Venerdì 12 giugno 2026
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Italia. Marino: Convenzione Oviedo e' tutt'altro che cultura di morte

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Recepire la convenzione di Oviedo non vuol dire approvare una cultura di morte, ma la libera scelta del malato. Ad affermarlo, in sostanza, e' Ignazio Marino, presidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama, nel suo intervento in occasione della prima giornata per la liberta' di ricerca, promossa dall'associazione 'Luca Coscioni' .
"La convenzione di Oviedo contiene dei punti importanti, come lo stabilire con molta chiarezza quali cure puo', o non puo', accettare ogni persona e che puo' decidere in qualsiasi momento quando interrompere la cura". Per quanto riguarda l'accusa di essere dei 'progressisti' in materia, con il recepimento di questa convenzione, Marino ha spiegato "non credo che lo siamo, la introduciamo nel nostro ordinamento con dieci anni di ritardo". Fare in modo che su temi eticamente sensibili si proceda laicamente "non vuol dire- continua il presidente della commissione Sanita'- che si sia tornati al neopositivismo.
Io sono credente, ma occorre buon senso, equilibrio ed una visione laica delle leggi dello Stato, non bisogna, infatti, trasferire il proprio credo nella stesura delle leggi: la fede cambia le coscienze- conclude Marino- non scrive le leggi".

ALTRI INTERVENTI

Le istituzioni politiche di fronte al testamento biologico? 'Sono ancora troppo timide e forse addirittura un po' ipocrite'. Lo afferma il ministro per le Politiche comunitarie Emma Bonino che, intervenendo a un dibattito di Skytg24 sulla liberta' della ricerca scientifica, aggiunge: 'Non si riesce a risolvere il caso Nuvoli per mancanza di regole chiare'.
'Spero si passi a una codificazione seria del testamento biologico', ha poi detto il ministro che alla domanda se i tempi sono maturi per una legge, ha risposto: 'A differenza della classe politica, l'opinione pubblica e' pronta'.
In tema di liberta' di ricerca scientifica sul quale ieri e' stato organizzato un seminario dall'associazione Luca Coscioni, a un anno dalla morte, il ministro ha messo in evidenza che la legge 40 'impone' una prospettiva. 'E' evidente che c'e' chi pensa che fare ricerca sull'embrione equivalga a fare ricerca su una persona adulta, ma questa e' solo un'opinione che non si puo' imporre', ha concluso il ministro.

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