Gb. I carcerati dovrebbero poter scegliere di suicidarsi
Gb. I carcerati dovrebbero poter scegliere di suicidarsi I carcerati devono poter scegliere di togliersi la vita. Lo ha affermato ieri un noto sostenitore dei diritti dei carcerati.
Mark Leech, direttore della rivista Prisons Handbook, ha detto che l'opzione dell'eutanasia volontaria dovrebbe essere offerta a coloro che sono condannati a passare il resto dei loro giorni dietro le sbarre.
Leech, un ex-detenuto, ha espresso questa sua opinione dopo il tentato suicidio del serial killer Ian Huntley, ora ricoverato all'ospedale di Wakefield.
"Si pone la domanda se alle persone che devono affrontare il resto della loro vita in carcere debba essere offerta una via d'uscita alternativa. E' qualcosa che certamente vorrei approfondire". Leech ha aggiunto: "Prima di tutto la mia preoccupazione e' per le vittime. I genitori di Holly e Jessica si sono svegliati questa mattina e hanno pensato 'Oh mio Dio, eccoci di nuovo dopo tanti anni in cui abbiamo cercato di dimenticare'. Non sanno ancora cosa e' avvenuto in quel carcere. Sono sicuro che vorrebbero saperlo. Qui abbiamo -se possiamo essere sufficientemente maturi- un modo per lui di spiegarsi, chiedere scusa e terminare la propria esistenza. Sto parlando di eutanasia. Non sto parlando di non resuscitare coloro che provano ad uccidersi ".
Leech ha detto anche che vorrebbe vedere messa in pratica una procedura simile a quella seguita dalla clinica svizzera di assistenza al suicidio Dignitas.
"Ci dovranno essere controlli severi. Mi piacerebbe vedere un giudice di un'alta corte coinvolto. Il tribunale dovrebbe essere convinto del fatto che il carcerato e' in grado di comprendere i suoi propositi, che e' sano di mente, che la decisione e' irreversibile, che questa e' la sua vita e che questo e' veramente cio' che vuole.
"Abbiamo una sola vita, e' la nostra vita ed i detenuti dovrebbero poterla terminare con dignita' se e' questo che vogliono.
Non dico che una confessione piena e sincera di cio' che hanno commesso debba essere una condizione. Sarebbe importante dare un senso di chiusura a tutte le persone coinvolte, ma non deve essere parte obbligatoria della procedura. L'eutanasia potrebbe dare certamente al detenuto cio' che vuole, ma se porta un senso di chiusura o una qualsiasi soddisfazione alle sue vittime, sono favorevole".
Mark Leech, direttore della rivista Prisons Handbook, ha detto che l'opzione dell'eutanasia volontaria dovrebbe essere offerta a coloro che sono condannati a passare il resto dei loro giorni dietro le sbarre.
Leech, un ex-detenuto, ha espresso questa sua opinione dopo il tentato suicidio del serial killer Ian Huntley, ora ricoverato all'ospedale di Wakefield.
"Si pone la domanda se alle persone che devono affrontare il resto della loro vita in carcere debba essere offerta una via d'uscita alternativa. E' qualcosa che certamente vorrei approfondire". Leech ha aggiunto: "Prima di tutto la mia preoccupazione e' per le vittime. I genitori di Holly e Jessica si sono svegliati questa mattina e hanno pensato 'Oh mio Dio, eccoci di nuovo dopo tanti anni in cui abbiamo cercato di dimenticare'. Non sanno ancora cosa e' avvenuto in quel carcere. Sono sicuro che vorrebbero saperlo. Qui abbiamo -se possiamo essere sufficientemente maturi- un modo per lui di spiegarsi, chiedere scusa e terminare la propria esistenza. Sto parlando di eutanasia. Non sto parlando di non resuscitare coloro che provano ad uccidersi ".
Leech ha detto anche che vorrebbe vedere messa in pratica una procedura simile a quella seguita dalla clinica svizzera di assistenza al suicidio Dignitas.
"Ci dovranno essere controlli severi. Mi piacerebbe vedere un giudice di un'alta corte coinvolto. Il tribunale dovrebbe essere convinto del fatto che il carcerato e' in grado di comprendere i suoi propositi, che e' sano di mente, che la decisione e' irreversibile, che questa e' la sua vita e che questo e' veramente cio' che vuole.
"Abbiamo una sola vita, e' la nostra vita ed i detenuti dovrebbero poterla terminare con dignita' se e' questo che vogliono.
Non dico che una confessione piena e sincera di cio' che hanno commesso debba essere una condizione. Sarebbe importante dare un senso di chiusura a tutte le persone coinvolte, ma non deve essere parte obbligatoria della procedura. L'eutanasia potrebbe dare certamente al detenuto cio' che vuole, ma se porta un senso di chiusura o una qualsiasi soddisfazione alle sue vittime, sono favorevole".
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