Forte contrapposizione in Parlamento su testamento biologico
Fare un passo in piu'. E' questo, sostanzialmente, quello che un gruppo di senatori della maggioranza chiede per avviare l'iter del disegno di legge sul testamento biologico, dopo le numerose audizioni in commissione Sanita'. La prima e' Erminia Empirin, componente di Rifondazione comunista della commissione, che illustra anche 'le ragioni' che dovrebbero spingere a compiere quel passo in piu': "A conclusione dell'esame delle proposte, la discussione si e' arenata, come avvenuto nella scorsa legislatura. Questo e' un testo di legge che riconosce i valori e la biografia della persona e che non impone di rifiutare o di sospendere un trattamento sanitario".
Un tema delicato su cui intervenire sbloccando l'empasse che si e' profilato ormai "da marzo". A spingere per il procedere dell'iter parlamentare del ddl, ci sono anche altri senatori: Francesco Ferrante, Sabina Rossa, Valerio Zanone, Natale D'Amico, tutti dell'Ulivo, Nuccio Iovene della Sd e Daniela Alfonzi di Rifondazione comunista, oltre al vicepresidente della commissione Sanita', il verde Giampaolo Silvestri.
Tra le motivazioni che 'spingono' il ddl, c'e' la "scelta informata, libera, voluta e consapevole" della persona. Una legge, illustra Emprin, che "sotto il profilo giuridico e' una legge di principi e che non interviene su tutte le materie gia' normate". Una legge, pertanto, che "si integra nel nostro ordinamento giuridico". Le fa eco Silvestri: "E' inaccettabile che problemi interni ai partiti blocchino la discussione parlamentare".
Inoltre, questa sul testamento biologico e' una legge per cui sono promosse, dopo un ampio numero di audizioni e contributi, anche, su sollecitazione della commissione Sanita', due giornate di approfondimento scientifico e culturale.
'Sul testamento biologico siamo pronti a fare barricate in quanto lo consideriamo la 'linea del piave'. L'intento neanche mascherato del nuovo progetto di legge firmato dalla sinistra ma non a quanto pare dall' ala moderata come Binetti, Baio, Bobba della Margherita, e' quello di introdurre l'eutanasia nel nostro paese'. E' quanto afferma una nota congiunta dei senatori Massimo Polledri (Lega), Laura Bianconi (Fi), Alfredo Mantovano (An) e Sandra Monacelli (Udc) sul nuovo ddl sul testamento biologico firmato da 45 senatori del centrosinistra nel tentativo di 'bypassare' la procedura di redazione di un testo unico.
'La Linea di demarcazione politica tra i due schieramenti e' ormai evidente: da una parte c'e' la scelta 'pro-choice', dall'altra, dove ci siamo noi, un fronte 'pro-life'. Il primo, in nome della cosiddetta liberta' da' ai giudici la possibilita' di scegliere quando togliere una vita, oppure manipolazioni per diventare uomo, donna, transgender o quant'altro; o anche usare l'embrione come pezzi di ricambio o scegliere di avere figli alti, biondi sopprimendo nell' utero quelli affetti da sindrome di down che ci riportano indietro ad un infausto periodo con un certo signor Mengele. Dalla nostra parte c'e' un fronte ampio a favore della vita'.
Dunque, per i parlamentari del centrodestra 'meglio farebbe il centrosinistra ad esprimersi sui nostri progetti di legge che parlano delle cure palliative laddove non si interviene su pazienti in fin di vita, con adeguate terapie o sui malati cronici con farmaci e cure adeguate. Ma - concludono - dobbiamo constatare che ormai il testamento biologico e' una bandiera dei veterocomunisti'.
A seguito del sollecito da parte di alcuni senatori della maggioranza a 'non perdere tempo e parlare del testamento biologico in Parlamento', la senatrice dell'Ulivo Fiorenza Bassoli dichiara in una nota che proporra' 'al presidente Marino di riprendere la discussione sui ddl in materia di testamento biologico dopo la Finanziaria' e che presentera' 'una proposta di testo unificato il piu' possibile condiviso'.
'In tempi di esame della manovra il regolamento del Senato impedisce di trattare altri temi. Proporro' al presidente Marino di riprendere i lavori al termine della sessione di bilancio'.
Secondo la senatrice, 'occorre contemperare l'esigenza di accogliere le volonta' del paziente con quella di darne attuazione in relazione alle reali condizioni della persona in fine di vita. Una legge sul testamento biologico e' necessaria per migliorare sia la qualita' del rapporto medico-paziente, sia le prestazioni del servizio sanitario nazionale in materia di cure palliative e assistenza del fine vita'.
"Il dibattito sul testamento biologico non e' fermo per caso. La verita' e' che non siamo motivati ad accelerarlo. E' piu' importante una seria riflessione su questo tema, che sinora ha portato a importanti decisioni collegate". E' quanto afferma Paola Binetti (Dl), membro della commissione Sanita' a Palazzo Madama che non accoglie la sollecitazione di altri senatori della maggioranza. "Poco prima dell'estate Fiorenza Bassoli e' stata incaricata di lavorare sul testo unificato- spiega la senatrice teodem- e noi le abbiamo dato tutta la nostra fiducia". Certo e' che al momento "esistono altre urgenze" secondo Binetti, che spiega: "Abbiamo nel frattempo approvato provvedimenti importanti come l'intramoenia allargata, il ddl sulla semplificazione e quello sugli ordini professionali". Ora, dice la parlamentare, "sarebbe bene impegnarsi per introdurre piu' vasta diffusione delle terapie palliative, e affinche' i pazienti in coma possano essere accolti e curati, lavorando sugli aspetti culturali e creando la strutture adatte per l'assistenza necessaria ai pazienti".
