Imporre sempre alimentazione e idratazione artificiale a pazienti in stato vegetativo
La somministrazione di acqua e cibo a malati in stato vegetativo e' alla portata di qualsiasi sistema sanitario, e l'ostato vegetativo non impedisce le funzioni vitali essenziali. Nella 'Nota di commento' acclusa alle due risposte ufficiali fornite dalla Congregazione per la Dottrina della Fede alla Conferenza episcopale statunitense, circa 'l'alimentazione e l'idratazione artificiali', si affermano alcuni principi di fondo che hanno indotto l'organismo vaticano ad affermare l'obbligatorieta' di tali somministrazioni.
'I pazienti in 'stato vegetativo' respirano spontaneamente, digeriscono naturalmente gli alimenti, svolgono altre funzioni metaboliche, e si trovano in una situazione stabile. Non riescono, pero', ad alimentarsi da soli. Se non vengono loro somministrati artificialmente il cibo e i liquidi muoiono, e la causa della loro morte non e' una malattia o lo 'stato vegetativo', ma unicamente l'inanizione e la disidratazione'.
Proseguendo nella spiegazione, la Nota afferma: 'D'altra parte la somministrazione artificiale di acqua e cibo generalmente non impone un onere pesante ne' al paziente ne' ai parenti. Non comporta costi eccessivi, e' alla portata di qualsiasi sistema sanitario di tipo medio, non richiede di per se' il ricovero, ed e' proporzionata a raggiungere il suo scopo: impedire che il paziente muoia a causa dell'inanizione e della disidratazione. Non e' ne' intende essere una terapia risolutiva, ma una cura ordinaria per la conservazione della vita'.
La nutrizione e l'idratazione artificiali per persone in stato vegetativo permanente non sono trattamenti "naturali", ordinari, ma "trattamenti straordinari, che richiedono un intervento medico, e come tali non possono essere imposti a nessuno". Non nasconde la sua amarezza Mina Welby, moglie di Piergiorgio, morto lo scorso dicembre dopo anni di completa paralisi e di respirazione artificiale, nel commentare l'ultimo intervento della Congregazione della Dottrina della Fede che ribadisce l'obbligatorieta' del nutrimento del paziente, qualsiasi siano le sue condizioni.
"Leggendo il documento - sottolinea la signora Welby - mi viene spontanea una domanda: e se il paziente e' cosciente, sotto alimentazione artificiale, e non la vuole, come si puo' costringere? Mio marito ad esempio me lo disse chiaramente: non voglio arrivare all'alimentazione artificiale, non voglio sondini. Non si puo' costringere una persona a mangiare, ne' se e' cosciente ne' se e' incosciente". Punto centrale del dibattito, la questione se l'alimentazione artificiale sia un intervento "ordinario e proporzionato", come si legge nel documento vaticano, o straordinario. "A gennaio - ha ricordato Mina Welby - la Societa' Italiana Nutrizione e Idratazione artificiale ha preparato un documento, purtroppo mai reso pubblico, in cui c'e' scritto chiaramente che si tratta di trattamenti straordinari, non ordinari, e come tali necessitano del consenso del paziente, perche' non si puo' costringere qualcuno a subire cure di qualsiasi tipo".
"La cosa paradossale e' che ci accusano a noi di essere materialisti e scientisti, mentre quella del Vaticano e' la posizione estrema del materialismo: tutto il potere alla macchina, cui viene attribuito un connotato di naturalita', e idolatria delle tecnologie. Questo e' il dato piu' grave". Cosi' Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, commenta l'intervento della Congregazione della Dottrina della Fede che ribadisce l'obbligatorieta' morale della nutrizione e idratazione artificiale. "In Vaticano - sottolinea Cappato - stanno ribadendo continuamente la stessa linea, cioe' di chiusura totale su tutto il fronte delle scelte di fine vita. La dichiarazione di oggi corrisponde a una visione assolutamente materialista della vita, considerata un fatto puramente biologico nel completo disinteresse di cio' che nella nostra vita vi e' di scelta, di volonta', di speranza, di amore. Per la persona malata, e per chi gli sta accanto". Dire, come fa il documento vaticano, che l'alimentazione artificiale e' un intervento ordinario e naturale e', secondo Cappato, "un imbroglio ideologico, anche perche' di solito chi e' in quelle condizioni non viene solo alimentato, ma anche curato con terapie e farmaci".
Alimentare e idratare artificialmente un paziente in qualsiasi caso, fino alla morte naturale, a prescindere dalla volonta' del paziente stesso o dei parenti?
Secondo Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, non ci si puo' affidare a una regola generale, "che prescinda da una serie di condizioni individuali, dalla volonta' del paziente e dal rapporto tra il medico e i familiari". Commentando la nuova dichiarazione vaticana sull'obbligo di alimentazione e idratazione artificiale anche in caso di stato vegetativo permanente, Milillo sottolinea di "non essere d'accordo. Non si puo' dire che l'alimentazione forzata sia un metodo naturale: le cure sono cure, e come tali possono essere rifiutate". Per quanto possibile, in ogni caso, "va rispettata la volonta' del paziente o di chi ne interpreta i desideri: non tutti possono voler essere alimentati artificialmente per mesi o anni: dipende dalla persona, dai familiari, dal dolore, dai sentimenti, tutte variabili che non possono essere cancellate con una regola valida per tutti". Senza contare, ricorda il segretario dei medici generalisti, che "puo' esserci anche una volonta' lesiva ai danni di una persona in stato vegetativo, fino a casi di acccanimento terapeutico, magari per motivi di eredita' o quant'altro". Non per tutti, insomma, deve secondo Milillo valere lo stesso criterio, perche' "non si deve prescindere dall'individuo".
