Giovedì 11 giugno 2026
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Gip si riserva su richiesta archiviazione caso Welby

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il gip del Tribunale di Roma, Renato Laviola si e' riservato la decisione sulla richiesta di archiviazione per Mario Riccio, l'anestesista che interruppe la ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby, morto nel dicembre scorso. Oggi davanti al gip e' comparso l'anestesista, assistito dall'avvocato Giuseppe Rossodivita, e il pm Gustavo De Marinis, che ha ribadito l'archiviazione per Ricco. La decisione sara' adottata nei prossimi giorni.
Il gip nelle scorse settimane respinse la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura capitolina, nell'ambito del procedimento relativo alla morte di Welby, per il quale il medico e' indagato per l'ipotesi di 'omicidio del consenziente' (art. 579 c.p.).
Il gip non ritenne di dover dar seguito alla richiesta di archiviazione avanzata il 6 marzo 2007 dal sostituto procuratore Gustavo de Marinis, controfirmata dal procuratore capo della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, ed ordino' la trasmissione degli atti al pubblico ministero per l'iscrizione di Riccio nel registro degli indagati. Oggi il difensore di Riccio ha depositato al gip l'ordinanza del giudice del tribunale civile, Angela Savio, che nel dichiarare inammissibile il ricorso per la interruzione della ventilazione per Welby, sottolineo' la carenza di legislazione in materia. La procura ha ribadito anche oggi che con l'interruzione della ventilazione meccanica a Piergiorgio Welby praticata dall'anestesista Mario Riccio e' stato attuato un diritto del paziente che 'trova la sua fonte nella Costituzione e in disposizioni internazionali recepite dall'Ordinamento italiano e ribadito in fonte di grado secondario dal codice di deontologia medica'.
Le conclusioni dei magistrati erano incentrate sulle conclusioni dell'autopsia eseguita sull'esponente radicale, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, secondo le quali, nella notte tra il 20 ed il 21 dicembre scorsi, quando il medico cremonese stacco' il respiratore artificiale, non ci fu 'avvelenamento' da sedazione. 'Attendiamo con fiducia le decisione del giudice - si e' limitato a dire Riccio - e lasciamolo lavorare serenamente'.
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