Fiducia italiani: bene Napolitano e magistratura, male Governo, scuola, sindacati e partiti
Il massimo della fiducia la danno al capo dello Stato, ma anche ai magistrati non va male, mentre per governo, scuola, sindacati e partiti e' 'pollice verso': l' Eurispes, come ogni anno, misura la temperatura del rapporto tra gli italiani e le istituzioni. Che nel complesso segnala un' inversione di tendenza rispetto al progressivo allontanamento registrato negli anni scorsi, anche se non per tutte.L'istituto di Gian Maria Fara anticipa i dati di uno dei sondaggi contenuti nel Rapporto Italia 2010 - che sara' presentato venerdi' prossimo - realizzato grazie ad interviste dirette tramite questionario somministrato a 1.191 cittadini e che si e' concluso agli inizi del gennaio 2010.
In generale, quindi, la fiducia accordata dai cittadini alle istituzioni e' salita di ben 28,5 punti percentuali, passando dal 10,5% del Rapporto 2009 al 39% del 2010. Di pari passo cala del 10% la quota di italiani che esprimono una diminuita fiducia, che si attesta al 45,8%.
IL CAPO DELLO STATO - E' ad altissimo gradimento: la fiducia, gia' alta, nell'operato di Giorgio Napolitano ha spiccato il volo quest'anno sfiorando il 70% dei consensi. Un balzo di circa 6 punti sull'anno precedente. E questo vale soprattutto per gli over 65 (73,3%) e tra coloro che hanno tra 45 e 64 anni (73,7%).
In ogni caso, il consenso tocca tutte le fasce di eta' e non scende mai al di sotto del 60%.
GOVERNO - Qui la fiducia cala, anche se di poco: i positivi sono il 26,7% contro il 27,7% del 2009. Il dato e' comunque costante negli ultimi anni, sia che si tratti di un governo di centrodestra che di uno di centrosinistra. Mostrano maggiore fiducia i cittadini del Nord-est (29,4%) e quelli di destra e centrodestra, mentre il livello piu' basso e' nelle isole e nelle persone di sinistra e centrosinistra. Agli stessi livelli la fiducia nel PARLAMENTO: 26,9% contro il 26,2% del 2009, con percentuali piu' alte nelle persone di destra, centrodestra e centro e piu' basse a sinistra e centrosinistra.
MAGISTRATURA - Insieme al presidente della Repubblica, l'istituzione che quest'anno acquista nuovo credito. Il consenso e' in crescita da 5 anni, e oggi quasi un italiano su due da' fiducia ai magistrati: se infatti nel 2009 i fiduciosi erano il 44,4%, quest'anno c'e' stato un balzo del 3,4% che porta la percentuale al 47,8%. Ad avere meno fiducia nella magistratura sono gli italiani di destra (35,6%) e centrodestra (35,4%), molto piu' fiduciosi quelli di centro (53%). A sinistra (58,1%) e al centrosinistra (58,5%) l'apprezzamento piu' alto. A livello geografico, il maggiore consenso e' nel Nord-est (52%) e nel Centro (50,7%), mentre nel Nord-ovest (47,9%), nelle isole (45,6%) e soprattutto al Sud (43,1%) le percentuali scendono. Ma la maggioranza dei cittadini non e' d'accordo sull'attuale sistema che accomuna i magistrati dell'accusa ai giudici: solo il 36% approva (la quota pero' sale a sinistra) mentre il 57,8% non lo condivide. Un italiano su 4, pero', e' preoccupato che la separazione delle carriere possa indebolire il ruolo dell'accusa, e a sorpresa i piu' timorosi sono nella destra (36%) e nel centrodestra (35%). Alta e' anche (49%) la fiducia nell'imparzialita' dei magistrati, ma altrettanti (48%) esprimono sfiducia; e alla domanda se si pensa che siano condizionati nel lavoro dalle loro idee politiche, il 20,2% ritiene di no, il 53,5% che lo sia solo una parte e il 20,7% che lo siano tutti i magistrati. Infine, sulla questione della durata dei processi, gli italiani sono per la quasi totalita' (96,3%) d'accordo sul cosiddetto processo breve.
LE ALTRE ISTITUZIONI - La SCUOLA continua a perdere fiducia, in particolare nelle fasce giovanili: il 52,7% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha dichiarato di avere poca fiducia e il 10,1% non ne ha alcuna. E nonostante l'appartenenza politica del ministro dell'istruzione, il poco credito risulta molto forte tra le persone di destra (43,2%) e centrodestra (50,3%), anche se aumenta nella sinistra (53,7%) e centrosinistra (50,4%). Il 45,5% non nutre alcuna fiducia nei PARTITI e il 42,4% ne ha poca, a fronte di un 12,1% che si dichiara fiducioso. Una opinione quasi uniforme in tutte le aree geografiche del Paese e che prescinde dall'area politica di appartenenza. E tuttavia, rispetto all'anno precedente, questa fiducia aumenta del 5%. Da sottolineare poi che l'85,3% condivide l'idea che i partiti dovrebbero cercare di raggiungere il massimo di concordia possibile per il bene del Paese. Quanto alla legge elettorale, la stragrande maggioranza (83,1%) e' favorevole alla reintroduzione delle preferenze. Brutto colpo per i SINDACATI, che perdono consensi soprattutto a sinistra (il 68,5% ha poca o nessuna fiducia) e nel centrosinistra (67,1%). Sale invece la fiducia nei confronti delle associazioni di VOLONTARIATO (82,1%) e della CHIESA (47,3%, +8,5% rispetto all'anno precedente).
Migliora la fiducia nella PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (+3,7%) ma il tasso di sfiducia resta altissimo (73,8%). Ottimo il consenso nelle FORZE DELL'ORDINE, in costante aumento sia per carabinieri che per polizia e guardia di finanza.
Angela Abbrescia. Ansa)
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