Venerdì 12 giugno 2026
Menu

Italia. Betori (Cei): no a testamento biologico se permette rifiuto alimentazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Stamattina il Segretario generale della Cei ha manifestato le critiche e le perplessita' dei vescovi in merito al cosiddetto testamento biologico. "Siamo preoccupati -ha spiegato il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori- se un eventuale disegno di legge dovesse aprire a una eutanasia di fatto. Il rischio maggiore riguarda il concetto della cura della persona, cioe' la possibilita' di rinunciare all'alimentazione e l'idratazione che aprirebbe la strada all'eutanasia di carattere passivo".
Ma i vescovi sono preoccupati anche per cio' che "riguarda il rapporto medico-paziente e l'autonomia del medico: la volonta' del paziente non si puo' imporre al medico, pena il venir meno della sua stessa funzione. Eventuali disegni di legge dovrebbero essere 'chiusi' in questa direzione.

I timori della Cei sul rischio che il testamento biologico possa innescare una "deriva eutanasica di fatto" sono pienamente condivisi in Vaticano. Proprio partecipando al Convegno che si e' tenuto al Senato, il card. Lozano Barragan ha affermato infatti che una eventuale legge in merito "non puo' includere la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione". Tecnicamente l'idratazione comprende anche l'uso del respiratore, sul cui distacco nel caso Welby da parte della Chiesa restano tutte le riserve espresse in precedenza.
"Questi interventi -ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale sanitaria - non possono in se stessi costituire un accanimento terapeutico, perche' non sono terapie ma il modo ordinario di soddisfare bisogni del paziente che non e' in grado di avere cura di se'". Nel suo intervento,il card.
Barragan ha ricordato i sei punti dai quali deriva per la morale cristiana la liceita' del testamento biologico, ricordando che in mancanza di essi questo strumento sarebbe ritenuto illecito dalla Chiesa: "attenzione  a non far passare forme di eutanasia dissimulate".

Le preoccupazioni espresse dalla Cei sono condivise da Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito.
'Infatti - sottolinea Pedrizzi - un'eventuale legge sul testamento biologico, per avere il nostro voto, non dovrebbe comprendere, tra le pratiche rifiutabili, l'aiuto alla respirazione, l'alimentazione e l'idratazione parenterali, che non sono semplici atti medici, non sono meri trattamenti sanitari (e quindi nulla hanno a che vedere con l'accanimento terapeutico), ma mezzi di sostegno vitale, di supporto alla vita. Come tali, sono dovuti, debbono essere avviati e non possono essere interrotti. Il testamento biologico, inoltre, non dovrebbe essere obbligatorio per il paziente ne' vincolante per il medico. Se non avesse tali caratteristiche, - conclude Pedrizzi - un'eventuale legge sul testamento biologico sarebbe il cavallo di Troia per legalizzare l'eutanasia, che non e' solo quella attiva, non e' solo l'iniezione letale per intenderci, ma anche quella passiva od omissiva, anche l'abbandono terapeutico'.

'So che rechero' dispiacere all'amico Capo dello Stato, ma deve tenere conto che egli e' un comunista ed io un cattolico e che, percio', io aderisco alla dichiarazione finale del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana che condanna il cosi' detto testamento biologico". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga.
"E male ha fatto -aggiunge il senatore a vita- un cardinale di Santa Romana Chiesa, capo di un dicastero della Santa Sede, a partecipare allo stesso convegno cui ha partecipato il Presidente della Repubblica, senza nulla sapere del contesto di contrasto violento in cui esso si svolgeva. Perche' lui e' un cattolico e, per di piu', un cardinale e un vescovo ed ha dei doveri, almeno di prudenza oltre che, io penso, sul piano dei principi".
"Giorgio Napolitano, invece, che non e' cattolico ma comunista e che rappresenta un Paese ormai largamente secolarizzato e laicista, questi doveri non ha! Certo -conclude Cossiga- che se dopo l'Arcivescovo di Torino e l'Arcivescovo di Milano, si mette a far confusione anche un cardinale capo di un dicastero vaticano, mamma mia!'

Sul testamento biologico "personalmente sono favorevole, penso che sia la strada giusta". Lo dice il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Maroni ospite di "Radio anch'io".
L'esponente del Carroccio pero' spiega che sulla questione "la Lega non ha espresso una posizione". "Su questi temi -rileva Maroni- i partiti devono fare un passo indietro davanti alla coscienza dei singolo parlamentari".

"Nel cosiddetto testamento biologico ci sono aspetti che possono ingenerare grande incertezza sia sul piano giuridico che etico. Per questo motivo appare quanto mai opportuno il richiamo di mons. Betori ad un approfondimento forte della materia al fine di impedire quelle improprie derive che per un cattolico appaiono assolutamente inaccettabili". Lo afferma il vicepresidente dei deputati di Forza Italia, on.
Enrico La Loggia.

