Giovedì 6 agosto 2026
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Influencer ucciso in diretta: il fenomeno dei "narco influencer"

AMERICHE - MESSICO
Notizia ·

L'assassinio di César Gastélum, creator messicano con oltre 700.000 follower su TikTok, ha riportato al centro del dibattito pubblico il fenomeno dei cosiddetti narco influencer: persone che sui social media glorificano la vita dei cartelli della droga, ostentando lusso, armi e denaro facile. Come riporta l'International Business Times UK, Gastélum è stato ucciso martedì sera a Culiacán, nello Stato di Sinaloa, mentre era in diretta streaming con due amici davanti a un fast food nel quartiere Tres Ríos. Due uomini in motocicletta si sono avvicinati con calma e uno di loro ha aperto il fuoco contro di lui a distanza ravvicinata.

 

Al momento dell'omicidio, Gastélum e i suoi amici erano vestiti da fattorini per le consegne, nell'ambito di una challenge sui social. Il livestream è stato interrotto e in seguito rimosso dalla piattaforma, ma le immagini dell'attacco hanno continuato a circolare in rete.

 

L'omicidio è avvenuto a circa 400 metri dalla sede della Procura dello Stato di Sinaloa.

Va precisato che Gastélum non era necessariamente un narco influencer nel senso stretto del termine: i suoi contenuti spaziavano tra video comici, tendenze culinarie e scorci di vita quotidiana. Era particolarmente noto per i suoi sketch umoristici e aveva accumulato oltre 24 milioni di "mi piace" su TikTok. Tuttavia, le autorità federali messicane stanno indagando su un possibile collegamento tra la sua morte e alcune pubblicazioni sui social in cui avrebbe fatto riferimento a una fazione di un gruppo criminale — secondo quanto dichiarato dal Gabinetto di Sicurezza del governo federale.

 

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha affrontato il caso in conferenza stampa, dichiarando che le indagini punteranno a identificare sia gli esecutori materiali sia eventuali mandanti, e che dovrà essere chiarita la ragione di questo tragico omicidio. La polizia locale ha confermato il decesso e le autorità stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

 

Il caso di Gastélum non è isolato. Secondo media locali, nella sola Sinaloa si contano ormai circa una decina di influencer uccisi negli ultimi anni, alcuni dei quali sospettati di avere legami con organizzazioni criminali. Nel maggio 2025, la beauty influencer Valeria Márquez era stata assassinata durante una diretta TikTok nel suo salone di bellezza a Zapopan, in Jalisco. Per quell'omicidio, a luglio le autorità hanno annunciato l'arresto di Ramón Ángel Álvarez Ayala, identificato come capo di una cellula criminale collegata al Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG). In gennaio 2026, l'influencer Nicole Pardo era stata rapita davanti a un centro commerciale sempre a Culiacán, per poi essere ritrovata e liberata.

 

Sullo sfondo di questi episodi c'è la guerra intestina che da oltre due anni insanguina lo Stato di Sinaloa tra le due principali fazioni del Cartello di Sinaloa: i "Mayos", fedeli a Ismael "Mayo" Zambada, e i "Chapitos", legati ai figli di Joaquín "El Chapo" Guzmán. Entrambi i capifazione stanno scontando condanne a vita negli Stati Uniti. Questa lotta per il controllo del territorio ha lasciato migliaia di morti e dispersi.

 

Il fenomeno dei narco influencer si inserisce in una strategia più ampia con cui i cartelli utilizzano le piattaforme digitali — YouTube, TikTok, Instagram — non solo per fare propaganda e glorificare il proprio stile di vita agli occhi delle generazioni più giovani, ma anche come strumento di reclutamento e, secondo alcune analisi, per riciclare denaro attraverso i proventi pubblicitari dei creator. Le piattaforme faticano a contenere questo tipo di contenuti: TikTok ha dichiarato in passato il proprio impegno a rimuovere account e contenuti che promuovono attività illegali, ma il fenomeno continua a proliferare.

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