Italia. Ministero Salute: cure palliative necessarie per 11 mila bambini
In Italia servono cure palliative per circa 11 mila bambini: le cure palliative, l'assistenza per non soffrire e quella psicologica per affrontare la fine della vita deve essere, secondo un piano messo a punto dalla Commissione per le cure palliative pediatriche del ministero della Salute, fondamentalmente dentro le mura di casa.
Un documento tecnico, che il ministro della Salute Livia Turco ha definito 'ottimo', terminato circa un mese fa ha gia' individuato i punti fondamentali per l'assistenza ai bambini con malattie inguaribili o terminali che hanno bisogno di trattamenti antidolore.
Nel documento si sottolinea con forza che la cura prestata a domicilio resta per l'eta' pediatrica l'obiettivo principale da raggiungere. Tuttavia possono esistere momenti in cui e' necessario il ricovero: in questi casi il luogo deve essere preparato in modo specifico per accogliere i piu' piccoli cosi' come il personale deve essere specificatamente formato.
La realizzazione della rete di cure palliative pediatriche deve avvenire su base regionale tenendo conto proprio della necessita' di provvedere ad una assistenza domiciliare, ed anche alle caratteristiche dell'assistenza dei diversi luoghi del paese. Le regioni sono chiamate a scegliere i modelli da attuare 'tenendo conto della necessita' prioritaria di riordinare l'utilizzo delle risorse comprimendo usi impropri di lunghe degenze in reparti ospedalieri, in particolare di tipo intensivo'.
Grande attenzione, infine viene dedicata nel documento all'assistenza psicologica da garantire alle famiglie e all'informazione che queste debbono avere sulle condizioni del bambino.
Nel documento si sancisce anche la necessita' di mettere a disposizione dei genitori la reperibilita' almeno telefonica di personale competente per ogni situazione d'emergenza. Ma quando e' possibile gli esperti della commissione consigliano di mantenere i normali ritmi di vita dei piccoli anche attraverso lezioni a casa o formazioni a distanza, senza dimenticare mai l'importanza dei rapporti di amicizia e la partecipazione alle attivita' di divertimento. E proprio per questo speciali educatori potrebbero insegnare ai genitori come proporre ai piccoli malati proposte di gioco compatibili con la malattia, senza dimenticare un riferimento spirituale 'qualora lo desideri il minore'.
Un documento tecnico, che il ministro della Salute Livia Turco ha definito 'ottimo', terminato circa un mese fa ha gia' individuato i punti fondamentali per l'assistenza ai bambini con malattie inguaribili o terminali che hanno bisogno di trattamenti antidolore.
Nel documento si sottolinea con forza che la cura prestata a domicilio resta per l'eta' pediatrica l'obiettivo principale da raggiungere. Tuttavia possono esistere momenti in cui e' necessario il ricovero: in questi casi il luogo deve essere preparato in modo specifico per accogliere i piu' piccoli cosi' come il personale deve essere specificatamente formato.
La realizzazione della rete di cure palliative pediatriche deve avvenire su base regionale tenendo conto proprio della necessita' di provvedere ad una assistenza domiciliare, ed anche alle caratteristiche dell'assistenza dei diversi luoghi del paese. Le regioni sono chiamate a scegliere i modelli da attuare 'tenendo conto della necessita' prioritaria di riordinare l'utilizzo delle risorse comprimendo usi impropri di lunghe degenze in reparti ospedalieri, in particolare di tipo intensivo'.
Grande attenzione, infine viene dedicata nel documento all'assistenza psicologica da garantire alle famiglie e all'informazione che queste debbono avere sulle condizioni del bambino.
Nel documento si sancisce anche la necessita' di mettere a disposizione dei genitori la reperibilita' almeno telefonica di personale competente per ogni situazione d'emergenza. Ma quando e' possibile gli esperti della commissione consigliano di mantenere i normali ritmi di vita dei piccoli anche attraverso lezioni a casa o formazioni a distanza, senza dimenticare mai l'importanza dei rapporti di amicizia e la partecipazione alle attivita' di divertimento. E proprio per questo speciali educatori potrebbero insegnare ai genitori come proporre ai piccoli malati proposte di gioco compatibili con la malattia, senza dimenticare un riferimento spirituale 'qualora lo desideri il minore'.
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