FIR: la Corte dei Conti chiede indennizzi più rapidi per i risparmiatori
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti ha approvato, con Delibera n. 52/2026/G, la relazione sul Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), istituito dalla Legge di bilancio 2019 con una dotazione complessiva di 1,6 miliardi di euro per il triennio 2019-2021.
Il Fondo, gestito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, è destinato a tutelare i risparmiatori — e i loro familiari o successori — titolari di azioni o obbligazioni subordinate che abbiano subito un pregiudizio ingiusto a causa di violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede e trasparenza da parte di istituti di credito con sede legale in Italia, posti in liquidazione coatta amministrativa tra il 16 novembre 2015 e il 1° gennaio 2018.
La relazione ricostruisce lo stato di attuazione del Fondo, mettendo in evidenza sia i risultati ottenuti sia le principali criticità sul piano contabile e finanziario. Al 31 dicembre 2023 risultavano accolte oltre 134 mila domande, per un importo complessivo di circa 1,354 miliardi di euro; successivamente sono stati liquidati ulteriori indennizzi, portando il totale erogato a circa 1,355 miliardi di euro. Il 59,3% circa delle somme erogate è stato destinato ai risparmiatori del Veneto.
Tra le criticità segnalate figurano la formazione di residui di stanziamento e la sovrastima delle risorse destinate al funzionamento della Commissione tecnica. La Corte sollecita pertanto una più accurata stima degli stanziamenti, al fine di garantire una programmazione finanziaria più efficace.
Il documento richiama anche l'integrazione della dotazione del Fondo prevista dalla Legge di bilancio 2026, che autorizza una spesa massima di 80 milioni di euro — 20 milioni nel 2026 e 30 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028 — a beneficio dei risparmiatori la cui domanda era stata respinta per incompletezza documentale o procedimentale.
In vista dell'attuazione di questo nuovo intervento, la Corte dei Conti raccomanda all'amministrazione di assicurare la definizione delle nuove istanze nel più breve tempo possibile, anche per evitare la formazione di ulteriori residui sul relativo capitolo di spesa.
Fonte: Noi Notizie