Binetti ricorda gli aspetti della discussione sul testamento biologico sui quali, insieme ai teodem, non e' per niente d'accordo, in particolare "la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione". Bisogna parlarne ancora, insomma, ma, conclude Binetti: "Non considero affatto negativo, ne' inutile questo stallo, che ha prodotto e stimolato molte decisioni importanti connesse al tema".
Un tema delicato su cui intervenire sbloccando l'empasse che si e' profilato ormai "da marzo". A spingere per il procedere dell'iter parlamentare del ddl, ci sono anche altri senatori: Francesco Ferrante, Sabina Rossa, Valerio Zanone, Natale D'Amico, tutti dell'Ulivo, Nuccio Iovene della Sd e Daniela Alfonzi di Rifondazione comunista, oltre al vicepresidente della commissione Sanita', il verde Giampaolo Silvestri.
Tra le motivazioni che 'spingono' il ddl, c'e' la "scelta informata, libera, voluta e consapevole" della persona. Una legge, illustra Emprin, che "sotto il profilo giuridico e' una legge di principi e che non interviene su tutte le materie gia' normate". Una legge, pertanto, che "si integra nel nostro ordinamento giuridico". Le fa eco Silvestri: "E' inaccettabile che problemi interni ai partiti blocchino la discussione parlamentare".
Inoltre, questa sul testamento biologico e' una legge per cui sono promosse, dopo un ampio numero di audizioni e contributi, anche, su sollecitazione della commissione Sanita', due giornate di approfondimento scientifico e culturale.
'Sul testamento biologico siamo pronti a fare barricate in quanto lo consideriamo la 'linea del piave'. L'intento neanche mascherato del nuovo progetto di legge firmato dalla sinistra ma non a quanto pare dall' ala moderata come Binetti, Baio, Bobba della Margherita, e' quello di introdurre l'eutanasia nel nostro paese'. E' quanto afferma una nota congiunta dei senatori Massimo Polledri (Lega), Laura Bianconi (Fi), Alfredo Mantovano (An) e Sandra Monacelli (Udc) sul nuovo ddl sul testamento biologico firmato da 45 senatori del centrosinistra nel tentativo di 'bypassare' la procedura di redazione di un testo unico.
'La Linea di demarcazione politica tra i due schieramenti e' ormai evidente: da una parte c'e' la scelta 'pro-choice', dall'altra, dove ci siamo noi, un fronte 'pro-life'. Il primo, in nome della cosiddetta liberta' da' ai giudici la possibilita' di scegliere quando togliere una vita, oppure manipolazioni per diventare uomo, donna, transgender o quant'altro; o anche usare l'embrione come pezzi di ricambio o scegliere di avere figli alti, biondi sopprimendo nell' utero quelli affetti da sindrome di down che ci riportano indietro ad un infausto periodo con un certo signor Mengele. Dalla nostra parte c'e' un fronte ampio a favore della vita'.
Dunque, per i parlamentari del centrodestra 'meglio farebbe il centrosinistra ad esprimersi sui nostri progetti di legge che parlano delle cure palliative laddove non si interviene su pazienti in fin di vita, con adeguate terapie o sui malati cronici con farmaci e cure adeguate. Ma - concludono - dobbiamo constatare che ormai il testamento biologico e' una bandiera dei veterocomunisti'.
A seguito del sollecito da parte di alcuni senatori della maggioranza a 'non perdere tempo e parlare del testamento biologico in Parlamento', la senatrice dell'Ulivo Fiorenza Bassoli dichiara in una nota che proporra' 'al presidente Marino di riprendere la discussione sui ddl in materia di testamento biologico dopo la Finanziaria' e che presentera' 'una proposta di testo unificato il piu' possibile condiviso'.
'In tempi di esame della manovra il regolamento del Senato impedisce di trattare altri temi. Proporro' al presidente Marino di riprendere i lavori al termine della sessione di bilancio'.
Secondo la senatrice, 'occorre contemperare l'esigenza di accogliere le volonta' del paziente con quella di darne attuazione in relazione alle reali condizioni della persona in fine di vita. Una legge sul testamento biologico e' necessaria per migliorare sia la qualita' del rapporto medico-paziente, sia le prestazioni del servizio sanitario nazionale in materia di cure palliative e assistenza del fine vita'.
"Il dibattito sul testamento biologico non e' fermo per caso. La verita' e' che non siamo motivati ad accelerarlo. E' piu' importante una seria riflessione su questo tema, che sinora ha portato a importanti decisioni collegate". E' quanto afferma Paola Binetti (Dl), membro della commissione Sanita' a Palazzo Madama che non accoglie la sollecitazione di altri senatori della maggioranza. "Poco prima dell'estate Fiorenza Bassoli e' stata incaricata di lavorare sul testo unificato- spiega la senatrice teodem- e noi le abbiamo dato tutta la nostra fiducia". Certo e' che al momento "esistono altre urgenze" secondo Binetti, che spiega: "Abbiamo nel frattempo approvato provvedimenti importanti come l'intramoenia allargata, il ddl sulla semplificazione e quello sugli ordini professionali". Ora, dice la parlamentare, "sarebbe bene impegnarsi per introdurre piu' vasta diffusione delle terapie palliative, e affinche' i pazienti in coma possano essere accolti e curati, lavorando sugli aspetti culturali e creando la strutture adatte per l'assistenza necessaria ai pazienti".
Binetti ricorda gli aspetti della discussione sul testamento biologico sui quali, insieme ai teodem, non e' per niente d'accordo, in particolare "la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione". Bisogna parlarne ancora, insomma, ma, conclude Binetti: "Non considero affatto negativo, ne' inutile questo stallo, che ha prodotto e stimolato molte decisioni importanti connesse al tema".
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