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 AMERICHE - AMERICHE - Guerra alla droga. The Wall Street Journal incita all'intervento Usa in Messico
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8 novembre 2019 12:05
 
Uccidendo nove esponenti di una famiglia di mormoni negli stati al confine con gli Usa, i cartelli della droga hanno "avvertito" le autorita' messicane che "le bande criminali hanno il controllo della regione. E se il Messico non e' in grado di mettere un freno alla violenza, "un'operazione militare degli Usa non puo' essere scartata". E' quanto scrive il quotidiano "The Wall Street Journal" in un severo editoriale a cpommento degli ultimi fatti di sangue in Messico, prontamente ripreso dai media locali. "I cartelli della droga controllano grandi pezzi del territorio messicano e la stessa Citta' del Messico e' spesso sopraffatta dal potere delle armi e del denaro", recita la testata che arriva a definire una "resa" la scelta del governo di Andres Manuel Lopez Obrador di combattere le cause del crimine e non aprire una guerra con le bande. "Se il Messico non puo' controllare i cartelli nel suo territorio, gli Usa dovranno fare di piu' per proteggere gli statunitensi in entrambi i paesi", si legge nell'editoriale.
Secondo il Wsj, l'agenzia antidroga Usa (Dea) "dovrebbe essere capace di trovare le identita' e le ubicazioni di chi ha ordinato o portato a termine gli omicidi di lunedi' e assicurane la scomparsa. Sarebbe un segnale che la giustizia Usa ha una grande portata. Un'operazione militare degli Usa non puo' essere scartata". Il quotidiano riconosce l'eccezionalita' della dinamica che ha portato alla morte dei mormoni, ma ricorda che il paese nel 2018 ha contato 36 mila omicidi e che gli stati di Sonora e Chihuahua, teatro dell'ultima tragedia, "sono cruciali per i cartelli visto l'accesso agli Usa e al gigantesco mercato delle droghe illegali".
Il quotidiano ricorda la recente decisione delle forze di sicurezza di rimettere in liberta' uno dei figli del "Chapo" Guzman per il pericolo di ritorsioni dei narcos e cita il senatore repubblicano Ben Sasse, secondo cui il Messico e' "pericolosamente vicino a considerarsi fallito". In questo scenario, prosegue l'editoriale, la strategia di Lopez Obrador di voler avviare un processo di pacificazione con la criminalita' organizzata, adottando modelli di giustizia transazionale che rispettino i diritti delle vittime non e' altro che una "resa. I cartelli hanno capito il messaggio e sono passati all'attacco". Il tutto, senza dimenticare le responsabilita' di chi abita oltre frontiera, prosegue il Wsj citando statistiche ufficiali secondo cui gli statunitensi hanno speso nel 2016 quasi 150 miliardi di dollari per acquistare cocaina, eroina e marijuana. Senza contare il crescente consumo di fentanil. La maggior parte di questo materiale "viene dalla frontiera messicana e il denaro della vendita delle droghe permette ai cartelli di corrompere le autorita' inquirenti e giudicanti di entrambi i paesi". 
(agenzia Nova)
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