I francesi snobbano i ristoranti, nonostante il calo dell'Iva
Annunciata a colpi di fanfara, l'entrata in vigore dell'Iva al 5,5% nella ristorazione, effettiva da luglio 2009, non è riuscita a sedurre i clienti. La presenza nei caffè, nei ristoranti e nei fast-food è scesa dell'1,2%, segnala l'Istituto NPD. Peggio ancora, i clienti sono stati attenti al portafoglio, e il conto medio si è ridotto dello 0,6% a 6,43 euro; in totale la spesa nei ristoranti è diminuita dell'1,8% a 33,5 miliardi di euro. L'analisi dimostra che se la ristorazione rapida ha tenuto, anzi è migliorata, a rimetterci sono stati i ristoranti con il servizio al tavolo, proprio quelli cui era stata destinata la riduzione dell'Iva. C'è naturalmente la concomitanza con la crisi economica, e forse l'Iva ridotta ha contribuito ad attutire il colpo. Ma è anche vero che molti ristoratori non hanno riversato il beneficio ai clienti, destinandolo ad altri capitoli di spesa, e la cosa non è stata troppo apprezzata.
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