Italia. Bologna. Aism: migliorare assistenza ai malati che vogliono morire
Morire o assistere meglio? Spesso dietro ai casi di malati gravi che chiedono di essere aiutati a morire c'e' l'insofferenza al dolore o il peso che il malato sente di costituire per la famiglia data la continua assistenza.
Per questo la sezione bolognese dell'Aism, l'associazione italiana per la sclerosi multipla, ha lanciato un appello alle istituzioni sanitarie della citta' perche' si costruiscano politiche che vadano in questa direzione.
La richiesta e' partita dal caso di Fausto Fantoni, un uomo di 60 anni, affetto da una grave forma di sclerosi multipla complicata da un dolore molto forte che lo costringe a vivere con una pompa sottocutanea che inietta morfina. Gia' un mese fa, dalle colonne del Resto del Carlino, Fantoni chiese di essere aiutato a morire. Anche oggi durante la conferenza stampa organizzata dall'Aism, l'uomo ha ripetuto la sua richiesta.
'Sono stanco di vivere. Prego perche' una notte io mi addormenti e non mi svegli piu'. La mia vita e' 12 ore a letto e 12 ore in poltrona, ma purtroppo non posso staccare la spina.
Sono un peso enorme per la mia famiglia -ha detto Fantoni rivolgendosi ai giornalisti- anche se loro dicono che non e' cosi'.
Francesco Tabacco, responsabile dell'Aism di Bologna, ha spiegato che Fantoni ogni mese deve essere accompagnato in una struttura privata di Occhiobello (Rovigo) per la ricarica della pompa di morfina. Un servizio che fino a tre anni fa veniva svolto all'ospedale Bellaria di Bologna. Qualcosa pero' per Fantoni sta cominciando a muoversi.
Grazie ad accordi con l'asl di Bologna e con l'Hospice Seragnoli, una struttura per malati terminali, si e' avviato un percorso perche' Fantoni possa tornare ad essere preso in cura al Bellaria. Ma per l'Aism resta il problema di avviare in modo sistematico a Bologna servizi di cure palliative e piu' in generale politiche che, anche con l'intervento del volontariato, prendano in carico i casi di malati gravissimi che chiedono di morire perche' non sopportano piu' di essere solo un peso per le loro famiglie. L'appello e' stato raccolto dall'assessore alla sanita' del comune di Bologna Giuseppe Paruolo il quale si e' impegnato ad affrontare il problema con i responsabili della sanita' anche in previsione del costituendo fondo per i non autosufficienti a cui da tempo sta lavorando la Regione Emilia-Romagna.
Per questo la sezione bolognese dell'Aism, l'associazione italiana per la sclerosi multipla, ha lanciato un appello alle istituzioni sanitarie della citta' perche' si costruiscano politiche che vadano in questa direzione.
La richiesta e' partita dal caso di Fausto Fantoni, un uomo di 60 anni, affetto da una grave forma di sclerosi multipla complicata da un dolore molto forte che lo costringe a vivere con una pompa sottocutanea che inietta morfina. Gia' un mese fa, dalle colonne del Resto del Carlino, Fantoni chiese di essere aiutato a morire. Anche oggi durante la conferenza stampa organizzata dall'Aism, l'uomo ha ripetuto la sua richiesta.
'Sono stanco di vivere. Prego perche' una notte io mi addormenti e non mi svegli piu'. La mia vita e' 12 ore a letto e 12 ore in poltrona, ma purtroppo non posso staccare la spina.
Sono un peso enorme per la mia famiglia -ha detto Fantoni rivolgendosi ai giornalisti- anche se loro dicono che non e' cosi'.
Francesco Tabacco, responsabile dell'Aism di Bologna, ha spiegato che Fantoni ogni mese deve essere accompagnato in una struttura privata di Occhiobello (Rovigo) per la ricarica della pompa di morfina. Un servizio che fino a tre anni fa veniva svolto all'ospedale Bellaria di Bologna. Qualcosa pero' per Fantoni sta cominciando a muoversi.
Grazie ad accordi con l'asl di Bologna e con l'Hospice Seragnoli, una struttura per malati terminali, si e' avviato un percorso perche' Fantoni possa tornare ad essere preso in cura al Bellaria. Ma per l'Aism resta il problema di avviare in modo sistematico a Bologna servizi di cure palliative e piu' in generale politiche che, anche con l'intervento del volontariato, prendano in carico i casi di malati gravissimi che chiedono di morire perche' non sopportano piu' di essere solo un peso per le loro famiglie. L'appello e' stato raccolto dall'assessore alla sanita' del comune di Bologna Giuseppe Paruolo il quale si e' impegnato ad affrontare il problema con i responsabili della sanita' anche in previsione del costituendo fondo per i non autosufficienti a cui da tempo sta lavorando la Regione Emilia-Romagna.
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