Italia. Maurizio Gasparri: "non svolta proibizionista, ma di efficienza"
Stamani ai microfoni di Radio Radicale il ministro delle Comunicazioni, on. Maurizio Gasparri, ha chiarito la posizione del Governo dopo le polemiche per l'intervento del vicepresidente del Consiglio al convegno di San Patrignano: "sulla droga c'e' una svolta nel senso di efficienza e non in senso proibizionista".
Dopo aver ribadito che in Italia e' proibito da tempo usare le droghe, e che il Governo non ha intenzione di apportare modifiche legislative alle norme vigenti, il ministro ha sottolineato che "vogliamo creare una struttura di coordinamento che possa dare una risposta piu' immediata soprattutto per il recupero e per la prevenzione, perche' per quanto riguarda la repressione e' piu' un compito della polizia". La figura del prefetto Soggiu (candidata per dirigere il neo Dipartimento Nazionale Antidroga) dovrebbe riuscire a "razionalizzare meglio le competenze varie"; secondo il ministro sara' "una figura di raccordo, un punto di snodo costituito da una figura competente che non deve militarizzare la lotta alla droga, come alcuni scemi dicono, ma deve far parlare meglio queste varie realta', puo' servire per esempio a fare rimanere in carcere di meno coloro che possono andare in comunita', puo' difendere il lavoro delle comunita' che recuperano, puo' contribuire ad un'azione di prevenzione". Per Gasparri tutto questo "e' il contrario esatto di una brutale risposta di militarizzazione".
Dopo aver ribadito che in Italia e' proibito da tempo usare le droghe, e che il Governo non ha intenzione di apportare modifiche legislative alle norme vigenti, il ministro ha sottolineato che "vogliamo creare una struttura di coordinamento che possa dare una risposta piu' immediata soprattutto per il recupero e per la prevenzione, perche' per quanto riguarda la repressione e' piu' un compito della polizia". La figura del prefetto Soggiu (candidata per dirigere il neo Dipartimento Nazionale Antidroga) dovrebbe riuscire a "razionalizzare meglio le competenze varie"; secondo il ministro sara' "una figura di raccordo, un punto di snodo costituito da una figura competente che non deve militarizzare la lotta alla droga, come alcuni scemi dicono, ma deve far parlare meglio queste varie realta', puo' servire per esempio a fare rimanere in carcere di meno coloro che possono andare in comunita', puo' difendere il lavoro delle comunita' che recuperano, puo' contribuire ad un'azione di prevenzione". Per Gasparri tutto questo "e' il contrario esatto di una brutale risposta di militarizzazione".
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