Ferrovie: da oggi norme piu' favorevoli ai passeggeri
Per le ferrovie, sia statali sia private, i treni in ritardo diventano una faccenda piu' onerosa. Il 29 luglio entra infatti in vigore la nuova legge che rafforza i diritti dei passeggeri, e obbliga le aziende a risarcire con soldi contanti, e non con un buono, i passeggeri che lo chiedono avendo maturato il diritto al rimborso. In piu', se e' notte e non c'e' possibilita' di proseguire in treno, l'azienda deve pagare il taxi o il pernottamento in albergo. Lo stabilisce una direttiva europea, che in Germania entra in vigore oggi, con sei mesi d'anticipo rispetto ad altri Stati Ue.
Per un ritardo di 60 minuti c'e' il diritto al rimborso del 25% e per 120 minuti del 50% sul prezzo del biglietto (ritardo calcolato a fine corsa e non durante il viaggio). Biglietti sotto i 4 euro non godono di copertura e per le tessere valgono criteri diversi: sono le aziende a stabilire "indennizzi ragionevoli".
Per un ritardo di 60 minuti c'e' il diritto al rimborso del 25% e per 120 minuti del 50% sul prezzo del biglietto (ritardo calcolato a fine corsa e non durante il viaggio). Biglietti sotto i 4 euro non godono di copertura e per le tessere valgono criteri diversi: sono le aziende a stabilire "indennizzi ragionevoli".
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