'Condividiamo i dubbi di Mons. Betori e della Cei sulla legge in materia di testamento biologico. Quello che oggi ci spaventa e' che attraverso questo provvedimento si possa arrivare a legalizzare l'eutanasia nel nostro Paese. Siamo decisamente contrari': cosi' Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.
'In tutti i Paesi in cui e' stata approvata - aggiunge - questa legge e' stata utilizzata per introdurre surrettiziamente pratiche eutanasiche. La sinistra, in risposta alle sirene laiciste e zapateriste, vuole fare altrettanto. Noi - conclude Isabella Bertolini - ribadiamo la nostra ferma opposizione e la nostra convinzione che qualunque vita, anche la piu' sfortunata, possa e debba essere vissuta fino in fondo'.

Secondo il capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali e responsabile Sanita' di Fi, Domenico Di Virgilio, le preoccupazioni di Monsignor Betori sono 'condivisibili'.
'Sono concorde con la posizione della Cei - afferma Di Virgilio - la legge sul testamento biologico non deve diventare un mezzo subdolo per praticare l'eutanasia. L'importante e' che si tengano presenti i tre pilastri fondamentali, il consenso informato che il medico deve chiedere con un linguaggio chiaro e comprensibile, il 'triplice no' a eutanasia, accanimento terapeutico e anche il no alla sospensione dell'idratazione e della nutrizione, che e' il punto su cui si dibatte di piu''.
Proprio quest'ultimo punto e' stato rimarcato anche nella dichiarazione del segretario della Cei:'La sospensione di idratazione e nutrizione non fa altro che aumentare le sofferenze, e non puo' essere ammessa - ribadisce Di Virgilio - tranne nei casi in cui diventi accanimento terapeutico'.
Secondo il deputato, nonostante le continue pressioni si riuscira' ad arrivare a una legge:'Le commissioni stanno lavorando molto bene - afferma Di Virgilio - la legge affronta un argomento molto delicato, ma non si puo' dimenticare che sono migliaia le persone che la stanno aspettando. Bisogna intervenire con misure proporzionate nei casi gravi, e prevedere l'impiego dei farmaci antidolorifici, cosa che adesso non si fa.
Persino Pio XII negli anni '50 sostenne che questi farmaci si possono usare anche se hanno come effetto secondario l'abbreviazione della vita'.

Nessuna deriva verso l'eutanasia con il testamento biologico. A fugare ogni possibile timore circa il fatto che una legge sul testamento biologico possa in qualche modo aprire la porta a forme di eutanasia mascherata e' la stessa relatrice dei provvedimenti in Commissione sanita', Fiorenza Bassoli (Ds).
'Escludo - ha detto Bassoli commentando la presa di posizione della Cei a margine di un convegno promosso dai Ds sul tema dell'innovazione in sanita' - che sia possibile la deriva eutanasica di cui parla la Conferenza episcopale italiana. Nel dibattito in Commissione sanita' - ha precisato - abbiamo infatti sempre ribadito unitariamente, e indipendentemente dalle posizioni politiche, che ci atterremo al testo della legge che riguarda, appunto, direttive anticipate di volonta' e null'altro'. Inoltre, ha precisato la relatrice unica agli otto testi in materia attualmente all'esame della Commissione 'se sara' necessario ribadiremo ancora nel testo che poi uscira' dalla Commissione che non si tratta assolutamente di un percorso abbreviato all'eutanasia, ma solo della definizione delle modalita' con cui il cittadino puo' esprimere le sue volonta' di fine vita, che andranno rispettate nel momento in cui egli non dovesse essere piu' capace di intendere e volere'. Secondo Bassoli, dunque, quello espresso dalla Cei e' un 'timore evidenziato perch, non c'e' stata ancora la possibilita', da parte nostra, di esprimerci ufficialmente in un dibattito istituzionale, dal momento che finora in COmmissione ci sono state solo delle consultazioni. Nel momento in cui si aprira' il dibattito - ha proseguito - credo che anche la Chiesa si rendera' conto che tali preoccupazioni, che noi raccoglieremo comunque come una raccomandazione, sono eccessive'. Tant'e', ha concluso Bassoli, 'che tutti i testi che proponevano l'eutanasia non sono stati messi in discussione'.

"La legge sul testamento biologico e' auspicabile, interessa molte persone, darebbe importanti risposte e consentirebbe al nostro Paese di allinearsi alla Unione Europea. La legge non rappresenterebbe nessun espediente per introdurre la eutanasia". Lo sostiene Chiara Moroni, Vice Presidente dei parlamentari di Forza Italia.
"La legge- avverte la deputata azzurra- dovra' valorizzare l'autodeterminazione della volonta' della persona, introdurre efficaci terapie antidolore e vietare l'accanimento terapeutico.
L'eutanasia e la legge sul testamento biologico- conclude Moroni- sono e restano due cose distinte".

