Immigrazione, 7 aziende Usa e Ue su 10 ha assunto stranieri
Le aziende non sono spaventate dalla societa' multietnica: la forza lavoro straniera viene considerata spesso un valore aggiunto per far crescere il business. E' quanto emerge dalla ricerca condotta da Junior Achievement, associazione no-profit per la promozione dell'economia nella scuola, sulla base di quasi mille interviste a imprese europee e statunitensi.
Il rapporto e' stato presentato questa sera a Cagliari durante la serata conclusiva della gara internazionale tra studenti-imprenditori. L'indagine rivela che la multiculturalita' e' gia' un dato di fatto: il 70% delle imprese dichiara di avere una componente straniera. Con numeri destinati a crescere nei prossimi anni: quasi un'azienda su 4 prevede infatti entro il 2015 un incremento del numero di lavoratori stranieri tra l'11 e il 20%.
Le aziende ritengono particolarmente importante il contributo dato all'organizzazione dell'azienda da professionisti di origine anglosassone. Italiani, francesi, spagnoli e in generale gli europei del sud si dimostrano eccellenti nella gestione delle risorse umane. Il 40% delle imprese intervistate ritiene infatti 'importante' o 'molto importante' il loro apporto.
Giapponesi, cinesi e coreani vengono invece considerati i maghi delle vendite. Gli orientali sono ritenuti 'strateghi' dell'Information technology e, insieme ai colleghi dell'est europeo, fondamentali anche nella produzione. Oltre l'80 % degli intervistati dichiara inoltre di avere avviato in azienda processi di integrazione culturale.
'Emerge ancora una volta - sottolinea Stefano Scabbio, presidente di Junior Achievement Italia - che la diversita' e' un valore. Mai come oggi e' chiaro che gestire la diversita' significa valorizzare il contributo unico di ogni persona dell'azienda per il raggiungimento di un obiettivo comune'.
Il rapporto e' stato presentato questa sera a Cagliari durante la serata conclusiva della gara internazionale tra studenti-imprenditori. L'indagine rivela che la multiculturalita' e' gia' un dato di fatto: il 70% delle imprese dichiara di avere una componente straniera. Con numeri destinati a crescere nei prossimi anni: quasi un'azienda su 4 prevede infatti entro il 2015 un incremento del numero di lavoratori stranieri tra l'11 e il 20%.
Le aziende ritengono particolarmente importante il contributo dato all'organizzazione dell'azienda da professionisti di origine anglosassone. Italiani, francesi, spagnoli e in generale gli europei del sud si dimostrano eccellenti nella gestione delle risorse umane. Il 40% delle imprese intervistate ritiene infatti 'importante' o 'molto importante' il loro apporto.
Giapponesi, cinesi e coreani vengono invece considerati i maghi delle vendite. Gli orientali sono ritenuti 'strateghi' dell'Information technology e, insieme ai colleghi dell'est europeo, fondamentali anche nella produzione. Oltre l'80 % degli intervistati dichiara inoltre di avere avviato in azienda processi di integrazione culturale.
'Emerge ancora una volta - sottolinea Stefano Scabbio, presidente di Junior Achievement Italia - che la diversita' e' un valore. Mai come oggi e' chiaro che gestire la diversita' significa valorizzare il contributo unico di ogni persona dell'azienda per il raggiungimento di un obiettivo comune'.
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