Gip rinvia decisione su medici che obiettarono a pillola del giorno dopo
E' uno dei primi casi, giunti al vaglio di un giudice penale, che riguarda la pillola del giorno dopo, negata per una obiezione di coscienza, secondo la denuncia, da tre medici in due ospedali diversi di Roma, ad una donna che ne aveva fatto richiesta nel dicembre di due anni fa. Il gip del Tribunale della capitale, Claudio Mattioli, decidera' il 5 giugno prossimo sulla opposizione all'archiviazione per il reato di omissione di atti d'ufficio per i tre sanitari del Policlinico Umberto I e del San Giovanni. Il pm Angelantonio Racanelli, titolare dell'inchiesta, ha chiesto al gip di archiviare le posizioni dei tre medici, ma la difesa della donna, rappresentata dall'avvocato Alessandro Gerardi, dei Radicali Roma che insieme con l'associazione Luca Coscioni hanno fornito assistenza alla denunciante, ha fatto opposizione alla archiviazione. Oggi per un difetto di notifica il gip Mattioli ha rinviato la camera di consiglio al cinque giugno prossimo. Il pm, secondo quanto si e' appreso, ha chiesto l'archiviazione, poiche', non si puo' escludere 'almeno a livello putativo', la possibilita' che la pillola del giorno dopo possa una pratica abortiva e non anticoncezionale cosi' come argomentato dalla difesa che si e' avvalsa della consulenza del ginecologo torinese Silvio Viale.
Secondo quanto si e' appreso dalla difesa il pm ha consultato i vertici dell'Ordine dei medici e della associazione italiana del farmaco. Inoltre il pm ha chiesto l'archiviazione poiche' non e' provato che furono gli stessi medici individuati a rifiutare il farmaco alla donna.
'La mia assistita - spiega l'avvocato Gerardi - non venne neppure registrata sia all'arrivo all'Umberto I che al San Giovanni ed entrambe le volte venne ricevuta non da un ginecologo ma da un infermiere che taglio' corto dicendole che in quelle strutture c'erano solo medici obiettori e che quindi nessuno le avrebbe somministrato la pillola. In un caso uno degli infermieri fece una battuta di pessimo gusto dicendo: 'Speriamo che il tuo ragazzo abbia gli spermatozoi non fertili cosi' non resti incinta''. Secondo l'avvocato Gerardi 'per la prima volta un Tribunale penale avra' la possibilita' di sancire in Italia che la pillola del giorno dopo e' un presidio anticoncezionale e che la condotta di presunta obiezione di coscienza e' in realta' una condotta omissiva e penalmente rilevante'. Nei giorni scorsi a Pisa una giovane donna ha presentato un esposto dopo il farmaco che le era stato negato da una struttura sanitaria dove campeggiava il cartello 'Qui non si prescrive la pillola del giorno dopo'.
CASO ANCHE A GENOVA - Un "no" ad una donna che chiedeva la pillola abortiva 'del giorno dopo' e scoppia un caso a Genova. Lo scrive il Corriere della Sera. La Regione Liguria ha ordinato all'ospedale Galliera, di proprietà della curia genovese, il cui presidente è il cardinale Angelo Bagnasco, di prescrivere la pillola abortiva, evitando il ripetersi di altri casi. Una donna aveva chiesto la pillola ma le è stata negata perché il medico era obiettore.
All'ospedale Galliera la pillola del giorno dopo viene somministrata secondo un protocollo di comportamento a supporto dei medici del pronto soccorso: lo ha precisato il direttore generale del Galliera, Adriano Lagostena, stamani alla presentazione degli eventi per i 120 anni dell'ospedale.
'Sui due episodi, che consideriamo sporadici, stiamo ultimando le verifiche interne relative agli incontri che le due giornaliste avrebbero avuto con i nostri operatori', ha detto Lagostena in merito a un'inchiesta pubblicata recentemente da due giornaliste genovesi.
