Mercoledì 29 luglio 2026
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Inflazione: il milionario del 2002 oggi ha meno di 400mila euro di potere d'acquisto

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Chi nel gennaio 2002 avesse vinto un milione di euro a un quiz televisivo o a una lotteria, oggi — pur tenendo quella somma intatta sul conto — non sarebbe più milionario in termini reali. È quanto emerge da un'analisi di Vanguard, ripresa da FocusRisparmio, che quantifica con precisione l'effetto silenzioso dell'inflazione sul patrimonio di chi non ha investito i propri risparmi.

 

Stando allo studio, al 31 dicembre 2025 quel milione di euro avrebbe un potere d'acquisto reale pari a soli 391.737,95 euro. In altre parole, a fronte di una cifra nominalmente invariata, ciò che si può effettivamente comprare con quel denaro si è ridotto di oltre il 60% nel corso di circa un ventennio. Per conservare lo stesso potere d'acquisto del 2002, oggi sarebbe necessario disporre di 1.608.262,05 euro.

 

L'analisi mette in evidenza la distinzione — spesso trascurata dai risparmiatori — tra ricchezza nominale e ricchezza reale: la prima indica semplicemente la quantità di denaro posseduta, la seconda misura ciò che quel denaro consente concretamente di acquistare. È proprio questa differenza che l'inflazione cumulata negli ultimi ventitré anni ha reso devastante per chi ha lasciato i capitali fermi.

 

Lo studio mette poi a confronto diversi scenari di impiego di quella somma originaria. Il più prudente — tenere il milione di euro su un conto remunerato al tasso Euribor — avrebbe portato il capitale a 1.654.042,48 euro alla fine del 2025: un risultato solo leggermente superiore alla soglia minima necessaria per preservare il potere d'acquisto reale e, come sottolinea lo studio, un confronto già "generoso", dato che i conti deposito ordinari offrono in genere tassi inferiori e talvolta prevedono commissioni.

 

Lo scenario opposto — investire quel milione il 31 gennaio 2002 in un indice azionario diversificato a livello globale come il FTSE All-World — avrebbe invece portato il patrimonio a 5.158.457,02 euro al netto dell'inflazione entro la fine del 2025, mostrando come, su orizzonti temporali lunghi, gli investimenti diversificati abbiano storicamente offerto possibilità concrete non solo di preservare ma di accrescere il valore reale del capitale.

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