Italia. Il ministro della Salute e la sentenza di Venezia sulla cannabis
Nessun medicinale contente derivati della Cannabis Sativa risulta autorizzato in Italia, ne' vi e' stata alcuna comunicazione di sperimentazione approvata a questo scopo: e' il ministro della Salute Girolamo Sirchia che auspica per il futuro, in vicende come quella della donna che ha ottenuto, con una sentenza, farmaci cannabinoidi, una consultazione preventiva con il Ministero della Salute. In particolare, sempre per Sirchia, con il ministero deve essere coinvolta la Commissione Unica del Farmaco, "unici organismi preposti alla valutazione in rapporto a rischi e benefici, onde evitare iniziative che non hanno basi scientifiche sufficienti".
Il ministro ha anche fatto sapere che al momento non e' arrivata alla Direzione farmaci alcuna richiesta che motivi la indispensabilita' del'uso dei cannabinoidi nella paziente dalla ASL di San Dona' di Piave.
Esistono alcuni studi a sostegno dell'uso dei cannabinoidi per il controllo del vomito grave in corso di chemioterapia ma tuttavia "mancano studi comparativi di controllo che stabiliscano l'effetto di questi farmaci nei confronti di terapie consolidate e la cui efficacia risulta largamente documentata".
Per quanto riguarda l'impiego come analgesico dei derivati della Cannabis Sativa, i farmaci disponibili e rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale consentono un controllo adeguato del dolore grave in fase terminale. La conferma viene anche da una recente revisione sistematica apparsa sulla rivista internazionale British Medical Journal che riferisce come l'abuso dei derivati della Cannabis Sativa non abbia effetti superiori a quelli dei farmaci analgesici oggi disponibili per il controllo del dolore.
Il ministro ha anche fatto sapere che al momento non e' arrivata alla Direzione farmaci alcuna richiesta che motivi la indispensabilita' del'uso dei cannabinoidi nella paziente dalla ASL di San Dona' di Piave.
Esistono alcuni studi a sostegno dell'uso dei cannabinoidi per il controllo del vomito grave in corso di chemioterapia ma tuttavia "mancano studi comparativi di controllo che stabiliscano l'effetto di questi farmaci nei confronti di terapie consolidate e la cui efficacia risulta largamente documentata".
Per quanto riguarda l'impiego come analgesico dei derivati della Cannabis Sativa, i farmaci disponibili e rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale consentono un controllo adeguato del dolore grave in fase terminale. La conferma viene anche da una recente revisione sistematica apparsa sulla rivista internazionale British Medical Journal che riferisce come l'abuso dei derivati della Cannabis Sativa non abbia effetti superiori a quelli dei farmaci analgesici oggi disponibili per il controllo del dolore.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti