Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Covegno al Senato: Testamento Biologico: le dichiarazioni anticipate di volonta' sui trattamenti sanitari

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Si e' tenuto il 29 e 30 marzo il Convegno internazionale dal titolo "Testamento Biologico: le dichiarazioni anticipate di volonta' sui trattamenti sanitari" promosso dalla Commissione Sanità del Senato. Il video del Convegno e' disponibile su Radio Radicale: Giornata prima, Giornata seconda

Segue un sunto dei principali interventi:

'Potrebbe arrivare a giugno nell' aula del Senato il disegno di legge sul testamento biologico e spero che sia un testo largamente condiviso che rifletta dunque la grande maggioranza dell'aula'. Lo ha detto il presidente della Commissione Sanita' di Palazzo Madama, Ignazio Marino durante il convegno sulle dichiarazioni anticipate di volonta' che si e' tenuto ieri e che e' stato organizzato dalla stessa commissione.
'Spero di arrivare in aula con una grande maggioranza e non con un piccolo scarto tra chi votera' a favore e chi contro: in questo caso lo considererei un fallimento. E' una legge sulla vita, una legge che ha bisogno di larga condivisione'. Sollecitato sui contrasti che il provvedimento ha gia' provocato nel corso delle audizioni che sono state fatte in Commissione il presidente ha risposto che nonostante le distanze ci sono dei punti molto chiari. 'Questa legge non si occupa ne' di eutanasia ne' di suicidio assistito, probabilmente verra' indicato con chiarezza che queste due pratiche rimangono per il Parlamento italiano un reato e nello stesso tempo verra' indicato che tutti devono avere la garanzia dell'assistenza in qualsiasi fase della malattia. Poi all'interno di questa cornice ognuno dovrebbe essere libero, come dice la Costituzione, e di scegliere quali terapie accettare e quali rifiutare'. Secondo Marino e' importante 'eliminare quel divario che esiste tra consenso informato, che ognuno puo' dare se entra in ospedale e che invece un paziente che si trova in un letto, mantenuto in vita artificialmente, con un macchina non puo' piu' dare nonostante non possa piu' tornare ad una integrita' intellettiva'.
Riguardo ai nodi da sciogliere nel provvedimento Marino ha spiegato 'nutrizione e idratazione e' uno dei temi piu' caldi e credo che sara' uno di quegli aspetti sui quali si dovra' fino all'ultimo trovare un equilibrio e credo che questo equilibrio si trovera' perche' alla fine si riuscira' a distinguere il sostegno dalla terapia: il sostegno non si deve negare a nessuno, per quanto riguarda la terapia ognuno di noi deve essere libero di scegliere o meno'.

Il testamento biologico, e dunque le direttive anticipate di fine vita, non aprono le porte all'eutanasia. Cosi' il ministro della Salute Livia Turco.
"Credo che si tratti di un argomento privo di fondamento: la capacita' o l'incapacita' di intendere o di volere del malato, e quindi l'eventuale ricorso alle direttive anticipate, non puo' interferire in alcun modo sui trattamenti che il medico puo' o meno somministrargli lecitamente. Dunque - aggiunge - fino a quando l'eutanasia sara' vietata dal nostro ordinamento, restera' fuori da cio' che si puo' legittimamente chiedere e ottenere".
Il ministro spiega che con il testamento biologico ogni persona avra' il diritto di comunicare i propri desideri sui trattamenti terapeutici e gli interventi medici su cui si puo' esprimere la propria volonta'. "Questo principio - conclude Turco - esclude che tra le dichiarazioni anticipate possano annoverarsi quelle in contraddizione col diritto positivo, con le norme di buona pratica clinica, con la deontologia medica o che pretendano di imporre al medico pratiche per lui inaccettabili in scienza e coscienza".

"Rispetto della volonta' dell'individuo" e "tutela della dignita' umana" sono le "due grandi linee" entro cui "si muoveva la riflessione dei Costituenti" e che rappresentano una guida nella riflessione sul testamento biologico. E' afferma il presidente del Senato Franco Marini.
La riflessione sull'argomento, ha sottolineato Marini, "investe in prima persona ciascuno di noi, impegnandoci al confronto sulle modalita' per aiutare nei momenti in cui il soggetto non e' piu' in grado di esprimere la propria volonta'", dall'altro lato "l'urgenza della questione pone il legislatore di fronte all'esigenza di trovare in breve tempo delle soluzioni che siano incisive, che nascano da un ampio confronto tra tutte le forze politiche e che siano in grado di superare i conflitti ideologici esistenti".
Marini ha ricordato che la Costituzione all'art.32 "fissa due principi essenziali: il primo e' che nessuno puo' essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge; il secondo e' che la legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona".

Votare una legge sul testamento biologico? "Dipende", risponde a margine del convegno la dielle Paola Binetti.
"Io sono contro l'obbligatorieta', sono a favore dell'obiezione di coscienza, e ovviamente non credo che la nutrizione artificiale sia un bene disponibile" da annoverare tra le terapie interrompibili: cosi' l'esponente teodem indica i suoi paletti, per una norma sulle dichiarazioni anticipate di volonta' sui trattamenti sanitari.

"Credo che il Parlamento fara' una certa fatica a fare una legge sul testamento biologico". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, a margine dell'incontro internazionale sulle dichiarazioni anticipate di volonta' nei trattamenti sanitari organizzato a Roma della commissione Sanita' del Senato.
"Ci sono- ha spiegato, infatti, Scalfaro- tesi molto marcate sia in un senso, che nell'altro".


Almeno in certe condizioni, 'La nutrizione e l'idratazione artificiale siano rifiutabili.
Piergiorgio lo avrebbe voluto'. Cosi' Mina Welby, moglie di Piergiorgio, che si e' battuto per morire con dignita' grazie alla sedazione terminale.
'Era questo che mio marito aveva tanto sperato - ha spiegato la signora Welby - in contrasto con quanto affermato nel 2003 dal Comitato nazionale di bioetica, secondo cui idratazione e nutrizione artificiali non sono trattamenti medici rifiutabili, ma cure dovute'.

Il dibattito sul testamento biologico, che è iniziato in commissione al Senato, registra posizioni e sensibilità diverse ma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è fiducioso che si potrà arrivare ad una sintesi positiva. "Non dubito che si potrà avere un riscontro positivo nei lavori del Senato", ha detto Napolitano, rispondendo a una domanda dei giornalisti, dopo aver partecipato al convegno internazionale 'Testamento biologico: le dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari'.
Napolitano ha ascoltato nella Sala capitolare del chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva le relazioni sul testamento biologico di vari esperti tra cui il cardinale Javier Barragàn, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute. "Ho constatato un clima di grande riflessività - ha osservato il presidente - con evidente impegno ad avvicinare le posizioni e soprattutto ad individuare correttamente i problemi. Non dubito che di ciò si potrà avere un riscontro positivo nei lavori del Senato".
A chi gli chiedeva, poi, se sarà possibile giungere a un approdo normativo, vista la difficile situazione numerica della maggioranza in Senato e i rapporti molto accesi tra le coalizioni, Napolitano ha detto chiaramente che "non faccio affermazioni di teoria generale".

'E' giusto approvare un testo di legge sul testamento biologico in tempi ragionevoli'. Lo ha affermato il capogruppo dell'Ulivo al Senato, Anna Finocchiaro.
'Penso che su questo tema - ha detto Finocchiaro - ci sia stato in Senato un approfondimento serio e rigoroso. E' necessario trovare un punto di sintesi comune e mi auguro che la ripresa dei lavoro in commissione - ha concluso - registri un passo avanti verso l'approvazione'.

