Il Gran Consiglio del Canton Argovia vuole impedire il "turismo della morte"
L'assistenza al suicidio di persone non residenti in Svizzera dovrebbe essere punito in tutto il Paese, secondo il Gran Consiglio del Cantone di Argovia, intenzionato a vietare il "turismo della morte" attraverso una modifica del Codice penale. L'8 gennaio, con 65 voti contro 60, il parlamentino ha deciso di preparare un testo finalizzato a quest'obiettivo. L'istanza e' stata avanzata dai partiti conservatori, con la motivazione che i maneggi delle organizzazioni per l'aiuto al suicidio sono "una vergogna per la Svizzera", cui bisogna porre rimedio. Hanno votato contro socialisti e liberali, convinti che la richiesta miri in realta' a proibire l'assistenza al suicidio in quanto tale. Secondo un consigliere del Partito liberale, delle regole chiare sono sicuramente auspicabili, ma non attraverso un intervento sul Codice penale.
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