'Sono episodi che consideriamo sporadici - ha aggiunto Lagostena - perche' nella norma l'ospedale ha sempre garantito la somministrazione della pillola del giorno dopo e c'e' anche un protocollo comportamentale definito dal direttore del pronto soccorso e da quello di ginecologia che da' un supporto ai medici del pronto soccorso. Dai nostri riscontri appare che in questi due episodi le due giornaliste non siano state 'triagiate' come previsto'.
Il direttore sanitario Roberto Tramalloni ha aggiunto 'e' un farmaco, non rientra nella legge 194'.
COME FUNZIONA LA PILLOLA- La cosiddetta 'pillola del giorno dopo' (norlevo che e' a base di un farmaco progestinico levonorgestrel) non ha effetto abortivo e si differenzia dalla pillola abortiva RU486, con la quale spesso viene confusa. La pillola del giorno dopo e' qualificata come un anticoncezionale e non provoca, secondo gli esperti, l'interruzione di una gravidanza. Su questo punto, pero', le posizioni sono divergenti e alcuni cattolici sostengono che tale pillola potrebbe, in alcuni casi particolari, avere anche un effetto abortivo. Approvato dal ministero della sanita' nel 2000, il farmaco non provoca dunque l'interruzione della gravidanza ma impedisce l'eventuale annidamento nell'utero dell'uovo che potrebbe essere stato fecondato. Per l'acquisto della Norlevo, il ministero della Salute ha adottato un provvedimento restrittivo che impone la presentazione della ricetta medica da rinnovare volta per volta. La commercializzazione e' avvenuta con una procedura europea di mutuo riconoscimento. Al contrario, la pillola RU 486 ha un verificato effetto abortivo. A base di mifepristone, e' in grado di interrompere la gravidanza gia' iniziata con l'attecchimento dell'ovulo fecondato. La vendita della RU 486, commercializzata in Francia, e' vietata in Italia ma nel nostro paese e' possibile utilizzarla in ospedale con particolari restrizioni indicate dal ministero della salute e dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). L'Ospedale ginecologico S.Anna di Torino e' stato il primo ad avviare una sperimentazione della RU486 sul territorio nazionale.
COMMENTI
Un intervento legislativo 'ad hoc' per normare l'obiezione di coscienza nel caso di prescrizione della pillola del giorno dopo 'non avrebbe senso' e, in ogni caso, 'deve prevalere il giudizio del medico, cui lo Stato demanda il compito di prescrivere tale farmaco'. E' questa la posizione espressa dal presdente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, dopo la richiesta di un intervento legislativo in merito da parte del pm che ha valutato la posizione di tre medici obiettori che negarono il farmaco ad una donna di Roma. 'La clausola di coscienza - ha affermato Bianco - deriva del Codice deontologico dei medici, in base al quale il medico deve sempre operare secondo scienza e coscienza. Questo vuol dire che, anche nella prescrizione del faramco, deve esserci una valutazione autonoma e responsabile da parte del medico prescrittore'. Dunque, e' l'obiezione di Bianco, 'se lo Stato ha stabilito che la pillola del giorno dopo deve essere un farmaco per il quale e' richiesta la prescrizione del medico, allora vuol dire ch si affida al giudizio responsabile del medico stesso che, secondo scienza e coscienza, puo' decidere o meno di prescriverlo'. Al conttario, se 'lo Stato vuole invece che tale farmaco sia reperibile a tutti e in ogni circostanza, allora dovrebbe renderlo un farmaco da banco, acquistabile cioe' senza prescrizione'. Ma, ha concluso il presidente Fnomceo, 'pensare ad un intervento legislativo mi sembra non abbia senso'.
