Italia. Marino: senza legge sul testamento biologico si favorisce la desistenza terapeutica
'Sono estremamente interessanti e utili per il nostro lavoro sui disegni di legge sul testamento biologico, i dati illustrati ieri presso la Commissione Sanita' del Senato, dal Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva, un gruppo di studio che monitorizza oltre 300 rianimazioni italiane (su un totale di poco piu' di 400)'. E' quanto sostiene Ignazio Marino, presidente della Commissione sanita', secondo il quale 'i dati relativi alle decisioni terapeutiche di fine vita raccolti con un lavoro serio e rigoroso che dura dal 1991 debbono essere esaminati con grande attenzione da parte di chi deve prendere una decisione di tipo legislativo'.
'Mi ha molto colpito l dato relativo alla desistenza terapeutica che precederebbe nel 62% dei casi la morte del paziente in un campione di 5000 decessi su circa 30.000 che avvengono ogni anno nelle rianimazioni italiane. In molti casi questa decisione e' presa collegialmente, ma in altri casi e' presa da un singolo medico. Questo dato, che prendo come un dato statistico con la credibilita' scientifica di un gruppo cosi' serio, mi fa pensare che e' molto urgente l'approvazione di una legge'. 'Per quanto mi riguarda vorrei poter esprimere un suggerimento nelle terapie di fine vita anche se mi rendo conto che il compito di un rianimatore e' quello di 'rubare' tempo alla morte, mi preoccupa che possa essere deciso di desistere dalle terapie senza un processo ben disciplinato che tenga sempre conto non solo del parere del medico ma della facolta' di esprimere liberamente la propria volonta''.
Marino ha anche rassicurato il dott. Alberto Fontana, presidente nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, sul fatto che 'la Commissione sanita' non si sta occupando di nessun disegno di legge che possa portare ad approvare forme di eutanasia o di suicidio assistito, neanche in forma surrettizia'.
'Mi ha molto colpito l dato relativo alla desistenza terapeutica che precederebbe nel 62% dei casi la morte del paziente in un campione di 5000 decessi su circa 30.000 che avvengono ogni anno nelle rianimazioni italiane. In molti casi questa decisione e' presa collegialmente, ma in altri casi e' presa da un singolo medico. Questo dato, che prendo come un dato statistico con la credibilita' scientifica di un gruppo cosi' serio, mi fa pensare che e' molto urgente l'approvazione di una legge'. 'Per quanto mi riguarda vorrei poter esprimere un suggerimento nelle terapie di fine vita anche se mi rendo conto che il compito di un rianimatore e' quello di 'rubare' tempo alla morte, mi preoccupa che possa essere deciso di desistere dalle terapie senza un processo ben disciplinato che tenga sempre conto non solo del parere del medico ma della facolta' di esprimere liberamente la propria volonta''.
Marino ha anche rassicurato il dott. Alberto Fontana, presidente nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, sul fatto che 'la Commissione sanita' non si sta occupando di nessun disegno di legge che possa portare ad approvare forme di eutanasia o di suicidio assistito, neanche in forma surrettizia'.
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