"Ritengo estremamente importante rassicurare sul fatto che una legge sul testamento biologico non vuole introdurre in alcun modo la pratica dell'eutanasia, tutt'altro. Sarà una legge che ribadirà il divieto sia all'eutanasia che al suicidio assistito e garantirà, invece, al paziente la possibilità di rinunciare all'accanimento terapeutico". È quanto dichiara Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama e primo firmatario di un ddl sul testamento biologico.
Secondo il senatore Marino, "il diritto che si vuole garantire è quello di dare la possibilità ad ognuno di poter dire quali cure e trattamenti ritiene accettabili per se stesso nel caso in cui un giorno, per una grave malattia o un incidente, perdesse la capacità di intendere e di volere".
"Anche il Catechismo della Chiesta cattolica - sottolinea Marino - ribadisce questo concetto quando scrive che 'l'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima.
In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente'".
"Durante un confronto fra le diverse religioni all'interno del convegno internazionale sul testamento biologico che si è tenuto al Senato - ricorda Marino - tutti, compresi gli esponenti della Chiesa Cattolica, si sono trovati concordi su un unico obiettivo: rispettare la dignità dell'individuo. Il testamento biologico, infatti, serve proprio per poter permettere ad ognuno di far rispettare le proprie volontà nel momento ultimo della vita. È per questo che una legge in materia, rispettosa di tutte le sensibilità, appare quanto mai utile".

'Dove e' stato introdotto, il testamento biologico ha costituito il cavallo di troia per la surrettizia legittimazione dell'eutanasia'. E' l'opinione del deputato Patrizia Paoletti Tangheroni di Forza Italia. 'Bene ha fatto Mons. Betori a sottolineare i pericoli correlati all'approvazione di una legge in materia - continua il deputato azzurro - Siamo di fronte ad un tema delicato che deve essere affrontato con la massima attenzione nell'interesse del malato ma senza mai dimenticare che la tutela della vita in ogni momento e' il bene primario al quale l'individuo deve tendere'.

Secondo Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni ed europarlamentare Radicale, il testamento biologico non e' associabile alla malattia e l'evocazione dell'eutanasia, fatta nel documento della Cei, 'non c'entra nulla'.
'Il testamento biologico e' semplicemente l'estensione del principio, costituzionalmente tutelato, del consenso informato necessario da parte del paziente - scrive Cappato - principio che, con le direttive anticipate di trattamento, si applica in modo differito al momento in cui il paziente non sara' piu' in grado di intendere e di volere'.
'L'evocazione dell'eutanasia - continua Cappato - sia di quella clandestina applicata negli ospedali italiani, sia di quella regolamentata che noi Radicali vorremmo, come in Svizzera, Belgio e Paesi Bassi, non c'entra nulla, se non come alibi per non fare o come fantasma da agitare per spaventare qualche parlamentare (non i cittadini, che neanche da questo sono spaventati)'.

Contrario all'eutanasia, il segretario dei Ds Piero Fassino si dice invece a favore di leggi "equilibrate" sull'accanimento terapeutico e sul testamento biologico.
Il leader della Quercia lo ha precisato intervenendo a "Controcorrente", condotto da Corrado Formigli sui Sky Tg 24. "In Parlamento -ha puntualizzato- non si sta discutendo di una legge per fare l'eutanasia, sulla quale io sono contro. In Parlamento si sta discutendo la legge sull'accanimento terapeutico, su cosa fare quando una persona che si trova allo stadio terminale di una malattia, viene sottoposto a cure che non sono in grado di guarirla e di rendere reversibile la sua malattia, ma la cura costituisce al contrario un elemento di afflizione maggiore. Penso che in Parlamento si stia lavorando con equilibrio per arrivare ad una buona legge sull'accanimento terapeutico che, ripeto, non e' una legge per l'eutanasia".
Il segretario dei Ds ha poi confermato che "il testamento biologico fa ancora parte del programma dell'Unione ed e' una legge che si fara'. Su tutta questa materia naturalmente occorre equilibrio.
Non siamo sulla strada di fare una legge sull'eutanasia perche' siamo tutti contro la licenza di uccidere. Se invece si discute di come alleviare le sofferenze di un malato terminale, oppure si discute di come ciascun individuo, attraverso il testamento biologico, disponga di se' nella fase finale della propria vita, parliamo di leggi in vigore in altri Paesi che si possono fare con equilibrio anche in Italia".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →