Firenze, la Rsa pubblica Le Civette verso la chiusura definitiva
A Firenze rischia di sparire una delle poche Rsa pubbliche ancora attive sul territorio. Come denuncia La Firenze che Vorrei, riprendendo un comunicato della Cub Sanità Italiana, la chiusura "temporanea" annunciata nell'ottobre 2023 per la Rsa Le Civette starebbe di fatto diventando definitiva, con i lavori finanziati dal Pnrr avviati "nel silenzio di agosto" verso un utilizzo diverso della struttura.
Secondo quanto riportato dalla Cub, la Asl starebbe valutando di destinare gli spazi oggi occupati dalla Rsa ad altri servizi sanitari e amministrativi attualmente collocati altrove, proprio mentre si concludono i lavori pagati con i fondi del Pnrr. Una vicenda, spiega il sindacato, che parte da lontano: già nel 2011 era stata programmata la chiusura della struttura, evitata solo grazie alla mobilitazione di lavoratori e familiari degli anziani ospiti, che si opposero al trasferimento dei propri cari. All'epoca la Rsa fu comunque ridimensionata, passando da 60 a 40 posti letto. Nell'ottobre 2023 è arrivata poi la comunicazione, da parte dell'Asl, della chiusura "temporanea" di un'intera ala della struttura e del centro diurno Alzheimer, giustificata dalla necessità di mettere in sicurezza gli ambienti. Un passaggio che il sindacato definisce tutt'altro che indolore, né per i pazienti né per i lavoratori. Nella stessa occasione anche il centro diurno Alzheimer, inizialmente sospeso in via provvisoria, è stato in seguito chiuso in modo definitivo con un atto aziendale, dopo aver trasferito anziani e personale al Centro diurno di Montedomini.
Oggi la situazione, secondo la Cub, sarebbe precipitata: ai 28 lavoratori ancora in servizio verrebbe chiesta la disponibilità a trasferirsi in altre strutture, mentre alle famiglie dei 20 anziani attualmente ospitati si prospetterebbe un possibile trasferimento. Una ricostruzione che trova riscontro anche in un comunicato dei consiglieri comunali di Firenze Democratica, secondo cui la documentazione ottenuta tramite accesso civico non avrebbe permesso di individuare alcun atto amministrativo che formalizzi il passaggio dalla riduzione temporanea a quella definitiva, nonostante siano ormai trascorsi quasi tre anni dal provvedimento del 2023.
Anche i sindacati confederati sono intervenuti sulla vicenda. Cgil Fp e Spi Firenze hanno chiesto un incontro all'Usl Toscana Centro, al Comune di Firenze e alla Società della Salute per conoscere i progetti reali sul futuro della struttura, collocata all'interno del complesso di San Salvi, senza però ricevere risposta. I sindacati sottolineano come le scelte sulla programmazione dei servizi sociosanitari non possano essere trattate come semplici decisioni organizzative, ma richiedano una visione complessiva capace di tenere insieme i bisogni delle persone assistite, la tutela occupazionale e la qualità dell'offerta pubblica.
Di fronte a questa situazione, la mobilitazione non si ferma. La Cub Sanità Italiana, insieme al Comitato dei parenti degli anziani della Rsa Le Civette, ha annunciato una protesta davanti alla sede della Regione Toscana e al Comune di Firenze. La redazione de La Firenze che Vorrei ha aderito all'iniziativa, rilanciando l'appello a organizzazioni, associazioni e cittadini a schierarsi contro quella che viene definita l'ennesima perdita di servizi pubblici nell'area fiorentina. Il quotidiano chiede inoltre al presidente della Regione Eugenio Giani, all'assessore al diritto alla salute Simone Bezzini e alla sindaca di Firenze Sara Funaro di chiarire pubblicamente perché si stia arrivando alla chiusura di una delle ultime Rsa pubbliche del territorio e perché i fondi del Pnrr non vengano invece impiegati per creare nuovi posti letto destinati all'assistenza degli anziani non autosufficienti.