Englaro. Pg Montera critica collega per il ricorso in Cassazione. Il padre: legalita' e silenzio
"Purtroppo la sentenza è stata impugnata e io mi trovo in una situazione difficile", il ricorso è "un errore etico e giuridico". E ancora: "Il conflitto di attribuzione sollevato è un mostrum giuridico". Cosí in una intervista a La Stampa Gianfranco Montera, procuratore generale facente funzione di Milano, critica la decisione del sostituto procuratore Maria Antonietta Pezza che ha firmato il ricorso contro i giudici della Corte d'Appello di Milano che avevano espresso parere favorevole all'interruzione forzata dell'alimentazione e dell'idratazione a Eluana Englaro, la ragazza di Lecco in coma vegetativo da 16 anni. "Sono convinto che l'interpretazione che la Corte d'Appello ha dato della sentenza della Cassazione sia esatta". Quanto al conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento secondo Montera si è creato un "mostrum giurdico" perchè "con quell'atto si presume che la Cassazione abbia inventato una norma che regola il caso, andando al di là dei poteri riconosciuti al giudice. Un'accusa infondata perchè la Suprema Corte non puó inventare alcunche'".
PADRE, IL SILENZIO PER SALVARE VICENDA DA CONFUSIONE - 'Rimane il silenzio assoluto fino alla fine di questa vicenda'. Lo ribadisce Beppino Englaro all'indomani della notifica del ricorso in Cassazione della Procura Generale. Il signor Englaro ha tenuto ancora a puntualizzare la necessita' che 'la vicenda rientri nel privato in modo assoluto. E non puo' essere diversamente, altrimenti non ti salvi piu' dalla confusione che c'e' attorno alla vicenda. Si parla del caso a tutti i livelli e il piu' delle volte senza conoscere la realta''. Intanto il padre di Eluana e' in attesa delle prossime mosse giudiziarie, come l'inoltro ai giudici della stessa Corte d'Appello di Milano della richiesta del Pg Maria Antonietta Pezza di sospendere l'esecutivita' del provvedimento che autorizza l'interruzione del trattamento vitale alla figlia. Istanza che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni sul tavolo del collegio di turno durante la pausa estiva. Dovra' poi essere fissata un'udienza alla quale saranno convocate anche la parti: il padre di Eluana, in qualita' di tutore della figlia, i suoi legali gli avvocati Vittorio Angiolini e Marco Cuniberti, e il curatore speciale di Eluana, l'avv.Franca Alessio. Dopo questo passaggio - si da' per scontato che arrivi la sospensione - la Suprema Corte dovra' fissare in tempi non molto lunghi (si parla alla ripresa dell'attivita' dopo le ferie) l'udienza per decidere se il ricorso del pg e' inammissibile o valutare se accogliere la richiesta di accertare ancora l'effettiva irreversibilita' dello stato vegetativo permanente di Eluana. Insomma si prevede che la vicenda, con quest'ultimo stop posto dall'impugnazione della Procura Generale, possa andare avanti per qualche mese. E, in questo periodo, Beppino Englaro, come lui stesso ha sottolineato piu' volte, continuera' ad agire 'rimanendo al cento per cento entro i margini della legalita''. Seguendo, come ha fatto finora, un 'comportamento esemplare', per dirla con le parole del sostituto procuratore generale di Milano Gianfranco Montera, e che il padre di Eluana ha apprezzato.
ALTRI COMMENTI
No a leggi che, attraverso una normativa sul testamento biologico, siano un 'cavallo di Troia' per l'eutanasia: 'Avvenire' mette subito i paletti al futuro dibattito parlamentare sul 'fine vita', in un editoriale firmato da Francesco D'Agostino. Il giornale dei vescovi torna nel dibattito aperto dal caso di Eluana, osservando che 'e' onestamente impossibile' sostenere che la ragazza 'prima del restare vittima del tragico incidente che l'ha precipitata nello stato vegetativo, avesse esattamente previsto il suo destino, che fosse consapevole dei complessi dibattiti scientifici sulla possibilita' di diagnosticare l'irreversibilita' del coma persistente'. 'Quando ci si imbatte in questioni di vita e di morte - afferma Avvenire - discorsi puramente idniziari andrebbero messi da parte'. In tal senso potrebbe 'essere utile una legislazione puntuale sul fine vita' che 'imponga ai medici di prendere in considerazione valide dichiarazioni di trattamento lasciate da malati poi caduti in coma', 'a condizione che tali dichiarazioni provengano a pazienti competenti' e che non obblighino i medici 'a porre in essere pratiche attive o passive di eutanasia'.
