Italia. 200 medici contro decisione dell'Ordine di Cremona sul caso Welby
Duecento medici dissentono dalla decisione dell'ordine provinciale dei medici di Cremona che ha assolto l'anestesista che ha "staccato" la spina a Piergiorgio Welby e non si riconoscono nelle deliberazioni espresse dalla commissione disciplinare. In una lettera i camici bianchi ritengono che il principio di autodeterminazione del paziente non possa prevaricare il principio della inviolabilita' della vita umana, che la professione medica non debba subire una deriva contrattuale tale da rendere il medico mero esecutore dei desideri del paziente e che la relazione medico-paziente non puo' mai essere orientata a procurare la morte del paziente. Inoltre i medici, nella loro lettera, ritengono lesiva la spettacolizzazione mediatica della deontologia medica e quantomeno discutibile qualificare sostegni vitali essenziali ed efficaci (respirazione assistita, alimentazione e idratazione) alla stregua di terapie inefficaci e futili, soprattutto dopo il pronunciamento del Consiglio Superiore di Sanita' e, inoltre, per prudenza non si sarebbero dovuti emettere giudizi che hanno provocato un conflitto fra condotta deontologicamente ineccepibile e il diritto penale. Per i circa 200 medici, infine, le decisioni assunte contraddicono la bimillenaria tradizione ippocratica che riconosce valore alla vita umana quale che sia la sua condizione.
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