Venerdì 12 giugno 2026
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Francia. Assolto un uomo che aveva aiutato sua moglie a morire

U.E. - FRANCIA
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Il 14 giugno, la corte d'assise di Maine-et-Loire ha giudicato "non colpevole" un giovane danese che aveva posto fine alle sofferenze di sua moglie quand'era nella fase terminale di un tumore. "Sono cosi' felice. Non ho mai compiuto un atto criminale, e' stato un atto d'amore", ha dichiarato in lacrime Morten Jensen uscendo dall'aula. "Ho pensato ad Emmanuelle tutto il giorno, sara' sempre nel mio cuore", ha aggiunto.
La giuria, composta in maggioranza di donne, ha impiegato appena mezz'ora per emettere il verdetto, al termine di un processo di una giornata, durante la quale i giurati hanno ascoltato solo testimonianze dell'amore che l'imputato aveva per la sua sposa. Colpita nel 2000 da un cancro che si era generalizzato, ricoverata in ospedale nel novembre 2002, la moglie di Morten Jensen, Emmanuelle, di 29 anni, nel gennaio 2003 entro' in coma reattivo, dal quale usciva solo per manifestare il dolore. Secondo il medico legale, non avrebbe avuto che "qualche giorno" di vita. Ed aveva reso partecipe la sorella della sua volonta' di morire. L'11 gennaio 2003, Morten Jensen e' intervenuto, aumentandole le dosi di morfina e di Tranxène che le venivano somministrati per trasfusione nel centro oncologico Paul-Papin ad Angers.
L'avvocato generale reclamava una "pena di principio" di due anni di carcere con la sospensione. Secondo lui, l'accusato era "colpevole e responsabile in diritto". "Il diritto francese, come il diritto danese, continua a penalizzare ogni atto d'eutanasia attiva. Se lo assolvete, andate oltre tutte le legislazioni del mondo", ha dichiarato. "La legge (sull'eutanasia) non si adatta a delle situazioni simili. Credo che sia in fin di vita", ha sostenuto, invece, l'avvocato della difesa, Mickael Boulay.
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