'Attraverso certe formulazioni come 'dignita' della morte' e 'aiuto a morire', spesso si nascondono atteggiamenti eutanasiaci'. Lo denuncia il vescovo Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che saluta come un contributo alla chiarezza le risposte della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il documento diffuso oggi, infatti, 'si pone sul crinale etico che distingue tra il rispetto della inviolabilita' della vita umana, visione prettamente cristiana, e quello invece dell''aiuto a morire', che il Papa durante il suo recente viaggio in Austria ha definito 'in aumento preoccupante'.
La Chiesa, ricorda il presule, ha parlato di 'proporzionalita'' e 'sproporzionalita'' dei mezzi e di 'carattere ordinario' o 'straordinario' delle terapie, ma queste distinzioni non riguardano 'l'assistenza, cioe' il sostegno vitale e il superamento del dolore'. 'Non sono questi - spiega Sgreccia - interventi diretti a guarire il paziente, perche' il paziente nel caso dello stato vegetativo permanente non sempre guarisce. Si tratta, invece, di assisterlo con le 'cure ordinarie', ovvero quelle cure alle quali qualsiasi uomo ha diritto: il bambino appena nato, noi che siamo adulti, che lavoriamo e abbiamo bisogno di essere nutriti, e anche il morente, che ha il diritto di ricevere queste cure, che sono un diritto di tutti'.
Per mons. Sgreccia, tali cure 'anche se non sempre servono a guarire, servono sempre a lenire la sofferenza e, nel momento della morte, a soffrire di meno. Per questo, c'e' l'obbligo di somministrarle fino alla fine'. Fermo restando che 'se il paziente e' in uno stato tale che somministrando acqua o cibo questo non viene piu' ricevuto cio' non e' piu' da considerare acqua e cibo'.
"Le posizioni espresse oggi dalla Congregazione della Dottrina della Fede sono legittime e vanno rispettate. Quello che va sostenuto, e sempre considerato, e' il principio dell'autodeterminazione del paziente rispetto alle cure ed alle terapie a cui intende o non intende sottoporsi, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione". Lo afferma Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanita' del Senato. "Il nostro compito - continua - e' quello di fare in modo che chi desidera essere assistito con tutti i mezzi tecnologici che la medicina mette a disposizione, possa contare sugli strumenti e le terapie disponibili, anche se si trova in coma irreversibile o in stato vegetativo permanente. Chi ritiene di voler usufruire, sempre e comunque, della nutrizione e dell'idratazione artificiale deve essere certo che ricevera' queste terapie. Ma allo stesso modo - prosegue Marino - chi non desidera ricorrere a mezzi straordinari che prolungano un'inutile agonia e preferisce accettare la fine naturale della vita, deve poterlo fare in piena liberta'. E' evidente che l'alimentazione artificiale puo' essere somministrata solo se il paziente vi acconsente dato che e' necessario introdurre un tubo nello stomaco con un taglio chirurgico per cui e' necessario il consenso informato. Proprio per garantire a tutti il diritto di poter decidere per se stessi, e' necessario approvare anche nel nostro paese la legge sul testamento biologico che e' lo strumento attraverso il quale anche i pazienti non piu' in grado di intendere e di volere, e quindi di esprimersi e di comunicare, possono fare rispettare le proprie volonta'". Sui temi medici eticamente sensibili, sostiene Marino, "vanno distinti i ruoli: la religione ha il compito di formare le coscienze e di dare indirizzi etici; la scienza quello di ampliare le conoscenze al servizio della qualita' della vita dell'uomo e della sua dignita'; i parlamenti devono scrivere le leggi sulla base delle conoscenze e della cultura, che rappresentino il sentire comune della maggioranza dei cittadini".
"No a contrapposizione tra laici e cattolici. Le posizioni sull'eutanasia espresse oggi dalla Congregazione della dottrina della Fede, sono la riprova che e' urgente colmare il vuoto legislativo che c'e' e che bisogna procedere celermente all'approvazione della legge sul testamento biologico". Lo dichiara il deputato dei Verdi, Tommaso Pellegrino, primo firmatario di una proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
"Alleviare le sofferenze del malato- prosegue Pellegrino- e' un'obiettivo comune a cattolici e a laici. E su questo tema, e' sbagliato porre rigide contrapposizioni". Il deputato si dice rispettoso "profondamente di tutte le posizioni, ma- precisa- le imposizioni sono contrarie a qualsiasi principio etico e il codice deontologico dei medici di fatto ribadisce l`estrema considerazione dei pazienti rispetto al trattamento etico".
La laicita' dell'azione legislativa, sottolinea Pellegrino, "e' essenziale per un buongoverno e deve rimanere un valore assoluto in un paese democratico". Dobbiamo, quindi, arrivare "a una legge che non preveda alcun sistema coercitivo, come e' appunto quella sul testamento biologico": un atto di civilta' che, conclude Pellegrino, "tutela i diritti di chi vive in una situazione di irreversibile sofferenza".
"Siamo in piena sintonia con la Congregazione della Dottrina della Fede. La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali, non sono accanimento terapeutico". Lo afferma in una nota Wanda Ciaraldi dell`Udeur, responsabile del dipartimento bioetica del partito.
"Piuttosto si tratta di un modo per assistere il malato e far sì che il passaggio dalla vita alla morte non sia caratterizzato dal dolore. Sono quindi del tutto immotivate - conclude Ciaraldi -le critiche di Cappato che accusa il Vaticano di essere ultramaterialista".