"Riteniamo che alimentazione e idratazione facciano parte degli elementi compassionevoli di fisiologia". Questo il pensiero di Antonio tomassini, senatore di Forza Italia e depositario di uno degli otto disegni di legge sul testamento biologico depositati in Senato, su cui nelle prossime settimane la Commissione Sanita' di palazzo Madama dovra' lavorare per trovare una sintesi da presentare in Aula.
"Sarebbe una contraddizione - dice l'ex presidente della Commissione del Senato ora presieduta da Ignazio Marino (Ulivo) - che si vogliano difendere le piante, a cui si da' l'acqua, e non i malati rifiutando loro idratazione e nutrizione". Il senatore spiega i contenuti del testo da lui firmato, proprio in occasione del convegno. "Ignazio Marino - dice Tomassini - considera l'alimentazione parenterale un atto terapeutico, ma le differenze tra noi sono meno marcate di quanto si creda. Si tratta - prosegue - di rendersi conto di qual e' l'elemento necessario e indispensabile alla sopravvivenza, e di cosa invece e' una terapia e dunque una forzatura configurabile come accanimento terapeutico".
Tanto per spiegare i termini della questione, per il senatore azzurro, "le cure somministrate a suo tempo a Terri Schiavo non erano accanimento terapeutico". Infine, per Tomassini la legge dovrebbe contenere "la possibilita' per il medico di derogare dalle ultime volonta' dichiarate del malato, prevedere la registrazione di un atto che sia al contempo pubblico ma coperto da privacy, e in piu' immediatamente reperibile. Propongo di chiedere l'aiuto ai notai che si sono dichiarati disponibili".

ALTRI COMMENTI

Si' alle norme per testamento biologico se potesse coincidere con la proposta in materia di 'Dichiarazioni anticipate di trattamento' approvata all'unanimita' dal Comitato nazionale di bioetica nel dicembre del 2003. 'Perche' tale proposta dice no - spiega Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN - sia all'eutanasia (abbandono terapeutico compreso), cioe' all'azione o all'omissione volta a procurare la morte, sia all'accanimento terapeutico, ovvero alle cure ormai inefficaci, stabilendo giustamente che le indicazioni anticipate non siano obbligatorie per il paziente e non siano vincolanti per il medico (sono appunto dichiarazioni e non direttive). E' a quest'ultimo, infatti, che spetta valutare quando e' il momento di smettere certe terapie inutili. E si tratta di una valutazione che egli deve fare in scienza e coscienza, nel rispetto del giuramento d'Ippocrate e del codice deontologico della sua professione, che per un medico sono vincolanti e che gli vietano di praticare sia l'eutanasia (abbandono terapeutico compreso), che l'accanimento terapeutico'.
Intervenendo sul tema affrontato dal convegno organizzato dalla commissione Sanita' del Senato, Pedrizzi ha spiegato che 'nel testamento biologico non si possono rifiutare interventi come l'aiuto alla respirazione, l'alimentazione e l'idratazione parenterali. Perche' nessuno puo' disporre del bene-vita, tantomeno del bene-vita altrui. Un discorso che vale a maggior ragione per il medico, il quale, per la sua specifica professione, ha il dovere di effettuare gli interventi salvavita (quali sono, appunto, l'aiuto alla respirazione, l'alimentazione e l'idratazione parenterali)'.

"La legge sul testamento biologico rappresenta un atto di profonda civiltà e non impone nulla ad alcuno, ma anzi restituisce una possibilità di libera scelta al singolo". Lo dice il capogruppo dei Verdi in commissione Affari sociali-Sanità alla Camera, Tommaso Pellegrino, secondo il quale "nessuno vuole stravolgere i principi etici e costituzionali: occorre anzi accoglierli, nell'interesse di quei cittadini che vivono una situazione di terribile ed irreversibile sofferenza.
Siamo dunque di fronte ad una scelta di buonsenso - conclude - per la quale occorre che il Parlamento si impegni in modo deciso ma sereno".

La volonta' del paziente 'deve valere anche per l'alimentazione e l'idratazione artificiali'.
Lo ha affermato la deputata radicale della Rosa nel Pugno e segretario della Commissione Affari Sociali Donatella Poretti a proposito del dibattito sul Testamento biologico.
'Anche oggi dobbiamo sorbirci da parte del Vaticano suggerimenti e indicazioni su come legiferare riguardo temi sensibili come il testamento biologico. Il cardinale Javier Lozano Barragan, intervenuto oggi al convegno internazionale promosso dalla commissione sanita' del Senato sul tema, ha innalzato ben sei paletti vaticani per delimitare i confini del testo di legge sulle direttive anticipate di trattamento. E' stato cosi' esplicitamente detto che questo testamento non puo' includere la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione'. Secondo Poretti, 'e' stata quindi messa in discussione la sentenza della procura di Roma con cui e' stata archiviata la morte di Piergiorgio Welby, oltre a dichiarare non censurabile il comportamento di Mario Riccio, il medico che stacco' il respiratore a Piergiorgio Welby'.
'Vorrei anche ricordare che il testamento biologico e' un documento scritto per garantire il rispetto della propria volonta' in materia di trattamento medico quando non si e' in grado di comunicarla.
Se la volonta' del paziente va rispettata in caso di coscienza sarebbe una vigliaccheria non volerla rispettare quando ci si trova in condizioni di incapacita' di esprimerla ma e' stata precedentemente affermata all'interno di un testamento biologico'.

