Gravidanza e parto, un milione di donne muoiono ogni anno
Un milione di donne muore ogni anno per complicazioni legate al parto o alla gravidanza: ogni trenta secondi una vita si spezza. Nel 99% dei casi il decesso avviene in Paesi in via di sviluppo, la maggiore concentrazione e' nell' Africa Sub-Sahariana. Oltre 14 milioni di adolescenti, ogni anno, diventano madri tra i 15 e i 19 anni e per migliaia di loro il parto comporta pericolose conseguenze. Stime delle Nazioni Unite contano poi 18 milioni di aborti praticati da persone senza appropriate qualifiche sanitarie. Ma non solo: per 350 milioni di coppie non c'e' alcun accesso ai contraccettivi moderni e a informazioni che permetterebbero loro di scegliere quando avere figli. Per organizzazioni non governative come Actionaid, Aidos e Cestas, che ieri a Roma hanno presentato il rapporto 2008 sulla salute e sui diritti sessuali e riproduttivi nel mondo, nell' ambito della campagna europea 'Non c'e' sviluppo senza salute', queste sono statistiche 'impressionanti, che testimoniano come la comunita' internazionale abbia trascurato la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, nonostante gli impegni assunti nel 1994 alla Conferenza del Cairo e lo slancio impresso dagli Obiettivi di sviluppo del millennio'. Servono 'azioni correttive' per colmare la 'discrepanza tra impegni, in termini di dichiarazioni, finanziamenti e politiche per realizzarli, e realta', in cui la salute e i diritti sessuali e riproduttivi negati a milioni di persone continuano a causare morti e malattie'. Accanto ai decessi delle madri, denunciano le Ong, per cause prevalentemente evitabili, muoiono ogni anno anche 9,7 milioni di bambini. La gran parte di queste morti 'potrebbe essere evitata utilizzando strumenti esistenti e a basso costo, che sono attualmente inaccessibili proprio alle donne che ne hanno piu' bisogno'. Per quanto riguarda l'Hiv e l'Aids, si stima una nuova infezione ogni 6 secondi: ogni anno 340 milioni di persone tra i 15 e i 49 anni contraggono infezioni a trasmissione sessuale. Sul tema e' intervenuta anche Isabella Rauti, capo del dipartimento delle Pari opportunita', che ha auspicato un 'percorso comune con associazioni, Ong e istituzioni, che nasca dalla consapevolezza che si e' fatto molto ma non tutto': 'Serve una politica di sistema, perche' la salute e' un tema trasversale e non segmentato'.
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