Fine vita, medici religiosi meno propensi a parlare con pazienti su trattamenti. Studio
Il credo religioso influenza le decisioni del medico sul fine vita del suo paziente. Un dottore ateo o agnostico e' infatti due volte piu' propenso a scegliere di accelerare la fine di un paziente molto malato, rispetto a chi e' profondamente religioso. I medici con una forte fede sono, di converso, meno propensi a discutere di questo tipo di trattamenti con i pazienti interessati, come spiega uno studio pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics'.
Un risultato cui si e' giunti dopo un'indagine condotta su 8.500 medici inglesi di varie specialita', come neurologia, geriatria, cure palliative, rianimazione e medicina generale.
Tra le domande poste, le cure date ai loro ultimi pazienti morti, se gli avevano dato sedazione continua fino alla fine e se avevano discusso con loro di accorciare o meno l'agonia.
Cosi' si e' visto che l'etnia dei medici non influenza le loro decisioni, se non per quanto riguarda la legge sull'eutanasia. Mentre quelli che si sono definiti 'estremamente o molto non religiosi' era due volte piu' propensi a prendere questo tipo di decisioni rispetto ai loro colleghi religiosi, che era anche quelli meno disponibili a discutere sul fine vita con i loro pazienti. Comportamento simile si e' riscontrato anche rispetto alla legge sull'eutanasia, con gli specialisti di cure palliative piu' favorevoli e quelli con fede profonda fortemente contrari. Quelli che si oppongono meno a queste leggi, in generale, sono risultati i medici asiatici e bianchi.
Un risultato cui si e' giunti dopo un'indagine condotta su 8.500 medici inglesi di varie specialita', come neurologia, geriatria, cure palliative, rianimazione e medicina generale.
Tra le domande poste, le cure date ai loro ultimi pazienti morti, se gli avevano dato sedazione continua fino alla fine e se avevano discusso con loro di accorciare o meno l'agonia.
Cosi' si e' visto che l'etnia dei medici non influenza le loro decisioni, se non per quanto riguarda la legge sull'eutanasia. Mentre quelli che si sono definiti 'estremamente o molto non religiosi' era due volte piu' propensi a prendere questo tipo di decisioni rispetto ai loro colleghi religiosi, che era anche quelli meno disponibili a discutere sul fine vita con i loro pazienti. Comportamento simile si e' riscontrato anche rispetto alla legge sull'eutanasia, con gli specialisti di cure palliative piu' favorevoli e quelli con fede profonda fortemente contrari. Quelli che si oppongono meno a queste leggi, in generale, sono risultati i medici asiatici e bianchi.
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