Il Pd dovra' rivedere le sue posizioni anche sui temi che riguardano la vita e la morte. La sollecitazione arriva da Francesco Rutelli che su 'Il Foglio' parla a lungo del partito e della prossima agenda politica. Su questi temi, infatti, osserva Rutelli che ora e' presidente del Copasir (il comitato di controllo sui Servizi Segreti), 'siamo stati troppo sbrigativi. Certo, e' piu' facile staccare la spina. Si fa prima. Molto piu' complicato, doloroso e faticoso e' invece gestire e assicurare un'assistenza continua ai malati, affrontare problemi spinosi e confrontarsi con la sofferenza durante la vita anche al suo punto estremo, senza facili scorciatoie'. Sul caso di Eluana Englaro, in particolare, Rutelli condivide la posizione del Pd e infatti non ha partecipato al voto sulla mozione per sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri davanti alla Consulta contro la sentenza della Cassazione che consentiva ai genitori di interrompere l'alimentazione forzata. Ma questo non significa che comunque ci si dovra' 'confrontare in modo non convenzionale sull'impatto dela scienza e della tecnica sulle nostre vite'. La sfida piu' grande per il Pd, sottolinea l'ex sindaco di Roma, deve essere insomma quella di 'costruire un nuovo umanesimo per il XXI secolo'. 'Non piu' la rielaborazione delle culture socialista, liberale e cattolico-democratica del secolo scorso sui diritti dell'uomo. Perche' - conclude - solo una nuova generazione di diritti e doveri umanistici puo' inaugurare l'identita' del Pd'.
"L'impegno a discutere la legge sulla vita entro il 2008 non puo' essere in alcun modo interpretato come un'apertura in qualunque modo a qualsiasi forma di eutanasia". Lo precisa Maurizio Gasparri: "Bisogna uscire dall'ambiguita' del testamento biologico e tutelare con convinzione la vita". Su questa linea, secondo il presidente dei senatori del Pdl, "e' evidente che c'e' una maggioranza in Parlamento che va oltre i confini del centrodestra". Si tratta "di varare norme che blocchino sentenze killer giustamente impugnate anche dalla Procura generale della Cassazione".
Le ragioni del ricorso della Procura "sono incomprensibili" e sono dettate da "pressioni dell'integralismo cattolico". Lo afferma Maurizio Mori, presidente della Consulta Bioetica Onlus sul caso di Eluana Englaro. "Il ricorso della Procura - osserva Mori - si fonda sulla considerazione che 'non vi è certezza sul fatto che il paziente in stato vegetativo permanente sia del tutto privo di consapevolezza' e si citano recenti studi che mostrerebbero che 'possono residuare aspetti di percezione della parola, processi emozionali, comprensione del linguaggio e persino coscienza consapevole'". Secondo Mori, i "fautori della sacralità della vita non perdono ne' il pelo ne' il vizio: al tempo di Terry Schiavo avevano addirittura detto che la donna era in grado di 'parlare' e comunicare, facendo calare poi una coltre di silenzio sui risultati dell'autopsia che hanno dimostrato il contrario". "Adesso citano 'nuovi studi' per sostenere la stessa tesi, pronti a sfruttare le ansie di vita. N, si dimentichi che lo stesso artificio è stato usato anche per sostenere quella che allora era la miracolosa 'cura Di Bella'! Dopo oltre 16 anni di vegetativo permanente, sempre stabile, non si puó piú continuare a giocare coi sentimenti delle persone, e l'ideologia vitalista dovrebbe fare un passo indietro, invece di continuare a mostrare aggressività che reca danno".
"Sarebbe interessante capire le ragioni che hanno spinto il Parlamento ad avanzare una questione relativa al conflitto di attribuzioni con la Cassazione che ha accolto il ricorso del padre di Eluana Englaro. Se la Cassazione avesse respinto il ricorso confermando la decisone precedente, non credo che Camera e Senato avrebbero avuto nulla da obiettare. Si dice che occorre il testamento biologico. Ma chi e' che ha impedito nella passata legislatura l'approvazione di un testo? E oggi come mai il Pd (lascio perdere la posizione del Popolo delle liberta', tranne alcune lodevoli eccezioni) diviso al suo interno tra l'anima laica e quella integralista si rifiuta di votare no e sul testamento biologico non fa propria la proposta di legge del suo senatore Ignazio Marino? Alla fine l'ambiguita' non paga. Sui temi etici bisogna avere una posizione. Non averla significa concepire la politica con un profilo troppo basso e solo funzionale ad accrescere i consensi. Troppo poco, ammesso poi che i consensi crescano davvero". Lo afferma Mauro Del Bue del Partito socialista.
