I cartelli uccidono gli influencer: decine di morti in due anni

In Messico è in corso una violenta ondata di omicidi ai danni di content creator e influencer, molti dei quali uccisi mentre erano in diretta sui social. Come riporta la CNN, non esiste un conteggio ufficiale delle vittime, ma i media locali stimano circa venti casi in tutto il paese negli ultimi due anni, la maggior parte concentrati nello stato di Sinaloa.
L'ultimo caso ad aver attirato l'attenzione internazionale è quello di César Gastélum, ucciso il 4 agosto a Culiacán, capitale dello stato di Sinaloa, mentre era in diretta TikTok davanti a un fast food insieme a due amici, vestito da fattorino per una sfida social. Secondo quanto ricostruito da CP24/Associated Press, due uomini in moto si sono affiancati a lui e uno dei due gli ha sparato alla testa davanti a migliaia di spettatori collegati. Gastélum aveva oltre 500mila follower su TikTok. Le autorità hanno arrestato un sospettato, rintracciato nello stato di Puebla, come ha confermato il ministro della Sicurezza messicano Omar García Harfuch, secondo quanto riportato da CBS News.
Gli inquirenti stanno verificando se l'omicidio sia collegato ad alcuni video pubblicati da Gastélum in cui il giovane avrebbe fatto riferimento a una fazione di un'organizzazione criminale. La città di Culiacán è da anni teatro dello scontro sanguinoso tra le due principali fazioni del cartello di Sinaloa, i Chapitos e i Mayos, una guerra interna scoppiata dopo l'arresto e il trasferimento negli Stati Uniti di Ismael "El Mayo" Zambada, cofondatore del cartello insieme a Joaquín "El Chapo" Guzmán. Durante i momenti più cruenti dello scontro, i corpi delle vittime venivano lasciati per strada con simboli identificativi delle fazioni: una pizza per i Chapitos, un sombrero per i Mayos. Proprio un sombrero bianco indossato da Gastélum durante la diretta ha alimentato le speculazioni sul possibile movente dell'omicidio.
Il caso più noto resta però quello di Valeria Márquez, influencer di bellezza 23enne con oltre 113mila follower su TikTok, uccisa nel maggio 2025 nel salone di bellezza dove lavorava a Zapopan, nello stato di Jalisco, mentre era in diretta. Come riportato da CBS News, pochi minuti prima di essere colpita a morte da un uomo armato entrato nel negozio, la ragazza aveva espresso timori sul proprio canale, dicendo di temere che qualcuno stesse per farle del male. Le autorità hanno poi collegato l'omicidio al figlio di un leader del Cartello di Jalisco Nueva Generación, ex fidanzato della vittima, che secondo gli inquirenti avrebbe ordinato l'agguato dopo la fine della relazione.
Gli esperti citati dalla stampa messicana e internazionale sottolineano come, in alcune regioni, gli influencer siano diventati bersagli per una combinazione di fattori: presunti legami con organizzazioni criminali, uso di simboli associati alla "narco-cultura", coinvolgimento in schemi di riciclaggio di denaro attraverso attività commerciali di facciata, o semplicemente relazioni sentimentali con membri di cartelli rivali. Secondo quanto scrive IBTimes UK, le autorità statunitensi hanno accusato in passato alcuni musicisti e personaggi online di aver contribuito a occultare fondi illeciti tramite attività apparentemente legittime.
Già nel gennaio 2025 un piccolo aereo aveva sganciato volantini su Culiacán minacciando circa venti tra artisti e youtuber per presunti legami con una fazione rivale del cartello di Sinaloa, segnale di quanto il fenomeno fosse già radicato prima delle uccisioni più recenti. Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha promesso di dare priorità alle indagini e di arrestare sia gli esecutori materiali che i mandanti degli omicidi, in un contesto di violenza dilagante che, secondo alcune fonti, ha lasciato migliaia di morti e dispersi nello stato di Sinaloa negli ultimi due anni.