Venerdì 6 novembre 2026
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Inflazione a +4,5% nei Paesi Ocse

MONDO
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L’inflazione su base annua nell’OCSE, misurata dall’Indice dei prezzi al consumo (IPC), è salita al 4,5% nel settembre 2026, in aumento rispetto al 4,3% di agosto. I prezzi dell’energia hanno determinato in larga misura l’accelerazione dell’inflazione nell’OCSE, con l’inflazione dei prezzi dell’energia su base annua che è cresciuta bruscamente al 17,4% a settembre, in aumento rispetto al 13,6% di agosto.

L’inflazione dei prezzi dell’energia è aumentata in 31 dei 37 paesi dell’OCSE per i quali sono disponibili dati, è diminuita in 4 ed è rimasta stabile o sostanzialmente stabile in 2. Per contro, l’inflazione alimentare nell’OCSE ha registrato un leggero calo, diminuendo di 0,2 punti percentuali (p.p.), mentre l’inflazione di fondo (inflazione al netto di alimentari ed energia) è rimasta sostanzialmente stabile al 3,7%.

I prezzi medi nell’OCSE erano superiori di oltre il 40% rispetto ai livelli del dicembre 2019, prima dell’inizio della pandemia di COVID-19. In media, i prezzi dei generi alimentari sono superiori di quasi il 50% rispetto a prima della pandemia, mentre i prezzi dell’energia sono superiori di quasi il 70%. Nel G7, l’inflazione complessiva su base annua è salita al 3,5% a settembre, in aumento rispetto al 3,1% di agosto.

L’inflazione complessiva è aumentata in tutti i paesi del G7 tranne che in Canada, dove è rimasta sostanzialmente stabile poiché un calo di quasi 1 p.p. dell’inflazione alimentare ha ampiamente compensato l’aumento di 3,6 p.p. dell’inflazione energetica. L’aumento dei prezzi dell’energia ha rappresentato circa la metà o più dell’incremento dell’inflazione complessiva tra agosto e settembre in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Per contro, in Giappone l’inflazione complessiva è aumentata principalmente a causa dell’incremento dell’inflazione di fondo di 0,5 p.p., che ha raggiunto il 2,2%.

 

L’inflazione energetica in Giappone è rimasta negativa grazie ai sussidi governativi e ai tagli fiscali temporanei, mentre l’inflazione alimentare è scesa al 2,8%, il livello più basso dal gennaio 2022. Nell’area dell’euro, l’inflazione complessiva su base annua, misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), è aumentata marcatamente al 3,8% a settembre, dopo il 3,2% di agosto, poiché l’inflazione energetica è cresciuta bruscamente di 4,6 punti percentuali, attestandosi al 18,9%, mentre l’inflazione alimentare è aumentata solo di 0,2 punti percentuali e l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile. La stima preliminare di Eurostat per ottobre 2026 indica un ulteriore aumento dell’inflazione complessiva su base annua nell’area dell’euro, al 4,0%. Si stima che l’inflazione energetica sia ulteriormente aumentata, raggiungendo il 20,8%, mentre l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile al 2,6%. Nel G20, l’inflazione complessiva su base annua è salita al 4,3% a settembre, in aumento rispetto al 4,1% di agosto. L’inflazione complessiva è aumentata di 0,6 punti percentuali in India, raggiungendo il 5,6%, il livello più alto dall’agosto 2023. È aumentata anche in Brasile e in Sudafrica, mentre è rimasta sostanzialmente stabile in Argentina, Cina, Indonesia e Arabia Saudita.

 

(Gea - Green Economy Agency)

 

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