"La letteratura scientifica internazionale offre motivi sufficienti per affermare che la pillola del giorno dopo non ha solo effetti contraccettivi ma anche abortivi": lo afferma l'associazione 'Scienza e Vita', a margine del dibattito che si sta sviluppando in Italia attorno al diritto dei medici di appellarsi all'obiezione di coscienza in caso di richiesta di prescrizione di tale pillola. "Come è noto - prosegue l'associazione in una nota - la vulgata generale è che la pillola del giorno dopo sia un contraccettivo d'emergenza. In realtà essa interviene sia prima sia dopo la fecondazione. In questo secondo caso è certamente uno strumento abortivo. Chi afferma il contrario, si appella principalmente ad una definizione di gravidanza che a loro avviso parte solo dall'annidamento dell'embrione nell'utero. E' del tutto evidente - conclude 'Scienza e Vita' - che si gioca con le parole per non riconoscere che c'è già vita al momento della fecondazione, ovvero ancor prima dell'annidamento. Per tutte queste ragioni - conclude l'associazione - noi saremo sempre al fianco dei medici obiettori di coscienza, i quali trovano nel dettato costituzionale e nel codice deontologico un autentico baluardo per le proprie difficili scelte".
Secondo quanto si e' appreso dalla difesa il pm ha consultato i vertici dell'Ordine dei medici e della associazione italiana del farmaco. Inoltre il pm ha chiesto l'archiviazione poiche' non e' provato che furono gli stessi medici individuati a rifiutare il farmaco alla donna.
'La mia assistita - spiega l'avvocato Gerardi - non venne neppure registrata sia all'arrivo all'Umberto I che al San Giovanni ed entrambe le volte venne ricevuta non da un ginecologo ma da un infermiere che taglio' corto dicendole che in quelle strutture c'erano solo medici obiettori e che quindi nessuno le avrebbe somministrato la pillola. In un caso uno degli infermieri fece una battuta di pessimo gusto dicendo: 'Speriamo che il tuo ragazzo abbia gli spermatozoi non fertili cosi' non resti incinta''. Secondo l'avvocato Gerardi 'per la prima volta un Tribunale penale avra' la possibilita' di sancire in Italia che la pillola del giorno dopo e' un presidio anticoncezionale e che la condotta di presunta obiezione di coscienza e' in realta' una condotta omissiva e penalmente rilevante'. Nei giorni scorsi a Pisa una giovane donna ha presentato un esposto dopo il farmaco che le era stato negato da una struttura sanitaria dove campeggiava il cartello 'Qui non si prescrive la pillola del giorno dopo'.
CASO ANCHE A GENOVA - Un "no" ad una donna che chiedeva la pillola abortiva 'del giorno dopo' e scoppia un caso a Genova. Lo scrive il Corriere della Sera. La Regione Liguria ha ordinato all'ospedale Galliera, di proprietà della curia genovese, il cui presidente è il cardinale Angelo Bagnasco, di prescrivere la pillola abortiva, evitando il ripetersi di altri casi. Una donna aveva chiesto la pillola ma le è stata negata perché il medico era obiettore.
All'ospedale Galliera la pillola del giorno dopo viene somministrata secondo un protocollo di comportamento a supporto dei medici del pronto soccorso: lo ha precisato il direttore generale del Galliera, Adriano Lagostena, stamani alla presentazione degli eventi per i 120 anni dell'ospedale.
'Sui due episodi, che consideriamo sporadici, stiamo ultimando le verifiche interne relative agli incontri che le due giornaliste avrebbero avuto con i nostri operatori', ha detto Lagostena in merito a un'inchiesta pubblicata recentemente da due giornaliste genovesi.
'Sono episodi che consideriamo sporadici - ha aggiunto Lagostena - perche' nella norma l'ospedale ha sempre garantito la somministrazione della pillola del giorno dopo e c'e' anche un protocollo comportamentale definito dal direttore del pronto soccorso e da quello di ginecologia che da' un supporto ai medici del pronto soccorso. Dai nostri riscontri appare che in questi due episodi le due giornaliste non siano state 'triagiate' come previsto'.
Il direttore sanitario Roberto Tramalloni ha aggiunto 'e' un farmaco, non rientra nella legge 194'.