"Spiace che alte autorità di una tra le non ultime religioni siano accecate da un inumano autoritarismo pseudoetico che non riesce mai ad accettare le libertà di coloro che si ritengono cittadini di uno Stato laico e non della teocrazia vaticana". Lo dichiara in una nota il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, responsabile per il 'Sole che Ride' dei diritti civili e vicepresidente della commissione sanità di palazzo Madama, commentando i recenti pronunciamenti del Vaticano sull'eutanasia.
"E' vero - aggiunge - che la dignità della persona va salvaguardata anche nello stato vegetativo e l'alimentazione e l'idratazione possono essere terapie mediche opportune. Nel contempo, voglio ricordarlo con la massima nettezza, dignità significa anche rispetto della volontà della persona. Il testamento biologico, in conformità alla pienezza dell'autonomia di ogni soggetto e alla nostra Costituzione, garantirà che tale dignità sia salvaguardata in entrambi gli aspetti".
"Nel merito significa che se nella dichiarazione anticipata di volontà il paziente rifiuta tali cure, nell'ipotetico stato vegetativo, queste non potranno essere messe in campo. Dopo le numerose audizioni nella commissione sanità del Senato, è ora - conclude il senatore del gruppo Verdi-Pdci - che si voti il ddl attinente la dichiarazione anticipata di volontà".
'Ognuno puo' fare cio' che crede. Per legge un uomo puo' rifiutare l'accanimento terapeutico e puo' anche decidere di smettere di alimentarsi. Morire di fame pero' e' atroce e solo mio marito sa quello che ha sofferto. Avrebbe meritato di morire in modo piu' dignitoso, come Welby, in modo meno doloroso, meno faticoso'. Cosi' Maddalena Soro, la moglie di Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro di Alghero (Sassari), per anni affetto dalla Sclerosi laterale amiotrofica, e morto lo scorso 23 luglio dopo aver smesso di alimentarsi per scioperare contro chi gli aveva impedito di staccare il respiratore artificiale che lo teneva in vita, commenta con l'ADNKRONOS le dichiarazioni della Congregazione della dottrina della fede che afferma: 'la somministrazione di cibo e acqua e' obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalita' propria, cioe' procurare idratazione e nutrimento al paziente evitando le sofferenze e la morte dovute all'indebolimento progressivo dell'organismo".
La moglie di Nuvoli denuncia poi che dal Vaticano 'non e' arrivato nessun tipo di commento quando mio marito ha proclamato lo sciopero della fame'. 'Io sono amareggiata perche' mio marito sia morto di fame - conclude Maddalena Soro - mio marito doveva morire come desiderava lui non come il mondo l'ha obbligato. Nessuno sa quanto ha sofferto quando gli hanno tolto la Peg, che era tutto un'emorragia dalla fame che aveva. Nessuno sa che gli davano la morfina per i crampi della fame. Puo' averlo provato solo lui, non i politici non i religiosi'.
Non sono accettabili le affermazioni della Congregazione per la dottrina della fede del Vaticano, nella nota in risposta ai vescovi Usa, sull'alimentazione e sull'idratazione artificiali. L'etica del medico, in particolare se lavora nel servizio sanitario pubblico, non puo' essere dettata dalla morale religiosa 'obbligatoria' del Vaticano.
Lo sostiene Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, intervenendo sulle indicazioni del Vaticano in materia di cure agli ammalati in casi estremi.
Il medico 'non puo' e non deve essere obbligato alla nutrizione e alla idratazione artificiale - spiega Cozza in una nota - quando c'e' un rifiuto consapevole del paziente, e non solo in casi particolari. Siamo di fronte a trattamenti straordinari e non ordinari, come afferma la Congregazione, per i quali il consenso del paziente e' fondamentale. Il rispetto della vita e della salute va coniugato con il rispetto della liberta' e della dignita' delle persone'. Peraltro 'i medici, secondo il codice deontologico, devono - aggiunge - astenersi dall'ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato o un miglioramento della qualita' della vita.
E porre fine a simili trattamenti, non si puo' e non si deve configurare come eutanasia, cosi' come giustamente riconosciuto nel caso Welby'.
"La nota del Vaticano sulla necessita' delle cure per le persone in stato vegetativo e' un fatto positivo, che conforta la qualita' della vita e rende meno sole le famiglie italiane che vivono con un proprio caro in coma". Cosi' il direttore del Centro studi per la ricerca sul coma e fondatore dell'associazione 'Gli amici di Luca' di Bologna, Fulvio De Nigris, commenta la nota della Congregazione della Dottrina della Fede sugli stati vegetativi, che ritiene non giustificata qualsiasi interruzione delle cure.
Ricordando che "gia' anni fa Papa Woytila si era espresso con grande attenzione e partecipazione su questo tema, invitando a sostenere le strutture che si occupano dei pazienti in coma e in stato vegetativo" De Nigris sottolinea che "oggi, oltre a doverci impegnare nella fase post-acuta con centri di eccellenza, bisogna sempre piu' pensare agli esiti di coma, al rientro al domicilio o al ricovero in strutture dedicate laddove la famiglia non fosse in grado di provvedere". Per rispondere meglio ai bisogni delle persone e delle loro famiglie, oggi a Genova, spiega ancora De Nigris "abbiamo reso operativa la rete "Associazioni riunite per il trauma cranico e le gravi cerebrolesioni acquisite, che raccoglie importanti esperienze italiane come 'Gli amici di Luca' di Bologna, 'Rinascita e Vita' di Genova, 'Genesis' di San Pellegrino Terme nel bergamasco".
