Fine vita, oltre mille malati di cancro si sono tolti la vita in tre anni
Uno studio rivela come i pazienti terminali spesso non attendano la legalizzazione dell'eutanasia o del suicidio assistito per porre fine alle proprie sofferenze. E spesso lo fanno con metodi violenti. Una ricerca condotta a Taiwan, che ha preso in considerazione oltre mille casi in tre anni di suicidio fra pazienti malati di cancro, ha cercato di individuare i diversi fattori che influenzano i metodi scelti per togliersi la vita.
Gli studiosi dell'università di Taipei, in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Suicide and Life-Threatening Behavior, hanno rilevato ad esempio che i pazienti affetti da cancro genitourinario scelgono metodi violenti per togliersi la vita con una frequenza molto inferiore (55%) rispetto a chi e' affetto da tumore alle vie respiratorie. Tra coloro che si sono tolti la vita fuori città è invece molto più diffusa (1,39 volte) la scelta di metodi violenti rispetto a coloro che invece si suicidano nella propria città. Infine, chi ha un reddito medio (dai 15 ai 25 mila dollari) sceglie metodi non violenti circa il 42% in più rispetto a chi non ha reddito.
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