Genova. A Villa Scassi programma per pazienti terminali
Migliorare le cure per i pazienti terminali ricoverati nei reparti di medicina generale in ospedale, con corsi di formazione per medici e personale infermieristico e facendo tutto il possibile per aiutare i degenti in fin di vita a soffrire il meno possibile, sia fisicamente sia, soprattutto, psicologicamente. E' la scommessa portata avanti, per la prima volta in Italia, dall'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena a Genova.
Si tratta di un programma di miglioramento della qualita' delle cure di fine vita presentato oggi al Centro Civico Buranello alla presenza, tra gli altri, dell'Assessore Regionale alla Sanita' Claudio Montaldo, del direttore sanitario dell'ospedale, Mauro Pierri, e del direttore dell'Agenzia Sanitaria Regionale, Franco Bonanni.
A coordinare il programma e' stato un pool di medici e psicologi tra cui Massimo Costantini, del Coordinamento Regionale Cure Palliative dell'Ist di Genova: 'Si tratta della versione italiana dell'inglese Liverpool Care Pathway for the care of the dying -ha detto Costantini- ed e' stata realizzato da un'equipe di specialisti in cure palliative di tre aziende sanitarie genovese (Ist, Villa Scassi e Asl 3). Ha coinvolto nell'arco di sei mesi l'intero reparto di medicina di Villa Scassi con il supporto del Ministero della Salute, della Rete Ligure di Cure Palliative e della Fondazione Maruzza LeFebvre D'Ovidio di Roma'.
L'obiettivo e' trasferire l'eccellenza degli hospice, dove le cure palliative sono lo strumento principale di assistenza, negli ospedali dove di norma i pazienti terminali non dovrebbero rimanere a lungo (molti vengono infatti trasferiti negli hospice o a casa per l'assistenza domiciliare) ma dove in pratica si fermano molti pazienti in fin di vita.
'Villa Scassi e' il battistrada -ha detto l'assessore Montaldo- con questo ospedale abbiamo tracciato la strada della qualita' e l'obiettivo e' quello di diffondere questi programmi in tutta la rete ospedaliera ligure.
Al centro di questo programma c'e' la persona, chi soffre ma anche i parenti del malato, e l'obiettivo e' quello di assistere queste persone non solo medicalmente ma soprattutto psicologicamente. Sostenerli, star loro vicino fino all'ultimo giorno. Il personale che ha fatto questo corso predisporra' alla fine di una maggior cultura e di una maggiore professionalita'.
'Questo periodo sperimentale si concludera' nel 2008 -ha commentato Pierri- dopodiche' sara' introdotto anche in tutti gli altri reparti dell'ospedale. Medicina Generale, dove si sta svolgendo la sperimentazione, conta 70 posti letto, 50 infermieri e 14 medici. Ogni anno a Villa Scassi muoiono di malattia terminale 250 persone. Questo programma quindi e' fondamentale'.
'Il tema della terminalita' e' di grande attualita' e fa parte della societa' di oggi. Un tempo la morte era piu' accettata: con la guerra, la fame, le carestie i popoli erano piu' abituati ad avere a che fare con la morte.
Oggi la societa' e' cambiata, la morte e' rifiutata categoricamente. Per questo il malato terminale ha bisogno di un supporto psicologico piu' forte che in passato'.
E Franco Bonanni ha concluso: 'Plaudo a questa iniziativa, ma certo mi stupisco che di queste cose se ne parli nel 2007, quando invece ne avremmo gia' dovuto parlare tanto tempo fa. Mi auguro, e faremo molto in questo senso, che il programma venga diffuso in tutti gli ospedali della Liguria'.
Si tratta di un programma di miglioramento della qualita' delle cure di fine vita presentato oggi al Centro Civico Buranello alla presenza, tra gli altri, dell'Assessore Regionale alla Sanita' Claudio Montaldo, del direttore sanitario dell'ospedale, Mauro Pierri, e del direttore dell'Agenzia Sanitaria Regionale, Franco Bonanni.
A coordinare il programma e' stato un pool di medici e psicologi tra cui Massimo Costantini, del Coordinamento Regionale Cure Palliative dell'Ist di Genova: 'Si tratta della versione italiana dell'inglese Liverpool Care Pathway for the care of the dying -ha detto Costantini- ed e' stata realizzato da un'equipe di specialisti in cure palliative di tre aziende sanitarie genovese (Ist, Villa Scassi e Asl 3). Ha coinvolto nell'arco di sei mesi l'intero reparto di medicina di Villa Scassi con il supporto del Ministero della Salute, della Rete Ligure di Cure Palliative e della Fondazione Maruzza LeFebvre D'Ovidio di Roma'.
L'obiettivo e' trasferire l'eccellenza degli hospice, dove le cure palliative sono lo strumento principale di assistenza, negli ospedali dove di norma i pazienti terminali non dovrebbero rimanere a lungo (molti vengono infatti trasferiti negli hospice o a casa per l'assistenza domiciliare) ma dove in pratica si fermano molti pazienti in fin di vita.
'Villa Scassi e' il battistrada -ha detto l'assessore Montaldo- con questo ospedale abbiamo tracciato la strada della qualita' e l'obiettivo e' quello di diffondere questi programmi in tutta la rete ospedaliera ligure.
Al centro di questo programma c'e' la persona, chi soffre ma anche i parenti del malato, e l'obiettivo e' quello di assistere queste persone non solo medicalmente ma soprattutto psicologicamente. Sostenerli, star loro vicino fino all'ultimo giorno. Il personale che ha fatto questo corso predisporra' alla fine di una maggior cultura e di una maggiore professionalita'.
'Questo periodo sperimentale si concludera' nel 2008 -ha commentato Pierri- dopodiche' sara' introdotto anche in tutti gli altri reparti dell'ospedale. Medicina Generale, dove si sta svolgendo la sperimentazione, conta 70 posti letto, 50 infermieri e 14 medici. Ogni anno a Villa Scassi muoiono di malattia terminale 250 persone. Questo programma quindi e' fondamentale'.
'Il tema della terminalita' e' di grande attualita' e fa parte della societa' di oggi. Un tempo la morte era piu' accettata: con la guerra, la fame, le carestie i popoli erano piu' abituati ad avere a che fare con la morte.
Oggi la societa' e' cambiata, la morte e' rifiutata categoricamente. Per questo il malato terminale ha bisogno di un supporto psicologico piu' forte che in passato'.
E Franco Bonanni ha concluso: 'Plaudo a questa iniziativa, ma certo mi stupisco che di queste cose se ne parli nel 2007, quando invece ne avremmo gia' dovuto parlare tanto tempo fa. Mi auguro, e faremo molto in questo senso, che il programma venga diffuso in tutti gli ospedali della Liguria'.
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