Etichette alimentari. L'inventore del Nutriscore bacchetta il ministro Lollobrigida
Un tweet del ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida, scatena la reazione di Serge Hercberg, nutrizionista francese nonché ideatore del Nutriscore, il sistema di etichettatura a semaforo. Il 28 febbraio Lollobrigida si scaglia proprio contro il Nutriscore in questi termini: “E’ un sistema sbagliato. Per capirlo basta un po’ di buon senso. Dobbiamo impegnarci a promuovere l’educazione alimentare a tutti i livelli, evitando soluzioni alternative ingannevoli, utili esclusivamente alle casse di qualche multinazionale del cibo”. Il problema è l’immagine che accompagna il testo: da una parte cibi ultraprocessati come patatine fritte, olio di semi, pizza e cola contrassegnati con la A verde; dall’altra i cibi ‘dieta mediterranea‘ come vino, olio evo, carne e pasta con la E rossa.
La reazione di Hercberg, come scrive anche The great italian food trade, si fa attendere un po’, ma arriva puntuale e precisa. Il 7 marzo risponde alle “spudorate fake news diffuse dal ministro” (parole sue) con 21 tweet in cui prova a fare un po’ di ordine. Tra le varie puntualizzazioni, rileva che nel sistema Nutriscore la pasta è contrassegnata con la A, non con la E; l’olio evo si merita una C, mentre Coca Cola e altre bevande gassate ottengono il punteggio E, tutt’al più ci sono bibite light contrassegnate con la B, certo non con la A. La maggioranza delle pizze è classificata con C, D o E, solo una piccolissima quota si merita una A.
Nei giorni seguenti il ministro non interagisce e non risponde in alcun modo alle critiche, e intanto i commenti di Hercberg ricevono numerosi commenti positivi. Ma la vicenda non finisce qui: interviene nel dibattito anche il canale di fact checking ‘Désintox – Arte’ (del quotidiano Libération) tramite un video (clicca qui) che riassume tutta la questione, con toni canzonatori verso il ministro e verso l’Italia in generale, lasciando intendere anche un’alleanza tra Europa, Italia, Ferrero e altre multinazionali del food nel contrastare l’etichettatura a semaforo. Lollobrigida e le sue semplificazioni ne escono malconci. Però, se vogliamo dirla tutta, il ministro e se l’è andata un po’ a cercare…
Il manifesto del ministro Lollobrigida:
La reazione di Hercberg, come scrive anche The great italian food trade, si fa attendere un po’, ma arriva puntuale e precisa. Il 7 marzo risponde alle “spudorate fake news diffuse dal ministro” (parole sue) con 21 tweet in cui prova a fare un po’ di ordine. Tra le varie puntualizzazioni, rileva che nel sistema Nutriscore la pasta è contrassegnata con la A, non con la E; l’olio evo si merita una C, mentre Coca Cola e altre bevande gassate ottengono il punteggio E, tutt’al più ci sono bibite light contrassegnate con la B, certo non con la A. La maggioranza delle pizze è classificata con C, D o E, solo una piccolissima quota si merita una A.
Nei giorni seguenti il ministro non interagisce e non risponde in alcun modo alle critiche, e intanto i commenti di Hercberg ricevono numerosi commenti positivi. Ma la vicenda non finisce qui: interviene nel dibattito anche il canale di fact checking ‘Désintox – Arte’ (del quotidiano Libération) tramite un video (clicca qui) che riassume tutta la questione, con toni canzonatori verso il ministro e verso l’Italia in generale, lasciando intendere anche un’alleanza tra Europa, Italia, Ferrero e altre multinazionali del food nel contrastare l’etichettatura a semaforo. Lollobrigida e le sue semplificazioni ne escono malconci. Però, se vogliamo dirla tutta, il ministro e se l’è andata un po’ a cercare…
Il manifesto del ministro Lollobrigida:
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