'La nota della Congregazione per la dottrina della fede ribadisce un dato naturale e di buon senso: cibo e acqua non costituiscono cure sproporzionate di cui bloccare la somministrazione, ma sono sostegno necessario per vivere, la cui volontaria interruzione corrisponde alla consapevole interruzione di una vita umana'. E' quanto sottolinea il senatore Alfredo Mantovano, componente dell'esecutivo nazionale di An. 'E' sconfortante -rileva- assistere alla stanca ripetizione di attacchi alla Chiesa, funzionali alla ripresa dei lavori in Parlamento, durante i quali ci si tornera' a dividere sulla dichiarazione anticipata di trattamento e sul testamento biologico'.
'E se il presidente Marino -continua- mettesse da parte questa disputa ideologica, che finora ha contribuito a mantenere, e avviasse invece una riflessione seria e concreta sulla presa in carico del paziente affetto da gravi patologie? On. Cappato, e' 'ultramaterialista' proporre qualcosa del genere, per dare aiuto vero agli ammalati e alle loro famiglie?'.
'Accogliamo con grande favore le parole della Congregazione della dottrina della fede. Fa bene il Vaticano ad affermare e ribadire l'importanza del principio dell'intangibilita' della vita. Anche noi siamo convinti che qualunque esistenza, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino in fondo'. Lo afferma Isabella Bertolini di Forza Italia.
'Il pronunciamento ufficiale del Vaticano sull'idratazione e l'alimentazione del paziente in stato vegetativo implica anche l'accantonamento, in Parlamento, di qualunque legge sul Testamento Biologico - osserva la Bertolini - non credo infatti che i cattolici moderati della maggioranza, decisivi al Senato, vorranno continuare ad assecondare l'iter parlamentare di provvedimenti legislativi che vanno in direzione assolutamente contraria alle affermazioni della Chiesa cattolica. Ci batteremo in Parlamento perche' questa legge venga affossata e perche' la deriva laicista e relativista, che soffia potente sul nostro Paese da quando ci sono Prodi e compagni al Governo, possa essere definitivamente sconfitta'.
"Condivido le osservazioni del Vaticano in quanto l'impegno di tutte le istituzioni e di quanti si occupano a vario titolo dei malati terminali e in stato vegetativo deve sempre essere teso a preservarne la vita rendendola, grazie al ricorso a terapie antidolore e a cure palliative, la migliore possibile". Lo dice Domenico Di Virgilio, responsabile nazionale Sanita' di Forza Italia commentando il documento diffuso dalla Congregazione per la dottrina della fede.
"Interrompere la idratazione e la nutrizione artificiale- dice Di Virgilio- non ha nulla a che fare con il principio dell'autodeterminazione delle cure cui il malato vuole o non vuole essere sottoposto, sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione, bensi' equivale a sottoporre il malato a sofferenze atroci, come affermato anche dal Comitato nazionale per la bioetica.".
"Il Partito democratico sembra sempre timoroso di esporsi sui temi decisivi, quelli che contano: bioetica, diritti civili, questioni della vita e della morte degli individui. Oggi papa Ratzinger, con il suo no fermo all'eutanasia attiva, ha interrogato le coscienze di chi fa politica. Quando il Pd, a partire dai candidati alla segreteria nazionale, comincerà a dare risposte che non siano ambigue?": lo afferma Mario Adinolfi, blogger candidato alle primarie del 14 ottobre.
In un comunicato Adinolfi annuncia che, a partire dall'incontro che terrà domani a Milano, incentrerà la sua campagna elettorale sui temi "sensibili": "Sulla eutanasia io la penso come Ratzinger e dico che il mio Pd non approverebbe una legge sull'eutanasia attiva. Allo stesso tempo però mi preoccupa l'atteggiamento papale che calca il valore delle 'vie artificiali' di nutrizione dei malati terminali in stato vegetativo e mi viene da chiedere se non stia portando la dottrina cattolica indietro, dopo che questa aveva preso posizioni chiare contro l'accanimento terapeutico".
"Il cardinale Carlo Maria Martini aveva avanzato in un ormai celebre articolo, pubblicato del 'Sole 24 Ore' nelle ore più tragiche e controverse del caso Welby, l'ipotesi di ampliare quel concetto", prosegue Adinolfi. "Mi sento vicino alla sensibilità dell'arcivescovo di Milano e domani proprio a Milano daremo il via alla seconda fase della nostra campagna, che dopo la questione generazionale, ora sarà tutta dedicata ai temi della bioetica e dei diritti. Temi che riteniamo fondamentali e su cui il Pd che sarà di Veltroni non può rifugiarsi nel non detto. Il sindaco di Roma ha come sostenitori sia Paola Binetti che Paola Concia. Hanno in comune il nome, ma la pensano in maniera diametralmente opposta su bioetica e diritti. Lui, con quale Paola sta? E' importante saperlo, per uscire dalla confusione e capire quale Pd ha in mente".
La posizione della Chiesa e' certamente legittima come lo e' per chi crede ma non lo e' per tutti, per chi non crede o segue altre religioni: ed uno Stato laico che fa leggi deve farle per tutti e non per una parte.
A parlare e' il farmacologo di fama mondiale Silvio Garattini per il quale "quel che conta e che va rispettato e' la volonta' del singolo individuo: se decide che non sia prolungato nel tempo il suo stato vegetativo, ha tutto il diritto di esser ascoltato".
Anche il malato terminale, chi e' colpito ed aggredito da un tumore incurabile che non lascia scampo, "va ascoltato ed il suo volere qualora sia genuino e veriterio - aggiunge Garattini - va esaudito se chiede di esser aiutato: quel che conta e' il volere di ciascun individuo che ha il diritto - conclude Garattini - di essere ascoltato".
Il ministro della Salute Livia Turco non ha voluto commentare cio' che oggi il Vaticano ha detto a proposito della sommistrazione di acqua e cibo anche per via artificiale a persone in stato vegetativo che secondo la Santa Sede e' dovuto. Il Ministro, a margine della sua visita al Centro diagnostico di Milano questa sera, ha semplicemente detto: "non e' che il ministro puo' commentare tutto cio' che il Vaticano dice. Siamo uno Stato laico, c'e' divisione di compiti e di responsabilita'.
