Italia. Molti gli emendamenti ai ddl sul testamento biologico
Acquisito l'orientamento della Presidenza del Senato di lasciare alla Commissione Igiene la esclusiva competenza per definire l'iter referente degli 8 disegni legge sul consenso informato e le dichiarazioni anticipate di volonta' sui trattamenti sanitari, in Commissione Giustizia si e' ampiamente discusso sulle modalita' di stesura del parere che recepisca le numerose proposte emendative su una materia che investe problemi giuridici di rilevanza almeno pari a quelli di carattere sanitario.
Il relatore Casson (Ulivo) ha prospettato la possibilita' di elaborare un parere in forma di articolato, cioe' un ulteriore schema normativo che faccia da punto di riferimento per i ddl all'esame della Igiene. Ma su questa ipotesi si sono registrate le riserve di Centaro (F.I.) e altri senatori per il rischio di proporre un testo che complichi il lavoro preparatorio della Commissione di merito. Per D'Ambrosio (Ulivo) e, pero', necessario che il parere della Giustizia contenga indicazioni molto puntuali visto che la questione del testamento biologico coinvolge numerosi aspetti sui quali anche la comunita' medica chiede un intervento chiarificatore dei giuristi.
Per D'Onofrio (UDC) la Commissione Giustizia non deve esprimere alcun parere sui ddl in materia di testamento biologico prima che siano sciolte le pregiudiziali di costituzionalita' riguardanti la competenza concorrente tra Stato e Regioni in materia di tutela della salute. Il sottosegretario alla Giustizia Scotti ha replicato che la materia e' di competenza statale perche' si tratta di definire livelli essenziali delle prestazioni in materia di diritti civili e non si possono creare difformita' di scelte tra le Regioni in merito al trattamento sanitario cui sottoporre un malato con il rischio di spostamenti del cittadino interessato una Regione diversa da quella di appartenenza.
EFFICIENZA DEL SSN: la Commissione istituita a Palazzo Madama sulla efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale ha varato il programma di lavori della inchiesta che intende svolgere in merito con particolare rifuardo all'attuazione del Piano della prevenzione e delle emergenze sanitarie, agli aspetti igienico - sanitari e gestionali dei Policlinici universitari e degli altri ospedali d'insegnamento, al sistema di verifica e controlo sull'assistenza, alle diversita' di prestazioni e di assistenza domiciliare esistenti nelle varie aree del Paese.
L'indagine e' stata avviata procedendo ad un'audizione del Presidente dell'Istituto Superiore di sanita, Enrico Geraci.
PROFESSIONE INTRAMURARIA: con audizioni di rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del settore medico la Commissione Igiene ha proseguito la procedura informativa che sta da tempo conducendo sull'esercizio della libera professione medica intramuraria con particolare riferimento alle liste di attesa e alle disparita' di accesso al servizio. Per vari rappresentanti sindacali le cause delle liste da attesa non sono da connettere al non funzionamento della disciplina sulla liberta' professionale dei medici all'interno delle strutture ospedaliere, ma vanno imputate a problemi organizzativi e alla mancanza di attrezzature adeguate e del loro pieno utilizzo per lo svolgimento dell'attivita' dei sanitari. L'ex sottosegretario alla salute Cursi (AN) ha ribadito che la libera professione intramuraria e' inodonea a ridurre le liste di attesa e ha sottolineato che c'e' scarsa attrenzione del Governo in materia. Il Presidente della Commissione Marino ha rilevato l'esigenza di rapida conclusione dell'indagine per fornire utili indicazioni all'esecutivo vista la disponibilita' espressa dal Ministro Livia Turco ad iniziative legislative in merito.
ALTRI COMMENTI
"Non si tratta di porre in essere una legge che vada bene anche ai cattolici in materia di testamento biologico, non e' un problema da ascrivere al fatto che si sia credenti o meno. Il punto e' che la vita e' un bene indisponibile a prescindere da quanto il cattolicesimo ci ha insegnato". E' quanto afferma la senatrice di Forza Italia, Laura Bianconi, capogruppo del partito in commissione Sanita' del Senato. "Anche noi- spiega- siamo contrari all'accanimento terapeutico, ma abbiamo la sensazione che quello che sta prendendo il sopravvento sia un'altra grave forma di accanimento: l'abbandono terapeutico". L'auspicio di Bianconi e' che "la politica resti fuori da qualsiasi intervento volto a promuovere questo rifiuto della vita, come e' accaduto nel caso di Welby e come accadrebbe- dice- se permettessimo la nascita di una legge che dia ad ognuno di noi la possibilita' di decidere se curarsi o lasciarsi morire".
Una legge che sponsorizzi "l'eutanasia mascherata" sarebbe "contro la naturale responsabilita' di vivere che abbiamo", dice Bianconi che propone di portare avanti, invece, "delle politiche di sostegno alla vita" creando strutture in grado di "affiancare e sostenere coloro che sono gravemente malati". Bianconi, poi, invita i senatori dell'opposizione, in particolare Finocchiaro e Marino, che stanno lavorando alla legge sul testamento biologico, "ad avere il coraggio di fare un passo in dietro rinunciando a gestire anche il diritto di vivere".
Il relatore Casson (Ulivo) ha prospettato la possibilita' di elaborare un parere in forma di articolato, cioe' un ulteriore schema normativo che faccia da punto di riferimento per i ddl all'esame della Igiene. Ma su questa ipotesi si sono registrate le riserve di Centaro (F.I.) e altri senatori per il rischio di proporre un testo che complichi il lavoro preparatorio della Commissione di merito. Per D'Ambrosio (Ulivo) e, pero', necessario che il parere della Giustizia contenga indicazioni molto puntuali visto che la questione del testamento biologico coinvolge numerosi aspetti sui quali anche la comunita' medica chiede un intervento chiarificatore dei giuristi.
Per D'Onofrio (UDC) la Commissione Giustizia non deve esprimere alcun parere sui ddl in materia di testamento biologico prima che siano sciolte le pregiudiziali di costituzionalita' riguardanti la competenza concorrente tra Stato e Regioni in materia di tutela della salute. Il sottosegretario alla Giustizia Scotti ha replicato che la materia e' di competenza statale perche' si tratta di definire livelli essenziali delle prestazioni in materia di diritti civili e non si possono creare difformita' di scelte tra le Regioni in merito al trattamento sanitario cui sottoporre un malato con il rischio di spostamenti del cittadino interessato una Regione diversa da quella di appartenenza.
EFFICIENZA DEL SSN: la Commissione istituita a Palazzo Madama sulla efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale ha varato il programma di lavori della inchiesta che intende svolgere in merito con particolare rifuardo all'attuazione del Piano della prevenzione e delle emergenze sanitarie, agli aspetti igienico - sanitari e gestionali dei Policlinici universitari e degli altri ospedali d'insegnamento, al sistema di verifica e controlo sull'assistenza, alle diversita' di prestazioni e di assistenza domiciliare esistenti nelle varie aree del Paese.
L'indagine e' stata avviata procedendo ad un'audizione del Presidente dell'Istituto Superiore di sanita, Enrico Geraci.
PROFESSIONE INTRAMURARIA: con audizioni di rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl del settore medico la Commissione Igiene ha proseguito la procedura informativa che sta da tempo conducendo sull'esercizio della libera professione medica intramuraria con particolare riferimento alle liste di attesa e alle disparita' di accesso al servizio. Per vari rappresentanti sindacali le cause delle liste da attesa non sono da connettere al non funzionamento della disciplina sulla liberta' professionale dei medici all'interno delle strutture ospedaliere, ma vanno imputate a problemi organizzativi e alla mancanza di attrezzature adeguate e del loro pieno utilizzo per lo svolgimento dell'attivita' dei sanitari. L'ex sottosegretario alla salute Cursi (AN) ha ribadito che la libera professione intramuraria e' inodonea a ridurre le liste di attesa e ha sottolineato che c'e' scarsa attrenzione del Governo in materia. Il Presidente della Commissione Marino ha rilevato l'esigenza di rapida conclusione dell'indagine per fornire utili indicazioni all'esecutivo vista la disponibilita' espressa dal Ministro Livia Turco ad iniziative legislative in merito.
ALTRI COMMENTI
"Non si tratta di porre in essere una legge che vada bene anche ai cattolici in materia di testamento biologico, non e' un problema da ascrivere al fatto che si sia credenti o meno. Il punto e' che la vita e' un bene indisponibile a prescindere da quanto il cattolicesimo ci ha insegnato". E' quanto afferma la senatrice di Forza Italia, Laura Bianconi, capogruppo del partito in commissione Sanita' del Senato. "Anche noi- spiega- siamo contrari all'accanimento terapeutico, ma abbiamo la sensazione che quello che sta prendendo il sopravvento sia un'altra grave forma di accanimento: l'abbandono terapeutico". L'auspicio di Bianconi e' che "la politica resti fuori da qualsiasi intervento volto a promuovere questo rifiuto della vita, come e' accaduto nel caso di Welby e come accadrebbe- dice- se permettessimo la nascita di una legge che dia ad ognuno di noi la possibilita' di decidere se curarsi o lasciarsi morire".
Una legge che sponsorizzi "l'eutanasia mascherata" sarebbe "contro la naturale responsabilita' di vivere che abbiamo", dice Bianconi che propone di portare avanti, invece, "delle politiche di sostegno alla vita" creando strutture in grado di "affiancare e sostenere coloro che sono gravemente malati". Bianconi, poi, invita i senatori dell'opposizione, in particolare Finocchiaro e Marino, che stanno lavorando alla legge sul testamento biologico, "ad avere il coraggio di fare un passo in dietro rinunciando a gestire anche il diritto di vivere".
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