'Ed ora anche senza pifferi e tamburi ma sempre con corazze e pennacchi si occupa anche di eutanasia?'. Lo afferma il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, commentando indirettamente le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ieri mattina, ha auspicato un esito positivo in Senato della legge sul testamento biologico.


ISLAM, BUDDISMO ED EBRAISMO DICONO SI' A LEGGE SU TESTAMENTO BIOLOGICO


Un convinto si' a una legge sul testamento biologico, con qualche sfumatura di differenza, arriva oggi dai rappresentanti di tre grandi confessioni religiose. Hassan Hanafi Hassanien, professore di filosofia all'universita' del Cairo per l'islam; Amos Luzzatto, ex presidente dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane; e Lama Thamthong Rinpoche Ghesce Lharampa, direttore spirituale del centro Rabten Ghe Pel Ling per il buddismo, hanno partecipato a una tavola rotonda nel corso del convegno sul testamento biologico oggi al Senato, a Roma.
Nei loro interventi, ciascuno degli esponenti delle diverse religioni ha spiegato la propria posizione nei confronti di un probabile testo di legge. "Rispettare la vita - spiega Hassan Hanafi Hassanien - significa anche rispettare le volonta' espresse in coscienza da ciascuno. Anche quelle di un testamento biologico". Per Luzzatto, "i medici dovrebbero immedesimarsi nel paziente e fornirgli ogni elemento necessario a formare una scelta responsabile", mentre per Lama Thamthong Rinpoche Ghesce Lharampa "i medici devono utilizzare tutta la loro conoscenza scientifica per curare i malati con grande compassione, mentre i pazienti devono avere il diritto di scegliere liberamente quale tipo di trattamento desiderano".

Per la Chiesa cattolica la liceita' morale del testamento biologico dipende dal fatto che sconfini o meno nell'eutanasia. "Un testamento biologico che sollecitasse l'eutanasia, non sarebbe lecito. Tuttavia se accettasse le cure palliative e rinunciasse all'accanimento terapeutico, lo sarebbe". Lo afferma, commentando la possibilita' che il Parlamento italiano approvi una legge sul testamento biologico, il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute.
Sono sei, secondo Barragan, le condizioni per considerare moralmente lecito il testamento biologico. Innanzitutto, quella che "la legge preveda un consenso informato del paziente con la decisione del medico curante di evitare sempre l'eutanasia e di rinunciare all'accanimento terapeutico'.
'La seconda condizione -spiega Barragan- e' che si tenga conto dell'evoluzione e del progresso della medicina per valutare l'efficacia delle cure e l'eventuale cambiamento delle circostanze economiche, sociali, familiari e sanitarie nella valutazione della sproporzionalita' delle terapie".
Altro elemento essenziale per poter parlare di testamento biologico e', secondo Barragan, "la sua flessibilita', in modo da poter essere modificato a seconda del mutato stato di salute fisico e psicologico". E ancora "deve sempre includere l'utilizzo delle cure palliative disponibili".
Un ruolo importante Barragan lo assegna alla figura del fiduciario che "deve intervenire soltanto nel caso di incoscienza del malato terminale, con la certezza morale che ne interpreti fedelmente la volonta', evitando l'accanimento terapeutico e non favorendo l'eutanasia".
Infine, il presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute chiede che a giudicare se si tratti di accanimento terapeutico, "sia il medico o i medici curanti, il paziente ben informato o, in caso di sua incoscienza, si chieda il consenso della famiglia o di legittimi rappresentanti del malato o ancora di un comitato di bioetica"
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