'I pazienti in 'stato vegetativo' respirano spontaneamente, digeriscono naturalmente gli alimenti, svolgono altre funzioni metaboliche, e si trovano in una situazione stabile. Non riescono, pero', ad alimentarsi da soli. Se non vengono loro somministrati artificialmente il cibo e i liquidi muoiono, e la causa della loro morte non e' una malattia o lo 'stato vegetativo', ma unicamente l'inanizione e la disidratazione'.
Proseguendo nella spiegazione, la Nota afferma: 'D'altra parte la somministrazione artificiale di acqua e cibo generalmente non impone un onere pesante ne' al paziente ne' ai parenti. Non comporta costi eccessivi, e' alla portata di qualsiasi sistema sanitario di tipo medio, non richiede di per se' il ricovero, ed e' proporzionata a raggiungere il suo scopo: impedire che il paziente muoia a causa dell'inanizione e della disidratazione. Non e' ne' intende essere una terapia risolutiva, ma una cura ordinaria per la conservazione della vita'.
La nutrizione e l'idratazione artificiali per persone in stato vegetativo permanente non sono trattamenti "naturali", ordinari, ma "trattamenti straordinari, che richiedono un intervento medico, e come tali non possono essere imposti a nessuno". Non nasconde la sua amarezza Mina Welby, moglie di Piergiorgio, morto lo scorso dicembre dopo anni di completa paralisi e di respirazione artificiale, nel commentare l'ultimo intervento della Congregazione della Dottrina della Fede che ribadisce l'obbligatorieta' del nutrimento del paziente, qualsiasi siano le sue condizioni.
"Leggendo il documento - sottolinea la signora Welby - mi viene spontanea una domanda: e se il paziente e' cosciente, sotto alimentazione artificiale, e non la vuole, come si puo' costringere? Mio marito ad esempio me lo disse chiaramente: non voglio arrivare all'alimentazione artificiale, non voglio sondini. Non si puo' costringere una persona a mangiare, ne' se e' cosciente ne' se e' incosciente". Punto centrale del dibattito, la questione se l'alimentazione artificiale sia un intervento "ordinario e proporzionato", come si legge nel documento vaticano, o straordinario. "A gennaio - ha ricordato Mina Welby - la Societa' Italiana Nutrizione e Idratazione artificiale ha preparato un documento, purtroppo mai reso pubblico, in cui c'e' scritto chiaramente che si tratta di trattamenti straordinari, non ordinari, e come tali necessitano del consenso del paziente, perche' non si puo' costringere qualcuno a subire cure di qualsiasi tipo".
"La cosa paradossale e' che ci accusano a noi di essere materialisti e scientisti, mentre quella del Vaticano e' la posizione estrema del materialismo: tutto il potere alla macchina, cui viene attribuito un connotato di naturalita', e idolatria delle tecnologie. Questo e' il dato piu' grave". Cosi' Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, commenta l'intervento della Congregazione della Dottrina della Fede che ribadisce l'obbligatorieta' morale della nutrizione e idratazione artificiale. "In Vaticano - sottolinea Cappato - stanno ribadendo continuamente la stessa linea, cioe' di chiusura totale su tutto il fronte delle scelte di fine vita. La dichiarazione di oggi corrisponde a una visione assolutamente materialista della vita, considerata un fatto puramente biologico nel completo disinteresse di cio' che nella nostra vita vi e' di scelta, di volonta', di speranza, di amore. Per la persona malata, e per chi gli sta accanto". Dire, come fa il documento vaticano, che l'alimentazione artificiale e' un intervento ordinario e naturale e', secondo Cappato, "un imbroglio ideologico, anche perche' di solito chi e' in quelle condizioni non viene solo alimentato, ma anche curato con terapie e farmaci".
Alimentare e idratare artificialmente un paziente in qualsiasi caso, fino alla morte naturale, a prescindere dalla volonta' del paziente stesso o dei parenti?
Secondo Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, la federazione dei medici di famiglia, non ci si puo' affidare a una regola generale, "che prescinda da una serie di condizioni individuali, dalla volonta' del paziente e dal rapporto tra il medico e i familiari". Commentando la nuova dichiarazione vaticana sull'obbligo di alimentazione e idratazione artificiale anche in caso di stato vegetativo permanente, Milillo sottolinea di "non essere d'accordo. Non si puo' dire che l'alimentazione forzata sia un metodo naturale: le cure sono cure, e come tali possono essere rifiutate". Per quanto possibile, in ogni caso, "va rispettata la volonta' del paziente o di chi ne interpreta i desideri: non tutti possono voler essere alimentati artificialmente per mesi o anni: dipende dalla persona, dai familiari, dal dolore, dai sentimenti, tutte variabili che non possono essere cancellate con una regola valida per tutti". Senza contare, ricorda il segretario dei medici generalisti, che "puo' esserci anche una volonta' lesiva ai danni di una persona in stato vegetativo, fino a casi di acccanimento terapeutico, magari per motivi di eredita' o quant'altro". Non per tutti, insomma, deve secondo Milillo valere lo stesso criterio, perche' "non si deve prescindere dall'individuo".
'Attraverso certe formulazioni come 'dignita' della morte' e 'aiuto a morire', spesso si nascondono atteggiamenti eutanasiaci'. Lo denuncia il vescovo Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che saluta come un contributo alla chiarezza le risposte della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il documento diffuso oggi, infatti, 'si pone sul crinale etico che distingue tra il rispetto della inviolabilita' della vita umana, visione prettamente cristiana, e quello invece dell''aiuto a morire', che il Papa durante il suo recente viaggio in Austria ha definito 'in aumento preoccupante'.
