Martedì 9 giugno 2026
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Giornata rifugiato. Napolitano: no a egoistiche chiusure nazionali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"Non e' immaginabile che ci si possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali; che ci si possa illudere di esorcizzare cosi' la realta' che preme alle nostre porte, la pressione che si trasmette da un continente all'altro per effetto dell'aspirazione alla pace e alla vita che muove tanti diseredati". Lo ha detto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, intervenendo alla Giornata mondiale del rifugiato, in occasione del 60esimo anniversario della convenzione di Ginevra.
Il Capo dello Stato, dopo aver sottolineato il merito storico dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, ha sottolineato che la missione di questo "e' ben lontana dall'esaurirsi, perche' resta purtroppo assai ardua la prospettiva di un mondo di pace e di liberta', non piu' segnato da conflitti, persecuzioni e discriminazioni". E dovunque, ha sottolineato, "anche in Italia si deve prendere piu' largamente coscienza della persistenza, della possibile ulteriore estensione del flusso di rifugiati, della dimensione mondiale del fenomeno e della responsabilita' cui nessun paese civile puo' sottrarsi. Nessun paese fedele ai principi delle Nazione Unite e agli obblighi delle convenzioni internazionali; in particolare, nessun paese ricco, progredito economicamente e socialmente e dotato di un'autentica cultura dei diritti e della solidarieta'".
L'Italia, ha aggiunto, "si sta misurando con le ricadute dei movimenti liberatori, dei veri e propri moti rivoluzionari, che da mesi stanno scuotendo il mondo arabo, il nord Africa, il Medioriente". Ed essa non poteva "guardare con indifferenza agli avvenimenti in Libia", ha detto ancora Napolitano ponendo l'accento sull'afflusso alle nostre coste "in particolare su quelle di Lampedusa, piu' vicine alla Libia e alla Tunisia, di rifugiati e richiedenti asilo di varie nazionalita' africane" che "pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e amministrazioni. Problemi non lievi perche' si tratta di un afflusso improvviso e intenso, giorno dopo giorno e perche' esso si e' aggiunto ad un afflusso, anch'esso bruscamente intensificato, di immigrati illegali provenienti dalla Tunisia.
Non si deve perdere - ha detto - da parte dell'opinione pubblica italiana la distinzione fra i due fenomeni: bisogna affrontarli insieme ma su piani anche giuridicamente diversi secondo le rispettive regole quali finora definiti in sede di Unione europea. E' giusto, in questa occasione, sollecitare attenzione e collaborazione, innanzitutto a livello europeo, per le prove cui sta facendo fronte l'Italia, considerando che essa rappresenta agli occhi tanto dei migranti in cerca di lavoro e di vita migliore, quanto dei richiedenti protezione e asilo la porta dell'Europa".
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