Giovedì 5 novembre 2026
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Famiglie italiane scettiche sugli etf, preferiscono obbligazioni e prodotti pensionistici

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il 41% dei potenziali investitori italiani si senta sopraffatto dalla quantità di informazioni finanziarie disponibili, un dato inferiore alla media europea del 50%. Tuttavia, solo il 7% si dichiara molto fiducioso nell’investire in etf (contro il 10% della media europea) e appena il 9% si sente molto fiducioso nell’investire in azioni (contro il 14%). A rilevarlo è lo studio “Beyond Access” di Capital.com, basati su un sondaggio condotto su 3.613 potenziali investitori1 in sei Paesi europei e su un più ampio campione UE, giungono in un momento di continua crescita per il mercato italiano dei fondi.

Secondo i dati Assogestioni, alla fine del 2025 le famiglie italiane detenevano 679 miliardi di euro in fondi comuni, con 1,5 milioni di persone che nello stesso anno hanno investito in un fondo per la prima volta. 
 
Gli italiani si sentono maggiormente a proprio agio con i prodotti a basso rischio e a gestione professionale. Sommando coloro che si dichiarano “molto” o “abbastanza” fiduciosi, il 56% degli intervistati si sente sicuro nell’investire in obbligazioni, il 51% nei prodotti pensionistici e il 48% nei fondi comuni, a fronte del 42% per i titoli azionari e del 28% per gli etf. 
 
La fiducia cala quando si tratta di scelte d’investimento più autonome o dirette. Analizzando il parametro più restrittivo dei “molto fiduciosi”, lo studio evidenzia come l’Italia si trovi al di sotto della media europea sia per le azioni che per gli etf.

Il 56% del campione italiano si dichiara molto o abbastanza fiducioso nell’investire in obbligazioni, il 51% nei prodotti pensionistici e il 48% nei fondi comuni, il 42% esprime fiducia (molto o abbastanza) nell’investire in azioni e il 28% negli etf. Il 9% si sente molto fiducioso nell’investire in azioni (contro il 14% medio europeo).

Rispetto ai risparmiatori di altri Paesi, gli italiani risultano meno propensi a sentirsi appesantiti dalla mole di informazioni. Solo il 36% trova difficile filtrare le notizie irrilevanti, registrando il valore più basso tra tutti i mercati esaminati (contro la media del 45%). Attribuiscono inoltre un valore inferiore a un riepilogo semplificato che spieghi se un investimento sia adatto o meno a loro (45% contro 59%) e mostrano livelli inferiori di ansia emotiva: solo il 43% teme di prendere una decisione di cui potersi pentire, rispetto al 54% della media europea. 
 
“In base ai sei mercati analizzati nel nostro sondaggio, gli italiani sono i meno propensi a sentirsi sopraffatti dalle informazioni sugli investimenti; eppure, meno di uno su dieci si dichiara molto fiducioso nell’investire in azioni o etf. Disporre di un’abbondanza di informazioni e sentirsi pronti ad agire sono due cose ben diverse. Le decisioni migliori nascono da una chiara comprensione dei rischi e dalla possibilità di valutare con i propri tempi, il che include anche la scelta di non investire”, ha dichiarato Christoforos Soutzis, ceo Europe di Capital.com. “Lo studio di Capital.com dimostra che gli italiani si sentono più sicuri con obbligazioni, previdenza e fondi comuni invece che con singole azioni o etf. Questo dato si allinea con la forza del mercato italiano dei fondi gestiti, in cui un gestore professionista si occupa delle scelte d’investimento quotidiane. A prescindere dal percorso scelto, comprendere i rischi e valutare quanto un investimento si adatti alla propria situazione personale conta più della rapidità con cui si agisce”. 

 

(CityWire Italia del 05/11/2026)

 

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