La Chiesa, ricorda il presule, ha parlato di 'proporzionalita'' e 'sproporzionalita'' dei mezzi e di 'carattere ordinario' o 'straordinario' delle terapie, ma queste distinzioni non riguardano 'l'assistenza, cioe' il sostegno vitale e il superamento del dolore'. 'Non sono questi - spiega Sgreccia - interventi diretti a guarire il paziente, perche' il paziente nel caso dello stato vegetativo permanente non sempre guarisce. Si tratta, invece, di assisterlo con le 'cure ordinarie', ovvero quelle cure alle quali qualsiasi uomo ha diritto: il bambino appena nato, noi che siamo adulti, che lavoriamo e abbiamo bisogno di essere nutriti, e anche il morente, che ha il diritto di ricevere queste cure, che sono un diritto di tutti'.
Per mons. Sgreccia, tali cure 'anche se non sempre servono a guarire, servono sempre a lenire la sofferenza e, nel momento della morte, a soffrire di meno. Per questo, c'e' l'obbligo di somministrarle fino alla fine'. Fermo restando che 'se il paziente e' in uno stato tale che somministrando acqua o cibo questo non viene piu' ricevuto cio' non e' piu' da considerare acqua e cibo'.
"Le posizioni espresse oggi dalla Congregazione della Dottrina della Fede sono legittime e vanno rispettate. Quello che va sostenuto, e sempre considerato, e' il principio dell'autodeterminazione del paziente rispetto alle cure ed alle terapie a cui intende o non intende sottoporsi, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione". Lo afferma Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanita' del Senato. "Il nostro compito - continua - e' quello di fare in modo che chi desidera essere assistito con tutti i mezzi tecnologici che la medicina mette a disposizione, possa contare sugli strumenti e le terapie disponibili, anche se si trova in coma irreversibile o in stato vegetativo permanente. Chi ritiene di voler usufruire, sempre e comunque, della nutrizione e dell'idratazione artificiale deve essere certo che ricevera' queste terapie. Ma allo stesso modo - prosegue Marino - chi non desidera ricorrere a mezzi straordinari che prolungano un'inutile agonia e preferisce accettare la fine naturale della vita, deve poterlo fare in piena liberta'. E' evidente che l'alimentazione artificiale puo' essere somministrata solo se il paziente vi acconsente dato che e' necessario introdurre un tubo nello stomaco con un taglio chirurgico per cui e' necessario il consenso informato. Proprio per garantire a tutti il diritto di poter decidere per se stessi, e' necessario approvare anche nel nostro paese la legge sul testamento biologico che e' lo strumento attraverso il quale anche i pazienti non piu' in grado di intendere e di volere, e quindi di esprimersi e di comunicare, possono fare rispettare le proprie volonta'". Sui temi medici eticamente sensibili, sostiene Marino, "vanno distinti i ruoli: la religione ha il compito di formare le coscienze e di dare indirizzi etici; la scienza quello di ampliare le conoscenze al servizio della qualita' della vita dell'uomo e della sua dignita'; i parlamenti devono scrivere le leggi sulla base delle conoscenze e della cultura, che rappresentino il sentire comune della maggioranza dei cittadini".
"No a contrapposizione tra laici e cattolici. Le posizioni sull'eutanasia espresse oggi dalla Congregazione della dottrina della Fede, sono la riprova che e' urgente colmare il vuoto legislativo che c'e' e che bisogna procedere celermente all'approvazione della legge sul testamento biologico". Lo dichiara il deputato dei Verdi, Tommaso Pellegrino, primo firmatario di una proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
"Alleviare le sofferenze del malato- prosegue Pellegrino- e' un'obiettivo comune a cattolici e a laici. E su questo tema, e' sbagliato porre rigide contrapposizioni". Il deputato si dice rispettoso "profondamente di tutte le posizioni, ma- precisa- le imposizioni sono contrarie a qualsiasi principio etico e il codice deontologico dei medici di fatto ribadisce l`estrema considerazione dei pazienti rispetto al trattamento etico".
La laicita' dell'azione legislativa, sottolinea Pellegrino, "e' essenziale per un buongoverno e deve rimanere un valore assoluto in un paese democratico". Dobbiamo, quindi, arrivare "a una legge che non preveda alcun sistema coercitivo, come e' appunto quella sul testamento biologico": un atto di civilta' che, conclude Pellegrino, "tutela i diritti di chi vive in una situazione di irreversibile sofferenza".
"Siamo in piena sintonia con la Congregazione della Dottrina della Fede. La somministrazione di cibo e acqua, anche per vie artificiali, non sono accanimento terapeutico". Lo afferma in una nota Wanda Ciaraldi dell`Udeur, responsabile del dipartimento bioetica del partito.
"Piuttosto si tratta di un modo per assistere il malato e far sì che il passaggio dalla vita alla morte non sia caratterizzato dal dolore. Sono quindi del tutto immotivate - conclude Ciaraldi -le critiche di Cappato che accusa il Vaticano di essere ultramaterialista".
"Spiace che alte autorità di una tra le non ultime religioni siano accecate da un inumano autoritarismo pseudoetico che non riesce mai ad accettare le libertà di coloro che si ritengono cittadini di uno Stato laico e non della teocrazia vaticana". Lo dichiara in una nota il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri, responsabile per il 'Sole che Ride' dei diritti civili e vicepresidente della commissione sanità di palazzo Madama, commentando i recenti pronunciamenti del Vaticano sull'eutanasia.
