Italia. Domani a Roma funerale laico per Piergiorgio Welby
Si terranno domani, domenica 24 dicembre, i funerali laici di Piergiorgio Welby, che saranno celebrati alle ore 10.30 in piazza Don Bosco, a Roma. Ne' da notizia un comunicato dei radicali. Come e' noto, il Vicariato di Roma ha vietato i funerali di Welby con le seguenti motivazioni: «In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perche', a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volonta' del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, cio' che contrasta con la dottrina cattolica', recita un comunicato del Vicariato di Roma. I funerali religiosi erano stati organizzati presso la parrocchia di Don Bosco a Roma per volonta' di Mina Welby, la moglie di Piergiorgio, cattolica praticante, e Welby aveva acconsentito che, alla sua morte, i funerali si svolgessero secondo la volonta' e la sensibilita' della sua compagna.
RADICALI, NEGAZIONE FUNERALE RELIGIOSO PER WELBY E' GIUSTIZIA DEI GIUSTIZIERI
'In occasione dell'estremo saluto a Piergiorgio Welby, occorre testimoniare che, in particolare nel popolo romano, resta viva e capace di mobilitarsi la profonda laica religiosita' con la quale si e' saputo dare ascolto alle sua testimonianza umana e civile, al cui corpo e' stato impedito anche dopo morto di ricevere il conforto confessionale cattolico richiesto dalla sua famiglia'. E' quanto dichiarano,in una nota congiunta, Marco Cappato, segretario dell'Associazione Coscioni, Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani e di Marco Pannella. 'La dichiarazione ufficiale del Vicariato ha di gia' anticipato-secondo i tre esponenti radicali- quale sarebbe il giudizio della morte di Piergiorgio Welby: suicidio assistito, con la diretta conseguenza che l'intervento sanitario, familiare e di amici, sarebbe da considerarsi come un reato perseguibile fino a 15 anni di carcere.Giustizia da giustizieri: la tortura di Giordano Bruno prosegue'.
ALTRI COMMENTI
'E' stato tale il dramma della vita di Piergiorgio Welby che ho voluto tacere rispetto ai comportamenti di alcuni che, al di la' della giustizia terrena, dovranno poi risponderne davanti a Dio. Mi sento obbligato pero' ad intervenire, appellandomi al Vicariato, perche' torni sulla sua posizione di non voler concedere le esequie religiose al povero Welby'. Lo afferma il sen.Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord. 'L'unico non colpevole di tutta questa vicenda e' proprio il povero Welby-osserva Calderoli- che ha pagato per decenni una pena senza fine e senza avere nessuna colpa e ora non puo' essere condannato per delle decisioni assunte dopo un calvario cosi' devastante e che sicuramente puo' far venir meno anche le certezza sulla sacralita' della vita.Il Vicariato conceda le esequie religiose ad una persona che ha tanto sofferto e che, al di la' di come puo' essersi conclusa la vicenda, ha fatto riflettere tutti sulla morte e ci ha fatto tornare a renderci conto di come sia effimero il nostro destino, di come siano vuoti i nostri pensieri di onnipotenza, che ci fanno pensare che la morte tocca solo agli altri, e ci ha fatto ricordare di quale sia l'enormita' dell'importanza della vita'. 'I Radicali-conclude Calderoli- lo hanno utilizzato come uno strumento di morte e invece Welby e' stato un manifesto della vita'.
'Eutanasia, cellule staminali, fecondazione assistita, unioni di fatto sono una griglia di temi che merita la costituzione di una Commissione parlamentare speciale una volta tanto utile, visto che se ne fanno tante per temi inutili. Sarebbe il luogo ideale, anche alle luce della drammatica vicenda Welby, per discutere serenamente e senza steccati tra laici e cattolici. Vista la piega che stanno prendendo le tematiche su etica e scienza, e' opportuno approdare a questa soluzione'. Lo propone il segretario della Democrazia Cristiana, senatore Gianfranco Rotondi.
'Il 'no' del Vicariato di Roma ai funerali religiosi di Welby? Non poteva che essere cosi''. Lo dichiara l'onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell'esecutivo politico nazionale del partito. 'I funerali religiosi -spiega Pedrizzi- non sono un diritto, non possono essere concessi a chi, chiedendo pubblicamente e ripetutamente di essere 'suicidato', cioe' ucciso (riuscendo alla fine ad ottenere il suo obiettivo grazie ad un 'dottor morte' che va subito perseguito penalmente -insieme ai mandanti radicali- e radiato dall'Ordine dei medici), ha testimoniato contro la visione cristiana della vita e della morte'. 'Una visione -sottolinea l'esponente di An- che e' quella annunciata dal Vangelo e dalla Chiesa cattolica, non quella fai-da-te. La verita', insomma, e' la prima forma di carita' e di pieta'. Un'ultima cosa: a questo punto -conclude Pedrizzi- i media stacchino la spina a Pannella e al suo Movimento per la Morte: non se ne puo' piu''.
'Per me Welby e' gia' in paradiso. La sua sofferenza indicibile e fortissima lo ha senz'altro portato la' dove tutto e' pace e armonia. Un grande teologo come Balthasar diceva che l'inferno e' vuoto e aveva ragione. L'uomo soffre, sbaglia e compie atti talvolta empi e gravissimi ma la misericordia di Dio e' cosi' grande che ci condurra' sempre vicino a Lui'. Lo afferma Francesco Giro resposabile naizonale di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico. 'Papa Wojtyla -sottolinea- pronuncio' nel 1999 una frase importante: 'la dannazione rimane una reale possibilita', ma non ci e' dato conoscere, senza speciale rivelazione divina, se e quali essere umani vi siano effettivamente coinvolti'. Una frase che ci libera e ci offre una possibilita' di salvezza. Anche la decisione del Vicariato non e' assolutamente punitiva ma va inserita in questa prospettiva di salvezza che la Chiesa non sottrae a nessuno neppure a Welby'.
'Auspico che il Parlamento operi subito per colmare quel 'vuoto legislativo' per il quale, secondo il tribunale di Roma, Welby non poteva veder realizzato il suo diritto a scegliere di morire senza soffrire'. Lo afferma Salvatore Bonadonna, senatore del partito della Rifondazione comunista-Sinistra europea. 'La scelta del Vicariato di negare i funerali religiosi a Piergiorgio Welby -sostiene Bonadonna- denota un'atteggiamento di paura nei confronti del pensiero libero e denso di alta spiritualita' di un uomo che ha scelto di rendere pubblica la sua vicenda privata emblematica di una condizione diffusa. Quel che e' stato fatto a Welby e' quel che viene normalmente praticato in condizioni analoghe nelle strutture sanitarie e nel privato nel rispetto della volonta' del paziente. Welby e' vittima di un singolare relativismo etico della Chiesa cattolica che garantisce funerali religiosi a suicidi illustri e dittatori che hanno ucciso e torturato e li nega ad un uomo che si e' ribellato contro la tortura cui era costretto'. 'Trovo deprimente -conclude- che taluni politici di formazione cattolica, antica o recente, facciano a gara in una folle corsa verso l'integralismo fondamentalista. E' questo un elemento preoccupante per la democrazia e la liberta' di ciascuno e di tutti'.