COME FUNZIONA LA PILLOLA- La cosiddetta 'pillola del giorno dopo' (norlevo che e' a base di un farmaco progestinico levonorgestrel) non ha effetto abortivo e si differenzia dalla pillola abortiva RU486, con la quale spesso viene confusa. La pillola del giorno dopo e' qualificata come un anticoncezionale e non provoca, secondo gli esperti, l'interruzione di una gravidanza. Su questo punto, pero', le posizioni sono divergenti e alcuni cattolici sostengono che tale pillola potrebbe, in alcuni casi particolari, avere anche un effetto abortivo. Approvato dal ministero della sanita' nel 2000, il farmaco non provoca dunque l'interruzione della gravidanza ma impedisce l'eventuale annidamento nell'utero dell'uovo che potrebbe essere stato fecondato. Per l'acquisto della Norlevo, il ministero della Salute ha adottato un provvedimento restrittivo che impone la presentazione della ricetta medica da rinnovare volta per volta. La commercializzazione e' avvenuta con una procedura europea di mutuo riconoscimento. Al contrario, la pillola RU 486 ha un verificato effetto abortivo. A base di mifepristone, e' in grado di interrompere la gravidanza gia' iniziata con l'attecchimento dell'ovulo fecondato. La vendita della RU 486, commercializzata in Francia, e' vietata in Italia ma nel nostro paese e' possibile utilizzarla in ospedale con particolari restrizioni indicate dal ministero della salute e dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). L'Ospedale ginecologico S.Anna di Torino e' stato il primo ad avviare una sperimentazione della RU486 sul territorio nazionale.
COMMENTI
Un intervento legislativo 'ad hoc' per normare l'obiezione di coscienza nel caso di prescrizione della pillola del giorno dopo 'non avrebbe senso' e, in ogni caso, 'deve prevalere il giudizio del medico, cui lo Stato demanda il compito di prescrivere tale farmaco'. E' questa la posizione espressa dal presdente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, dopo la richiesta di un intervento legislativo in merito da parte del pm che ha valutato la posizione di tre medici obiettori che negarono il farmaco ad una donna di Roma. 'La clausola di coscienza - ha affermato Bianco - deriva del Codice deontologico dei medici, in base al quale il medico deve sempre operare secondo scienza e coscienza. Questo vuol dire che, anche nella prescrizione del faramco, deve esserci una valutazione autonoma e responsabile da parte del medico prescrittore'. Dunque, e' l'obiezione di Bianco, 'se lo Stato ha stabilito che la pillola del giorno dopo deve essere un farmaco per il quale e' richiesta la prescrizione del medico, allora vuol dire ch si affida al giudizio responsabile del medico stesso che, secondo scienza e coscienza, puo' decidere o meno di prescriverlo'. Al conttario, se 'lo Stato vuole invece che tale farmaco sia reperibile a tutti e in ogni circostanza, allora dovrebbe renderlo un farmaco da banco, acquistabile cioe' senza prescrizione'. Ma, ha concluso il presidente Fnomceo, 'pensare ad un intervento legislativo mi sembra non abbia senso'.
"La letteratura scientifica internazionale offre motivi sufficienti per affermare che la pillola del giorno dopo non ha solo effetti contraccettivi ma anche abortivi": lo afferma l'associazione 'Scienza e Vita', a margine del dibattito che si sta sviluppando in Italia attorno al diritto dei medici di appellarsi all'obiezione di coscienza in caso di richiesta di prescrizione di tale pillola. "Come è noto - prosegue l'associazione in una nota - la vulgata generale è che la pillola del giorno dopo sia un contraccettivo d'emergenza. In realtà essa interviene sia prima sia dopo la fecondazione. In questo secondo caso è certamente uno strumento abortivo. Chi afferma il contrario, si appella principalmente ad una definizione di gravidanza che a loro avviso parte solo dall'annidamento dell'embrione nell'utero. E' del tutto evidente - conclude 'Scienza e Vita' - che si gioca con le parole per non riconoscere che c'è già vita al momento della fecondazione, ovvero ancor prima dell'annidamento. Per tutte queste ragioni - conclude l'associazione - noi saremo sempre al fianco dei medici obiettori di coscienza, i quali trovano nel dettato costituzionale e nel codice deontologico un autentico baluardo per le proprie difficili scelte".
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