Domenica 14 giugno 2026
Menu

Irlanda spinge per un divieto UE dei social media ai minori di 16 anni

U.E.
Notizia ·

Il governo irlandese vuole portare al centro del dibattito europeo la questione del divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni. Come riporta EU Today, Dublino punta a promuovere una soluzione coordinata a livello UE, ma ha già chiarito che agirà da sola se l'Europa non troverà un accordo.

 

Il ministro delle Comunicazioni irlandese Patrick O'Donovan ha dichiarato al Dáil (il parlamento irlandese) di ritenere fermamente necessaria una restrizione complessiva a livello europeo, affermando di essere già in contatto con i suoi omologhi degli altri Stati membri. Ha però aggiunto che, in assenza di un'intesa comune, chiederà al governo l'autorizzazione ad agire sul piano nazionale.

 

La sicurezza online dei minori è uno dei temi prioritari della presidenza irlandese dell'Unione europea, che prenderà il via nella seconda metà del 2026. Il governo di Dublino ha già formalizzato il proprio impegno nella nuova Strategia digitale e sull'intelligenza artificiale, con cui si impegna a lavorare attivamente con gli Stati membri che condividono questa posizione per introdurre limiti di età all'uso dei social media, con particolare attenzione alla fascia under 16.

 

L'Irlanda occupa una posizione particolare in questo dibattito: ospita le sedi europee di molte grandi aziende tecnologiche e svolge un ruolo centrale nell'applicazione del Digital Services Act (DSA), il regolamento UE che impone alle piattaforme di grandi dimensioni di valutare e ridurre i rischi sistemici per i minori.

 

Il Parlamento europeo ha già approvato una risoluzione — non vincolante — che chiede un'età minima di 16 anni per accedere ai social media, alle piattaforme di condivisione video e ai chatbot basati su intelligenza artificiale. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha segnalato che il tema di un'età minima per l'accesso ai social non può più essere eluso, e secondo quanto riportato da Euronews la Commissione potrebbe presentare proposte concrete già in estate.

 

Nel frattempo, un apposito gruppo di esperti europei ha avviato i lavori con l'obiettivo di fornire raccomandazioni entro l'estate. La verifica dell'età rimane uno dei nodi più complessi: funzionari UE e governi nazionali stanno esaminando sistemi tecnici che permettano alle piattaforme di accertare l'età degli utenti prima di consentire l'accesso ai servizi.

 

L'esempio australiano ha contribuito ad accelerare il dibattito: l'Australia è stato il primo paese al mondo a introdurre per legge il divieto di social media per gli under 16, obbligando piattaforme come TikTok, YouTube e Snapchat a rimuovere gli account di utenti minorenni. Da allora, almeno otto paesi europei — tra cui Francia, Spagna e Norvegia — hanno annunciato misure analoghe.

 

Non mancano tuttavia le voci critiche. Una commissione parlamentare irlandese ha escluso di raccomandare un divieto di accesso tout court, osservando che nessun esperto ascoltato nel corso delle audizioni ha indicato tale misura come efficace, pratica o tecnologicamente realizzabile. Il presidente della commissione, Alan Kelly, ha invece sollecitato una legge che obblighi le aziende a modificare i propri algoritmi e a eliminare funzionalità come lo "scorrimento infinito". Anche trenta organizzazioni giovanili europee hanno scritto ai responsabili politici per chiedere di rendere i social media sicuri piuttosto che vietarli ai minori.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →