Italia. Ministro Turco: visitero' Welby, ma no allo stacco della spina
Piergiorgio Welby, co-Presidente dell'Associazione Coscioni, ha accettato di essere formalmente il primo firmatario della petizione, lanciata dall'associazione alcune settimane fa, e le cui prime 10000 firme sono state consegnate negli scorsi giorni al Presidente della Camera Fausto Bertinotti, sulla questione eutanasia. In particolare la petizione chiede al Parlamento che venga avviata una indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina e che vengano calendarizzate le proposte di legge gia' depositate sulle decisioni di fine vita.
TURCO: ANDRO' A TROVARE WELBY
'Andro' a trovare Piergiorgio Welby, ma sono contraria a staccare la spina'. Lo ha affermato il ministro della Salute, Livia Turco, intervenendo alla trasmissione 'Le storie ' in onda su Rai3. La Turco ha espresso la volonta' di andare a trovare Piergiorgio Welby, gravemente malato di distrofia muscolare progressiva, che da tempo chiede gli sia staccato il respiratore, 'per esprimere la mia gratitudine, perche' - spiega - ci sta dando messaggio di grande vita. Dimostra che la persona umana e' una miniera di opportunita', percio' sono contraria a staccare la spina'.
Il ministro ci tiene a esprimere una sua 'opinione personale, per la quale sono pronta a lasciare l'incarico governativo. Non me la sento di affermare in una legge che si puo' staccare la spina, perche' non credo che questo attenga all'esercizio della liberta' personale'. Per la Turco, da 'vicende drammatiche come queste e' sbagliato trarre una decisione in tal senso, non posso farlo io come ministro', afferma aggiungendo che semmai la decisione spetta al Parlamento.
La richiesta di Welby, di aver staccato il respiratore e di essere sedato, 'la possono accogliere i medici -risponde Turco- sulla base del loro codice deontologico.
Sarebbe molto grave una parola di un ministro su una vicenda di questo tipo, che attiene alla liberta' personale, al rapporto fra medico e paziente, alla scienza e alla deontologia medica'.
Al di la della drammatica vicenda di Welby, 'ci sono tante cose -afferma il ministro nell'intervista con Corrado Augias- che si possono fare per promuovere la dignita' delle persone in tutte le fasi della loro vita. Voglio andare a verificare come si muore oggi negli ospedali e nelle strutture sanitarie, fare in modo che le terapie anti-dolore cosi' poco sviluppate diventino normalita' e altrettanto le cure palliative. Queste le considero grandi responsabilita' e proprio da Welby traggo la spinta umana ed etica a fare in modo che si possa morire con dignita' in questo Paese'.
COMMENTI
"Avete scelto di combattere intorno al corpo sofferente di un uomo una battaglia contro, invece che per la vita. Non vi interessa del destino singolo. Ne avreste più rispetto. Vi interessa una battaglia filosofica, di principio.
Sostituire alla vita lo Stato": un editoriale di 'Avvenire' intitolato "Macabra battaglia sul corpo" critica in questi termini, oggi, chi sostiene la causa dell'eutanasia per Piergiorgio Welby.
"Vien da dire -scrive Davide Rondoni sul quotidiano dei vescovi italiani- che se uno di questi manifestanti avesse a cuore veramente la fine delle sofferenze di quell'uomo che hanno reso bandiera, se avesse a cuore la sua propria e personale sofferenza, andrebbe lì, staccherebbe la spina. Invece di sbandierarlo come un pupazzo. O meglio, spenderebbe i giorni e ogni sua risorsa per consolarlo. Invece di usarlo come pretesto".
"Ritengo doveroso da parte del Parlamento dare quanto prima una risposta positiva alla petizione di cui e' primo firmatario Piergiorgio Welby, calendarizzando le proposte di legge sull'eutanasia e avviando un'indagine conoscitiva".
Questo e' quanto dichiara Silvana Mura, deputata di Idv sulla petizione firmata dal co-presidente dell'associazione Coscioni.
"Non si tratta di legalizzare l'eutanasia- prosegue Mura- ma di dar vita ad un dibattito ampio e, per quanto possibile, libero da posizioni ideologiche precostituite, sulla base di una o piu' proposte di legge". Poi ogni partito, "ma sarebbe preferibile ogni parlamentare- prosegue la deputata Idv- assumera' le decisioni che riterra' piu' opportune sulla base della propria coscienza. Ad uomo di grande dignita' e coraggio come Welby il Parlamento puo' anche dare una risposta negativa- conclude Mura- ma non puo' lavarsi le mani lasciando la questione chiusa in un cassetto per cinque anni".
"Il partito repubblicano rispetta la liberta' del singolo e la liberta' di scelta dell'individuo che va rispettata sempre, soprattutto quando si affronta il tema delicato del dolore". Cosi' Francesco Nucara, segretario del PRI. "Come ha dichiarato Umberto Veronesi, la richiesta volontaria di porre fine alla propria esistenza puo' maturare quando la vita diventa insopportabile per sofferenza e perdita della propria dignita'".
"Ancora oggi i giornali riportano gli inqualificabili attacchi al presidente della commissione Igiene e Sanita' del Senato, Ignazio Marino, al quale va tutta la mia solidarieta'. E' davvero singolare e preoccupante che certe affermazioni siano venute anche da alti esponenti della maggioranza per le sue corrette prese di posizione sul testamento biologico e sulla richiesta del signor Welby". Lo afferma Gianpaolo Silvestri (Verdi-Pdci), vicepresidente della commissione sanita'. "Se c'e' chi pensa di strumentalizzare questioni 'eticamente sensibili'- prosegue l'esponente dei Verdi- per destabilizzare l'Unione si sbaglia e non andra' lontano, il 'programma canta'. Siamo e saremo unitari e responsabili ma non se ne abusi".
Per Silvestri, "probabilmente il mullah Omar si e' nascosto in Italia trovando lavoro come consigliere spirituale della Cdl e rifugio nella sede della Margherita. Non passa giorno in cui epigoni dello stato etico teocratico proibizionista (presenti in entrambi gli schieramenti) non ci inondino con i loro no, la loro omnipresente triade dio/patria/famiglia, la loro inesistente idea di diritti individuali e di laicita' dello Stato". Insiste l'esponente del Sole che ride: "Dalla voglia di incarcerare per uno spinello allo scandalo padovano dell'anagrafe affettiva, dall'arroganza di decidere sulla vita e sulla morte degli altri all'isteria collettiva non appena si accenna alle unioni civili (sia etero che omosessuali), dalle lugubri e criminali bugie per non dire di usare il profilattico alla tragedia nazionale dei presepi invenduti. Insomma, non si esageri".
'Se si accerta che un intervento diventa 'strumento di tortura' e' bene riflettere. Se poi e' lo stesso malato a dichiarare che l'intervento e' ritenuto una 'tortura' diventa un dovere promuovere una riflessione. Vale per il Ministro Turco e per il mondo politico tutto'. E' quanto sostiene Chiara Moroni, deputata di Forza Italia in relazione alla intenzione del Ministro Turco di incontrare Welby.
'Molte dichiarazioni di esponenti del mondo accademico e scientifico - sottolinea la parlamentare - dovrebbero indurre la politica ad analizzare la delicata materia senza steccati ideologici. Il Professore Sabatelli, neurologo del Gemelli, ricorda che e' legittima ed ammissibile la richiesta di sospensione della respirazione artificiale se un medico accerta che un apparecchio diventa strumento di sofferenza e non piu' di terapia'.
'La politica non puo' essere sorda rispetto alle indicazioni che vengono dal mondo scientifico ed e' chiamata - conclude Moroni - ad intervenire, con rapidita' e competenza, per risolvere un evidente vuoto legislativo.
'Ho il massimo rispetto per la vicenda umana e per la testimonianza di dolore di Piergiorgio Welby. Trovo pero' inconcepibile che questo caso umano venga strumentalizzato dal mondo politico per introdurre una legge sull'eutanasia'. Cosi' Maurizio Lupi, parlamentare di Forza Italia.
'Nessuno mette in dubbio che quella di Welby sia una testimonianza drammatica che ci interroga, questo pero' non significa che, come qualcuno sta facendo, possa essere utilizzata per arrivare a stabilire per legge chi deve morire e chi deve vivere', osserva Lupi.
'Da questo punto di vista va sicuramente apprezzato l'atteggiamento del Ministro Turco. Lo Stato non puo' decidere della vita e della morte dei propri cittadini neanche se si tratta di persone che soffrono come Welby'.
"E' strano che a far notizia sia soltanto chi sbandiera il diritto a morire mentre le voci di coloro che invocano il diritto e l'aiuto a vivere dignitosamente rimangono silenziose." Ad affermarlo e' Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia della commissione Affari sociali della Camera commentando la petizione firmata dal co-presidente dell'associazione Coscioni per richiedere una normativa che preveda l'eutanasia.
"Vi sono casi analoghi a quello di Piergiorgio Welby- continua il parlamentare forzista- che, invece, vorrebbero gridare il loro attaccamento alla vita, e' il caso per esempio di Carlo Marongiu un uomo di 55 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica che da 8 anni vive paralizzato e attaccato ad un respiratore, ma che non ha mai smesso di avere fame di vita". Tre cose che alleviano la sofferenza poi, sottolinea Di Virgilio "Carlo vorrebbe ricordare a tutti gli ammalati: la preghiera, la pazienza e la fantasia, perche' per lui- spiega il deputato azzurro- la vita vale sempre e comunque la pena di essere vissuta". Sul tema dell'eutanasia "devo purtroppo constatare con un certo sgomento- prosegue Di Virgilio- che ci si esprime con leggerezza. La vita e' sacra ed intangibile come ci insegna Carlo Marongiu ed altri casi analoghi e dovremo concentrarci ed impegnarci tutti- conclude il parlamentare forzista- ad alleviare con il sostegno umano e la competenza professionale la sofferenza sia fisica che psicologica dei malati".
TURCO: ANDRO' A TROVARE WELBY
'Andro' a trovare Piergiorgio Welby, ma sono contraria a staccare la spina'. Lo ha affermato il ministro della Salute, Livia Turco, intervenendo alla trasmissione 'Le storie ' in onda su Rai3. La Turco ha espresso la volonta' di andare a trovare Piergiorgio Welby, gravemente malato di distrofia muscolare progressiva, che da tempo chiede gli sia staccato il respiratore, 'per esprimere la mia gratitudine, perche' - spiega - ci sta dando messaggio di grande vita. Dimostra che la persona umana e' una miniera di opportunita', percio' sono contraria a staccare la spina'.
Il ministro ci tiene a esprimere una sua 'opinione personale, per la quale sono pronta a lasciare l'incarico governativo. Non me la sento di affermare in una legge che si puo' staccare la spina, perche' non credo che questo attenga all'esercizio della liberta' personale'. Per la Turco, da 'vicende drammatiche come queste e' sbagliato trarre una decisione in tal senso, non posso farlo io come ministro', afferma aggiungendo che semmai la decisione spetta al Parlamento.
La richiesta di Welby, di aver staccato il respiratore e di essere sedato, 'la possono accogliere i medici -risponde Turco- sulla base del loro codice deontologico.
Sarebbe molto grave una parola di un ministro su una vicenda di questo tipo, che attiene alla liberta' personale, al rapporto fra medico e paziente, alla scienza e alla deontologia medica'.
Al di la della drammatica vicenda di Welby, 'ci sono tante cose -afferma il ministro nell'intervista con Corrado Augias- che si possono fare per promuovere la dignita' delle persone in tutte le fasi della loro vita. Voglio andare a verificare come si muore oggi negli ospedali e nelle strutture sanitarie, fare in modo che le terapie anti-dolore cosi' poco sviluppate diventino normalita' e altrettanto le cure palliative. Queste le considero grandi responsabilita' e proprio da Welby traggo la spinta umana ed etica a fare in modo che si possa morire con dignita' in questo Paese'.
COMMENTI
"Avete scelto di combattere intorno al corpo sofferente di un uomo una battaglia contro, invece che per la vita. Non vi interessa del destino singolo. Ne avreste più rispetto. Vi interessa una battaglia filosofica, di principio.
Sostituire alla vita lo Stato": un editoriale di 'Avvenire' intitolato "Macabra battaglia sul corpo" critica in questi termini, oggi, chi sostiene la causa dell'eutanasia per Piergiorgio Welby.
"Vien da dire -scrive Davide Rondoni sul quotidiano dei vescovi italiani- che se uno di questi manifestanti avesse a cuore veramente la fine delle sofferenze di quell'uomo che hanno reso bandiera, se avesse a cuore la sua propria e personale sofferenza, andrebbe lì, staccherebbe la spina. Invece di sbandierarlo come un pupazzo. O meglio, spenderebbe i giorni e ogni sua risorsa per consolarlo. Invece di usarlo come pretesto".
"Ritengo doveroso da parte del Parlamento dare quanto prima una risposta positiva alla petizione di cui e' primo firmatario Piergiorgio Welby, calendarizzando le proposte di legge sull'eutanasia e avviando un'indagine conoscitiva".
Questo e' quanto dichiara Silvana Mura, deputata di Idv sulla petizione firmata dal co-presidente dell'associazione Coscioni.
"Non si tratta di legalizzare l'eutanasia- prosegue Mura- ma di dar vita ad un dibattito ampio e, per quanto possibile, libero da posizioni ideologiche precostituite, sulla base di una o piu' proposte di legge". Poi ogni partito, "ma sarebbe preferibile ogni parlamentare- prosegue la deputata Idv- assumera' le decisioni che riterra' piu' opportune sulla base della propria coscienza. Ad uomo di grande dignita' e coraggio come Welby il Parlamento puo' anche dare una risposta negativa- conclude Mura- ma non puo' lavarsi le mani lasciando la questione chiusa in un cassetto per cinque anni".
"Il partito repubblicano rispetta la liberta' del singolo e la liberta' di scelta dell'individuo che va rispettata sempre, soprattutto quando si affronta il tema delicato del dolore". Cosi' Francesco Nucara, segretario del PRI. "Come ha dichiarato Umberto Veronesi, la richiesta volontaria di porre fine alla propria esistenza puo' maturare quando la vita diventa insopportabile per sofferenza e perdita della propria dignita'".
"Ancora oggi i giornali riportano gli inqualificabili attacchi al presidente della commissione Igiene e Sanita' del Senato, Ignazio Marino, al quale va tutta la mia solidarieta'. E' davvero singolare e preoccupante che certe affermazioni siano venute anche da alti esponenti della maggioranza per le sue corrette prese di posizione sul testamento biologico e sulla richiesta del signor Welby". Lo afferma Gianpaolo Silvestri (Verdi-Pdci), vicepresidente della commissione sanita'. "Se c'e' chi pensa di strumentalizzare questioni 'eticamente sensibili'- prosegue l'esponente dei Verdi- per destabilizzare l'Unione si sbaglia e non andra' lontano, il 'programma canta'. Siamo e saremo unitari e responsabili ma non se ne abusi".
Per Silvestri, "probabilmente il mullah Omar si e' nascosto in Italia trovando lavoro come consigliere spirituale della Cdl e rifugio nella sede della Margherita. Non passa giorno in cui epigoni dello stato etico teocratico proibizionista (presenti in entrambi gli schieramenti) non ci inondino con i loro no, la loro omnipresente triade dio/patria/famiglia, la loro inesistente idea di diritti individuali e di laicita' dello Stato". Insiste l'esponente del Sole che ride: "Dalla voglia di incarcerare per uno spinello allo scandalo padovano dell'anagrafe affettiva, dall'arroganza di decidere sulla vita e sulla morte degli altri all'isteria collettiva non appena si accenna alle unioni civili (sia etero che omosessuali), dalle lugubri e criminali bugie per non dire di usare il profilattico alla tragedia nazionale dei presepi invenduti. Insomma, non si esageri".
'Se si accerta che un intervento diventa 'strumento di tortura' e' bene riflettere. Se poi e' lo stesso malato a dichiarare che l'intervento e' ritenuto una 'tortura' diventa un dovere promuovere una riflessione. Vale per il Ministro Turco e per il mondo politico tutto'. E' quanto sostiene Chiara Moroni, deputata di Forza Italia in relazione alla intenzione del Ministro Turco di incontrare Welby.
'Molte dichiarazioni di esponenti del mondo accademico e scientifico - sottolinea la parlamentare - dovrebbero indurre la politica ad analizzare la delicata materia senza steccati ideologici. Il Professore Sabatelli, neurologo del Gemelli, ricorda che e' legittima ed ammissibile la richiesta di sospensione della respirazione artificiale se un medico accerta che un apparecchio diventa strumento di sofferenza e non piu' di terapia'.
'La politica non puo' essere sorda rispetto alle indicazioni che vengono dal mondo scientifico ed e' chiamata - conclude Moroni - ad intervenire, con rapidita' e competenza, per risolvere un evidente vuoto legislativo.
'Ho il massimo rispetto per la vicenda umana e per la testimonianza di dolore di Piergiorgio Welby. Trovo pero' inconcepibile che questo caso umano venga strumentalizzato dal mondo politico per introdurre una legge sull'eutanasia'. Cosi' Maurizio Lupi, parlamentare di Forza Italia.
'Nessuno mette in dubbio che quella di Welby sia una testimonianza drammatica che ci interroga, questo pero' non significa che, come qualcuno sta facendo, possa essere utilizzata per arrivare a stabilire per legge chi deve morire e chi deve vivere', osserva Lupi.
'Da questo punto di vista va sicuramente apprezzato l'atteggiamento del Ministro Turco. Lo Stato non puo' decidere della vita e della morte dei propri cittadini neanche se si tratta di persone che soffrono come Welby'.
"E' strano che a far notizia sia soltanto chi sbandiera il diritto a morire mentre le voci di coloro che invocano il diritto e l'aiuto a vivere dignitosamente rimangono silenziose." Ad affermarlo e' Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia della commissione Affari sociali della Camera commentando la petizione firmata dal co-presidente dell'associazione Coscioni per richiedere una normativa che preveda l'eutanasia.
"Vi sono casi analoghi a quello di Piergiorgio Welby- continua il parlamentare forzista- che, invece, vorrebbero gridare il loro attaccamento alla vita, e' il caso per esempio di Carlo Marongiu un uomo di 55 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica che da 8 anni vive paralizzato e attaccato ad un respiratore, ma che non ha mai smesso di avere fame di vita". Tre cose che alleviano la sofferenza poi, sottolinea Di Virgilio "Carlo vorrebbe ricordare a tutti gli ammalati: la preghiera, la pazienza e la fantasia, perche' per lui- spiega il deputato azzurro- la vita vale sempre e comunque la pena di essere vissuta". Sul tema dell'eutanasia "devo purtroppo constatare con un certo sgomento- prosegue Di Virgilio- che ci si esprime con leggerezza. La vita e' sacra ed intangibile come ci insegna Carlo Marongiu ed altri casi analoghi e dovremo concentrarci ed impegnarci tutti- conclude il parlamentare forzista- ad alleviare con il sostegno umano e la competenza professionale la sofferenza sia fisica che psicologica dei malati".
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