di Onida, la tesi di un'ipotetica invasione di campo da parte del potere giudiziario nei confronti di quello legislativo non regge. "Il Parlamento poteva legiferare, nessuno glielo ha impedito", osserva. "Poteva approvare una legge retroattiva o interpretativa e invece che fa? Solleva il conflitto di attribuzione, lamentandosi dell'operato dei giudici".
Il problema, secondo Onida, e' proprio qui: i giudici hanno solo fatto il loro dovere, ribadisce. "Un giudice e' chiamato a decidere e non puo' sottrarsi. Poi la pronuncia puo' essere giusta o sbagliata. Ma un errore non giustifica il conflitto di poteri".
Quanto all'effetto che il ricorso del Parlamento potrebbe avere sulla sentenza Englaro, il giurista precisa: "Il decreto della corte civile d'appello non e' automaticamente sospeso. Anche se il ricorrente, cioe' il Parlamento, potrebbe presentare contestualmente una richiesta di sospensione. E in quel caso sarebbe la Corte a pronunciarsi, non prima di aver affrontato la questione dell'ammissibilita' del ricorso".
"Bene ha fatto l'aula della Camera dei deputati a sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale contro la decisione della Cassazione sul caso di Eluana Englaro". E' quanto afferma Isabella Bertolini, membro del direttivo del gruppo Pdl alla Camera. "Nessun giudice- sottolinea- puo' pensare di sovrapporsi alla legge italiana. Tanto piu' se si considera che in gioco vi sono delicate decisioni riguardanti il sacro valore della vita. Nessun magistrato puo' arrogarsi il diritto di decidere la morte di un essere umano". Prosegue Bertolini: "Continuo a pensare che qualunque esistenza, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino alla sua fine naturale. Pur esprimendo dolore e considerazione per drammatiche vicende come quelle di Eluana e della sua famiglia, ribadisco la mia ferma intenzione di continuare a combattere per difendere il sacro ed inviolabile diritto alla vita".
"Dopo la decisione della Camera di oggi e' importante che il giudice di Milano responsabile della sentenza per staccare il sondino a Eluana, la cui legittimita' e' negata dal Parlamento, sospenda l'esecutivita' della sentenza. Non e' tanto questione di rispetto del Parlamento, quanto di presa d'atto del dubbio sulla liceita' stessa di una sentenza di morte". Lo afferma l'esponente del Pdl Renato Farina. "Con Vignali del Pdl concordo nel chiedere una moratoria nell'esecuzione della pena capitale. Domando, specie dopo il voto della Camera, un intervento del Presidente della Repubblica che dica almeno -prosegue Farina- un temporaneo stop ad un'agonia decisa da un giudice". "Quanto al voto del Parlamento noto questo: l'unita' del centro destra, pur nella differenza di valutazioni contingenti, nel domandare alla Corte costituzionale di esaminare la questione. Personalmente -sottolinea Farina- sono piu' vicino all'impostazione di Polledri e Buttiglione che non a quella di Cicchitto e Della Vedova. Lega e Udc, a differenza dei dirigenti del Pdl che hanno potuto intervenire, hanno spiegato che non c'e' carenza legislativa sul tema di Eluana, lo hanno fatto appoggiandosi al parere di Giuliano Vassalli, perche' in Italia non e' consentito dar la morte su domanda di un congiunto. Neanche di un padre che non sa darsi risposta sulla sofferenza di una figlia". "Il Partito democratico, anche in questa vicenda, si dimostra succube del partito dei giudici militanti, i quali trasformano le sentenze in vere e propri atti legislativi, cio' che in nessun modo puo' competere a una Corte. Non e' tanto l'esproprio delle prerogative del Parlamento ad essere in gioco, quanto la subordinazione della sovranita' popolare a una specie di istanza superiore alla democrazia, quale viene di fatto ad essere, nella mente dei Democratici, il ruolo della magistratura", conclude Farina.
Pur non condividendo la sentenza della Corte d'Appello civile di Milano "ritengo che anche oggi, per l'ennesima volta, sollevando il conflitto di attribuzioni siano stati violati i principi di diritto e in questo modo si fa solo propaganda e strumentalizzazione politica, perche' non dimentichiamo che nella scorsa legislatura il testamento biologico non l'hanno voluto fare loro". E' quanto ha osservato, partecipando a Torino a un incontro promosso dall'associazione politico culturale DemocraticiDavvero la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, riferendosi al via libera dato oggi da Montecitorio alla mozione sul conflitto d'attribuzione davanti alla Corte Costituzionale in merito alla sentenza sul caso di Eluana Englaro. "Chi calpesta il diritto -ha concluso la Bindi- calpesta anche i diritti".
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