"E' vero - aggiunge - che la dignità della persona va salvaguardata anche nello stato vegetativo e l'alimentazione e l'idratazione possono essere terapie mediche opportune. Nel contempo, voglio ricordarlo con la massima nettezza, dignità significa anche rispetto della volontà della persona. Il testamento biologico, in conformità alla pienezza dell'autonomia di ogni soggetto e alla nostra Costituzione, garantirà che tale dignità sia salvaguardata in entrambi gli aspetti".
"Nel merito significa che se nella dichiarazione anticipata di volontà il paziente rifiuta tali cure, nell'ipotetico stato vegetativo, queste non potranno essere messe in campo. Dopo le numerose audizioni nella commissione sanità del Senato, è ora - conclude il senatore del gruppo Verdi-Pdci - che si voti il ddl attinente la dichiarazione anticipata di volontà".
'Ognuno puo' fare cio' che crede. Per legge un uomo puo' rifiutare l'accanimento terapeutico e puo' anche decidere di smettere di alimentarsi. Morire di fame pero' e' atroce e solo mio marito sa quello che ha sofferto. Avrebbe meritato di morire in modo piu' dignitoso, come Welby, in modo meno doloroso, meno faticoso'. Cosi' Maddalena Soro, la moglie di Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro di Alghero (Sassari), per anni affetto dalla Sclerosi laterale amiotrofica, e morto lo scorso 23 luglio dopo aver smesso di alimentarsi per scioperare contro chi gli aveva impedito di staccare il respiratore artificiale che lo teneva in vita, commenta con l'ADNKRONOS le dichiarazioni della Congregazione della dottrina della fede che afferma: 'la somministrazione di cibo e acqua e' obbligatoria, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la sua finalita' propria, cioe' procurare idratazione e nutrimento al paziente evitando le sofferenze e la morte dovute all'indebolimento progressivo dell'organismo".
La moglie di Nuvoli denuncia poi che dal Vaticano 'non e' arrivato nessun tipo di commento quando mio marito ha proclamato lo sciopero della fame'. 'Io sono amareggiata perche' mio marito sia morto di fame - conclude Maddalena Soro - mio marito doveva morire come desiderava lui non come il mondo l'ha obbligato. Nessuno sa quanto ha sofferto quando gli hanno tolto la Peg, che era tutto un'emorragia dalla fame che aveva. Nessuno sa che gli davano la morfina per i crampi della fame. Puo' averlo provato solo lui, non i politici non i religiosi'.
Non sono accettabili le affermazioni della Congregazione per la dottrina della fede del Vaticano, nella nota in risposta ai vescovi Usa, sull'alimentazione e sull'idratazione artificiali. L'etica del medico, in particolare se lavora nel servizio sanitario pubblico, non puo' essere dettata dalla morale religiosa 'obbligatoria' del Vaticano.
Lo sostiene Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, intervenendo sulle indicazioni del Vaticano in materia di cure agli ammalati in casi estremi.
Il medico 'non puo' e non deve essere obbligato alla nutrizione e alla idratazione artificiale - spiega Cozza in una nota - quando c'e' un rifiuto consapevole del paziente, e non solo in casi particolari. Siamo di fronte a trattamenti straordinari e non ordinari, come afferma la Congregazione, per i quali il consenso del paziente e' fondamentale. Il rispetto della vita e della salute va coniugato con il rispetto della liberta' e della dignita' delle persone'. Peraltro 'i medici, secondo il codice deontologico, devono - aggiunge - astenersi dall'ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato o un miglioramento della qualita' della vita.
E porre fine a simili trattamenti, non si puo' e non si deve configurare come eutanasia, cosi' come giustamente riconosciuto nel caso Welby'.
"La nota del Vaticano sulla necessita' delle cure per le persone in stato vegetativo e' un fatto positivo, che conforta la qualita' della vita e rende meno sole le famiglie italiane che vivono con un proprio caro in coma". Cosi' il direttore del Centro studi per la ricerca sul coma e fondatore dell'associazione 'Gli amici di Luca' di Bologna, Fulvio De Nigris, commenta la nota della Congregazione della Dottrina della Fede sugli stati vegetativi, che ritiene non giustificata qualsiasi interruzione delle cure.
Ricordando che "gia' anni fa Papa Woytila si era espresso con grande attenzione e partecipazione su questo tema, invitando a sostenere le strutture che si occupano dei pazienti in coma e in stato vegetativo" De Nigris sottolinea che "oggi, oltre a doverci impegnare nella fase post-acuta con centri di eccellenza, bisogna sempre piu' pensare agli esiti di coma, al rientro al domicilio o al ricovero in strutture dedicate laddove la famiglia non fosse in grado di provvedere". Per rispondere meglio ai bisogni delle persone e delle loro famiglie, oggi a Genova, spiega ancora De Nigris "abbiamo reso operativa la rete "Associazioni riunite per il trauma cranico e le gravi cerebrolesioni acquisite, che raccoglie importanti esperienze italiane come 'Gli amici di Luca' di Bologna, 'Rinascita e Vita' di Genova, 'Genesis' di San Pellegrino Terme nel bergamasco".
'La nota della Congregazione per la dottrina della fede ribadisce un dato naturale e di buon senso: cibo e acqua non costituiscono cure sproporzionate di cui bloccare la somministrazione, ma sono sostegno necessario per vivere, la cui volontaria interruzione corrisponde alla consapevole interruzione di una vita umana'. E' quanto sottolinea il senatore Alfredo Mantovano, componente dell'esecutivo nazionale di An. 'E' sconfortante -rileva- assistere alla stanca ripetizione di attacchi alla Chiesa, funzionali alla ripresa dei lavori in Parlamento, durante i quali ci si tornera' a dividere sulla dichiarazione anticipata di trattamento e sul testamento biologico'.
