Fanno causa all'Ausl per poter continuare cura con staminali all'estero
Per ottenere il rimborso, e di fatto la continuazione, di una cura a base di cellule staminali in un centro estero ad alta specializzazione i genitori di un bambino bolognese di otto anni, F.Z., affetto da una patologia completamente invalidante, hanno dovuto avviare una causa d'urgenza alla Ausl di Bologna.
I genitori si sono infatti rivolti agli avv.Chiara Rinaldi e Pietro Majowiecki, esperti in materia di responsabilita' medica, per ottenere un provvedimento di urgenza da parte del Tribunale di Bologna-sezione Lavoro, competente a decidere in materia di previdenza. L'udienza e' stata fissata per il 10 giugno.
In un procedimento ordinario, il peggioramento delle condizioni di salute di F.Z. rischierebbe di vanificare tutto.
Secondo l'istanza dei genitori, e' stato negato dalla Ausl di Bologna il rimborso delle spese di carattere sanitario, gia' sostenute per sottoporre il figlio a prestazioni mediche in un centro di specializzazione all'estero, l'Ospedale Clinico di Emergenza Municipale di Kiev, in Ucraina. La natura cronica, progressiva e verosimilmente fatale del quadro clinico comporta una urgenza di rivolgersi a strutture con caratteristiche che in Italia non esistono. Non c'e' infatti - secondo il ricorso - ne' in Emilia-Romagna, ne' in Italia, la possibilita' di ricevere le prestazioni per questo caso clinico.
Lo stesso trattamento terapeutico cui e' stato sottoposto il piccolo F.Z. nella stessa struttura, e' gia' stato autorizzato, senza alcuna riserva, in la Puglia, da un'altra Ausl (Distretto Socio Sanitario n.4-Area Nord Barese) come prestazione fruibile all'estero, con erogazione del relativo rimborso.
I genitori si sono infatti rivolti agli avv.Chiara Rinaldi e Pietro Majowiecki, esperti in materia di responsabilita' medica, per ottenere un provvedimento di urgenza da parte del Tribunale di Bologna-sezione Lavoro, competente a decidere in materia di previdenza. L'udienza e' stata fissata per il 10 giugno.
In un procedimento ordinario, il peggioramento delle condizioni di salute di F.Z. rischierebbe di vanificare tutto.
Secondo l'istanza dei genitori, e' stato negato dalla Ausl di Bologna il rimborso delle spese di carattere sanitario, gia' sostenute per sottoporre il figlio a prestazioni mediche in un centro di specializzazione all'estero, l'Ospedale Clinico di Emergenza Municipale di Kiev, in Ucraina. La natura cronica, progressiva e verosimilmente fatale del quadro clinico comporta una urgenza di rivolgersi a strutture con caratteristiche che in Italia non esistono. Non c'e' infatti - secondo il ricorso - ne' in Emilia-Romagna, ne' in Italia, la possibilita' di ricevere le prestazioni per questo caso clinico.
Lo stesso trattamento terapeutico cui e' stato sottoposto il piccolo F.Z. nella stessa struttura, e' gia' stato autorizzato, senza alcuna riserva, in la Puglia, da un'altra Ausl (Distretto Socio Sanitario n.4-Area Nord Barese) come prestazione fruibile all'estero, con erogazione del relativo rimborso.
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