"Sedici anni in stato vegetativo sono tanti, e se la persona e' totalmente priva di capacita' mentali sono in favore dell'eutanasia". Cosi' si e' espressa Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la medicina, sul caso di Eluana Englaro, in un incontro con i giornalisti a "Cortina Incontra 2008". "Un tempo cosi' lungo - ha continuato la Montalcini - non fa pensare a possibilita' di recupero. Sono favorevole a una legge sul testamento biologico; quando non saro' piu' in grado di intendere e di volere saro' grata a chi mi aiutera' a uscire con dignita' dalla vita".
PADRE, IL SILENZIO PER SALVARE VICENDA DA CONFUSIONE - 'Rimane il silenzio assoluto fino alla fine di questa vicenda'. Lo ribadisce Beppino Englaro all'indomani della notifica del ricorso in Cassazione della Procura Generale. Il signor Englaro ha tenuto ancora a puntualizzare la necessita' che 'la vicenda rientri nel privato in modo assoluto. E non puo' essere diversamente, altrimenti non ti salvi piu' dalla confusione che c'e' attorno alla vicenda. Si parla del caso a tutti i livelli e il piu' delle volte senza conoscere la realta''. Intanto il padre di Eluana e' in attesa delle prossime mosse giudiziarie, come l'inoltro ai giudici della stessa Corte d'Appello di Milano della richiesta del Pg Maria Antonietta Pezza di sospendere l'esecutivita' del provvedimento che autorizza l'interruzione del trattamento vitale alla figlia. Istanza che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni sul tavolo del collegio di turno durante la pausa estiva. Dovra' poi essere fissata un'udienza alla quale saranno convocate anche la parti: il padre di Eluana, in qualita' di tutore della figlia, i suoi legali gli avvocati Vittorio Angiolini e Marco Cuniberti, e il curatore speciale di Eluana, l'avv.Franca Alessio. Dopo questo passaggio - si da' per scontato che arrivi la sospensione - la Suprema Corte dovra' fissare in tempi non molto lunghi (si parla alla ripresa dell'attivita' dopo le ferie) l'udienza per decidere se il ricorso del pg e' inammissibile o valutare se accogliere la richiesta di accertare ancora l'effettiva irreversibilita' dello stato vegetativo permanente di Eluana. Insomma si prevede che la vicenda, con quest'ultimo stop posto dall'impugnazione della Procura Generale, possa andare avanti per qualche mese. E, in questo periodo, Beppino Englaro, come lui stesso ha sottolineato piu' volte, continuera' ad agire 'rimanendo al cento per cento entro i margini della legalita''. Seguendo, come ha fatto finora, un 'comportamento esemplare', per dirla con le parole del sostituto procuratore generale di Milano Gianfranco Montera, e che il padre di Eluana ha apprezzato.
ALTRI COMMENTI
No a leggi che, attraverso una normativa sul testamento biologico, siano un 'cavallo di Troia' per l'eutanasia: 'Avvenire' mette subito i paletti al futuro dibattito parlamentare sul 'fine vita', in un editoriale firmato da Francesco D'Agostino. Il giornale dei vescovi torna nel dibattito aperto dal caso di Eluana, osservando che 'e' onestamente impossibile' sostenere che la ragazza 'prima del restare vittima del tragico incidente che l'ha precipitata nello stato vegetativo, avesse esattamente previsto il suo destino, che fosse consapevole dei complessi dibattiti scientifici sulla possibilita' di diagnosticare l'irreversibilita' del coma persistente'. 'Quando ci si imbatte in questioni di vita e di morte - afferma Avvenire - discorsi puramente idniziari andrebbero messi da parte'. In tal senso potrebbe 'essere utile una legislazione puntuale sul fine vita' che 'imponga ai medici di prendere in considerazione valide dichiarazioni di trattamento lasciate da malati poi caduti in coma', 'a condizione che tali dichiarazioni provengano a pazienti competenti' e che non obblighino i medici 'a porre in essere pratiche attive o passive di eutanasia'.
Il Pd dovra' rivedere le sue posizioni anche sui temi che riguardano la vita e la morte. La sollecitazione arriva da Francesco Rutelli che su 'Il Foglio' parla a lungo del partito e della prossima agenda politica. Su questi temi, infatti, osserva Rutelli che ora e' presidente del Copasir (il comitato di controllo sui Servizi Segreti), 'siamo stati troppo sbrigativi. Certo, e' piu' facile staccare la spina. Si fa prima. Molto piu' complicato, doloroso e faticoso e' invece gestire e assicurare un'assistenza continua ai malati, affrontare problemi spinosi e confrontarsi con la sofferenza durante la vita anche al suo punto estremo, senza facili scorciatoie'. Sul caso di Eluana Englaro, in particolare, Rutelli condivide la posizione del Pd e infatti non ha partecipato al voto sulla mozione per sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri davanti alla Consulta contro la sentenza della Cassazione che consentiva ai genitori di interrompere l'alimentazione forzata. Ma questo non significa che comunque ci si dovra' 'confrontare in modo non convenzionale sull'impatto dela scienza e della tecnica sulle nostre vite'. La sfida piu' grande per il Pd, sottolinea l'ex sindaco di Roma, deve essere insomma quella di 'costruire un nuovo umanesimo per il XXI secolo'. 'Non piu' la rielaborazione delle culture socialista, liberale e cattolico-democratica del secolo scorso sui diritti dell'uomo. Perche' - conclude - solo una nuova generazione di diritti e doveri umanistici puo' inaugurare l'identita' del Pd'.
"L'impegno a discutere la legge sulla vita entro il 2008 non puo' essere in alcun modo interpretato come un'apertura in qualunque modo a qualsiasi forma di eutanasia". Lo precisa Maurizio Gasparri: "Bisogna uscire dall'ambiguita' del testamento biologico e tutelare con convinzione la vita". Su questa linea, secondo il presidente dei senatori del Pdl, "e' evidente che c'e' una maggioranza in Parlamento che va oltre i confini del centrodestra". Si tratta "di varare norme che blocchino sentenze killer giustamente impugnate anche dalla Procura generale della Cassazione".
Le ragioni del ricorso della Procura "sono incomprensibili" e sono dettate da "pressioni dell'integralismo cattolico". Lo afferma Maurizio Mori, presidente della Consulta Bioetica Onlus sul caso di Eluana Englaro. "Il ricorso della Procura - osserva Mori - si fonda sulla considerazione che 'non vi è certezza sul fatto che il paziente in stato vegetativo permanente sia del tutto privo di consapevolezza' e si citano recenti studi che mostrerebbero che 'possono residuare aspetti di percezione della parola, processi emozionali, comprensione del linguaggio e persino coscienza consapevole'". Secondo Mori, i "fautori della sacralità della vita non perdono ne' il pelo ne' il vizio: al tempo di Terry Schiavo avevano addirittura detto che la donna era in grado di 'parlare' e comunicare, facendo calare poi una coltre di silenzio sui risultati dell'autopsia che hanno dimostrato il contrario". "Adesso citano 'nuovi studi' per sostenere la stessa tesi, pronti a sfruttare le ansie di vita. N, si dimentichi che lo stesso artificio è stato usato anche per sostenere quella che allora era la miracolosa 'cura Di Bella'! Dopo oltre 16 anni di vegetativo permanente, sempre stabile, non si puó piú continuare a giocare coi sentimenti delle persone, e l'ideologia vitalista dovrebbe fare un passo indietro, invece di continuare a mostrare aggressività che reca danno".
"Sarebbe interessante capire le ragioni che hanno spinto il Parlamento ad avanzare una questione relativa al conflitto di attribuzioni con la Cassazione che ha accolto il ricorso del padre di Eluana Englaro. Se la Cassazione avesse respinto il ricorso confermando la decisone precedente, non credo che Camera e Senato avrebbero avuto nulla da obiettare. Si dice che occorre il testamento biologico. Ma chi e' che ha impedito nella passata legislatura l'approvazione di un testo? E oggi come mai il Pd (lascio perdere la posizione del Popolo delle liberta', tranne alcune lodevoli eccezioni) diviso al suo interno tra l'anima laica e quella integralista si rifiuta di votare no e sul testamento biologico non fa propria la proposta di legge del suo senatore Ignazio Marino? Alla fine l'ambiguita' non paga. Sui temi etici bisogna avere una posizione. Non averla significa concepire la politica con un profilo troppo basso e solo funzionale ad accrescere i consensi. Troppo poco, ammesso poi che i consensi crescano davvero". Lo afferma Mauro Del Bue del Partito socialista.
"Sedici anni in stato vegetativo sono tanti, e se la persona e' totalmente priva di capacita' mentali sono in favore dell'eutanasia". Cosi' si e' espressa Rita Levi-Montalcini, Premio Nobel per la medicina, sul caso di Eluana Englaro, in un incontro con i giornalisti a "Cortina Incontra 2008". "Un tempo cosi' lungo - ha continuato la Montalcini - non fa pensare a possibilita' di recupero. Sono favorevole a una legge sul testamento biologico; quando non saro' piu' in grado di intendere e di volere saro' grata a chi mi aiutera' a uscire con dignita' dalla vita".
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