'E se il presidente Marino -continua- mettesse da parte questa disputa ideologica, che finora ha contribuito a mantenere, e avviasse invece una riflessione seria e concreta sulla presa in carico del paziente affetto da gravi patologie? On. Cappato, e' 'ultramaterialista' proporre qualcosa del genere, per dare aiuto vero agli ammalati e alle loro famiglie?'.
'Accogliamo con grande favore le parole della Congregazione della dottrina della fede. Fa bene il Vaticano ad affermare e ribadire l'importanza del principio dell'intangibilita' della vita. Anche noi siamo convinti che qualunque esistenza, anche la piu' sfortunata, debba essere vissuta fino in fondo'. Lo afferma Isabella Bertolini di Forza Italia.
'Il pronunciamento ufficiale del Vaticano sull'idratazione e l'alimentazione del paziente in stato vegetativo implica anche l'accantonamento, in Parlamento, di qualunque legge sul Testamento Biologico - osserva la Bertolini - non credo infatti che i cattolici moderati della maggioranza, decisivi al Senato, vorranno continuare ad assecondare l'iter parlamentare di provvedimenti legislativi che vanno in direzione assolutamente contraria alle affermazioni della Chiesa cattolica. Ci batteremo in Parlamento perche' questa legge venga affossata e perche' la deriva laicista e relativista, che soffia potente sul nostro Paese da quando ci sono Prodi e compagni al Governo, possa essere definitivamente sconfitta'.
"Condivido le osservazioni del Vaticano in quanto l'impegno di tutte le istituzioni e di quanti si occupano a vario titolo dei malati terminali e in stato vegetativo deve sempre essere teso a preservarne la vita rendendola, grazie al ricorso a terapie antidolore e a cure palliative, la migliore possibile". Lo dice Domenico Di Virgilio, responsabile nazionale Sanita' di Forza Italia commentando il documento diffuso dalla Congregazione per la dottrina della fede.
"Interrompere la idratazione e la nutrizione artificiale- dice Di Virgilio- non ha nulla a che fare con il principio dell'autodeterminazione delle cure cui il malato vuole o non vuole essere sottoposto, sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione, bensi' equivale a sottoporre il malato a sofferenze atroci, come affermato anche dal Comitato nazionale per la bioetica.".
"Il Partito democratico sembra sempre timoroso di esporsi sui temi decisivi, quelli che contano: bioetica, diritti civili, questioni della vita e della morte degli individui. Oggi papa Ratzinger, con il suo no fermo all'eutanasia attiva, ha interrogato le coscienze di chi fa politica. Quando il Pd, a partire dai candidati alla segreteria nazionale, comincerà a dare risposte che non siano ambigue?": lo afferma Mario Adinolfi, blogger candidato alle primarie del 14 ottobre.
In un comunicato Adinolfi annuncia che, a partire dall'incontro che terrà domani a Milano, incentrerà la sua campagna elettorale sui temi "sensibili": "Sulla eutanasia io la penso come Ratzinger e dico che il mio Pd non approverebbe una legge sull'eutanasia attiva. Allo stesso tempo però mi preoccupa l'atteggiamento papale che calca il valore delle 'vie artificiali' di nutrizione dei malati terminali in stato vegetativo e mi viene da chiedere se non stia portando la dottrina cattolica indietro, dopo che questa aveva preso posizioni chiare contro l'accanimento terapeutico".
"Il cardinale Carlo Maria Martini aveva avanzato in un ormai celebre articolo, pubblicato del 'Sole 24 Ore' nelle ore più tragiche e controverse del caso Welby, l'ipotesi di ampliare quel concetto", prosegue Adinolfi. "Mi sento vicino alla sensibilità dell'arcivescovo di Milano e domani proprio a Milano daremo il via alla seconda fase della nostra campagna, che dopo la questione generazionale, ora sarà tutta dedicata ai temi della bioetica e dei diritti. Temi che riteniamo fondamentali e su cui il Pd che sarà di Veltroni non può rifugiarsi nel non detto. Il sindaco di Roma ha come sostenitori sia Paola Binetti che Paola Concia. Hanno in comune il nome, ma la pensano in maniera diametralmente opposta su bioetica e diritti. Lui, con quale Paola sta? E' importante saperlo, per uscire dalla confusione e capire quale Pd ha in mente".
La posizione della Chiesa e' certamente legittima come lo e' per chi crede ma non lo e' per tutti, per chi non crede o segue altre religioni: ed uno Stato laico che fa leggi deve farle per tutti e non per una parte.
A parlare e' il farmacologo di fama mondiale Silvio Garattini per il quale "quel che conta e che va rispettato e' la volonta' del singolo individuo: se decide che non sia prolungato nel tempo il suo stato vegetativo, ha tutto il diritto di esser ascoltato".
Anche il malato terminale, chi e' colpito ed aggredito da un tumore incurabile che non lascia scampo, "va ascoltato ed il suo volere qualora sia genuino e veriterio - aggiunge Garattini - va esaudito se chiede di esser aiutato: quel che conta e' il volere di ciascun individuo che ha il diritto - conclude Garattini - di essere ascoltato".
Il ministro della Salute Livia Turco non ha voluto commentare cio' che oggi il Vaticano ha detto a proposito della sommistrazione di acqua e cibo anche per via artificiale a persone in stato vegetativo che secondo la Santa Sede e' dovuto. Il Ministro, a margine della sua visita al Centro diagnostico di Milano questa sera, ha semplicemente detto: "non e' che il ministro puo' commentare tutto cio' che il Vaticano dice. Siamo uno Stato laico, c'e' divisione di compiti e di responsabilita'.
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