Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Italia. Nicastro: urgente legge sui malati terminali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Anche il tema dell'eutanasia entra tra i problemi affrontati dal presidente Gaetano Nicastro nella relazione di inaugurazione dell'Anno giudiziario. Scrive Nicastro:"rimane ambiguo il concetto stesso di accanimento terapeutico sicce' appare indispensabile e urgente un intervento del legislatore che affronti e chiarisca i gravi problemi che sempre piu' frequentemente si presentano al giurista e al medico".
Quando dunque e' "legittimo interrompere il trattamento terapeutico nei malati terminali"?, si interroga Nicastro. "Alla soluzione sono indubbiamente connessi profondi problemi etici, che investono il significato stesso della vita umana e diritti ritenuti indisponibili. E' difficile appellarsi, allo scopo, alla legge 598/'93, che collega la morte alla cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo, dettata da altri fini, mentre e' indubbio che la nostra Costituzione esclude che si possa essere obbligati ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, garantendo il diritto alla salute e contemporaneamente, all'autodeterminazione".

COMMENTI


Riccardo Pedrizzi
, di An, contesta il giudizio del presidente Gaetano Nicastro. Per Pedrizzi, 'sui casi alla Welby non c'e' nessun vuoto legislativo e una normativa in questo campo, quindi, non e' ne' indispensabile ne' urgente'. Pedrizzi cita, dal codice penale, gli articoli 579 (omicidio del consenziente) e 580 (istigazione o aiuto al suicidio), e sottolinea che nella Costituzione non esiste alcun 'diritto alla morte, che dunque e' giuridicamente insussistente'.
Quanto al caso di Piergiorgio Welby, Perdrizzi nota che i trattamenti che sono stati interrotti 'non erano meri trattamenti sanitari, non erano semplici atti medici, ma mezzi dovuti di sostegno vitale, di supporto alla vita'.
'Per capirci una legge che consentisse di staccare la spina ai nuovi Welby, non sarebbe contro l'accanimento terapeutico, ma a favore dell'eutanasia'.

"Non si comprende se il discorso del presidente facente funzioni della Cassazione sia stato preparato per un'assemblea delle correnti più sinistre dell'Anm o se, come era stato annunciato, essa sia veramente la relazione di apertura dell'anno giudiziario". E' quanto afferma ils enatore Alfredo Mantovano, del Comitato esecutivo di Alleanza Nazionale.
"Pur abituati a far coincidere l'inaugurazione con la giornata delle esternazioni improvvide, va riconosciuto al dott. Nicastro di aver superato i predecessori: dà il gradimento al governo Prodi (scordandosi di spiegare che cosa ha proposto finora per la giustizia), - aggiunge Mantovano - nega perfino la distinzione fra pm e giudice (altro che separazione!), dà voce a quella parte della magistratura (si spera, minoritaria) che interpreta il proprio ruolo come maestra di tutti, incluso della politica, arriva a fare uno spot pro eutanasia".
"Il ministro Mastella ha preso doverosi appunti?", chiede Mantovano. "E' quello che succede quando, invece di fare, o anche solo di prospettare, riforme serie, - conclude - si dà seguito (come egli ha fatto finora) ai desiderata di una parte dell'Anm.

Secondo il presidente della commissione Sanita' di Palazzo Madama, Ignazio Marino (Ds) e' 'Inequivocabile' il richiamo del presidente della prima sezione di Cassazione, Gaetano Nicastro al legislatore affinche' rifletta sulle questioni legate alle malattie terminali e sulle problematiche relative alla fine della vita. 'Da Nicastro - ha affermato il parlamentare - un autorevole richiamo - l'assenza di una legge favorira' il proliferare di casi dubbi'.
Marino, che proprio in questi giorni e' al lavoro insieme alla commissione per l'approvazione di una legge sul testamento biologico 'in modo da consentire a ognuno il diritto di esprimere la propria volonta' rispetto ai trattamenti sanitari che ritiene di poter accettare', ha inoltre ricordato che i lavori in Senato riprenderanno a febbraio, dopo una pausa di una settimana.
Nessun rallentamento politico, ha assicurato Marino, 'e' solo una pausa tecnica per fare il punto sulle audizioni'. 'Grazie alla discussione in atto - ha spiegato il presidente - ci siamo infatti accorti che sarebbe utile approfondire alcune criticita'. Ad esempio un tema e' quello dell'idratazione e della nutrizione enterale. Pensiamo di ascoltare le societa' scientifiche'. Dunque ancora 4 o cinque soggetti saranno invitati a riferire in commissione e poi si dara' il via alla discussione generale.
Riguardo al richiamo di Nicastro di arrivare in tempi brevi ad una legge, Marino ha affermato: 'Ritengo anch'io che proprio il progresso della scienza e della tecnologia ci porra' sempre piu' spesso di fronte a casi drammatici che richiederanno decisioni difficili e di grande rilievo etico. Oggi siamo in grado di prolungare artificialmente le funzioni biologiche di corpi sostanzialmente abbandonati dalla vita, senza nessuna possibilita' di miglioramento. Il legislatore ha il dovere di chiedersi se questo sia giusto, a quali condizioni e con quali limiti, e di offrire delle risposte'. 'Credo - ha aggiunto - sia importante riconoscere la legittimita', in casi terminali e in assenza di ogni prospettiva di recupero dell'integrita' intellettiva della persona, di sospendere o limitare le cure, senza per questo legittimare in nessun modo l'eutanasia che e' pratica completamente diversa (e che mi vede nettamente contrario)'.

'Il testamento biologico, per la sua rigidita', si presta facilmente a configurare forme di eutanasia mascherata, perche' la presunta volonta' del paziente e' decontestualizzata ed espressa in un momento diverso rispetto a quello in cui dovrebbe essere messa in atto'. Lo ha dichiarato Alberto Gambino, docente di diritto privato all'Universita' di Napoli Parthenope e componente della commissione Bioetica de La Margherita, durante il convegno 'Il problema dell'eutanasia e del testamento biologico' in corso oggi alla Sala Promoteca del Campidoglio a Roma.
'E' piu' interessante - ha sottolineato Gambino - approfondire invece il ruolo di un fiduciario di sostegno alle decisioni del medico che, senza alcun carattere vincolante, potrebbe comunque aiutarlo nella ricostruzione della volonta' del paziente davanti a situazioni relative a trattamenti sanitari al confine con l'accanimento terapeutico. Non si tratta, com'e' ovvio, di situazioni che possano configurare invece forme di eutanasia, anche passiva".

Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno:
A ricordarci la necessita' e urgenza di un intervento del legislatore su temi di testamento biologico e di fine vita dei malati terminali e' oggi il presidente della Cassazione, Gaetano Nicastro perche' si "affronti e chiarisca i gravi problemi che sempre piu' frequentemente si presentano al giurista e al medico".
Nonostante i molti segnali che giungono occorre comunque lavorare duramente perche' si arrivi ad una legge e vincere le resistenze di chi, anche mascherandosi da libertario, nega la necessita' di una norma.
E' necessario tutelare e aiutare tutte le persone, malati, famigliari e medici, che si trovano in condizioni disperate; fino ad ora lo Stato non legiferando su testamento biologico e su eutanasia ha soltanto e assurdamente reso piu' difficile la loro situazione.
Mina Welby sara' ascoltata nelle audizioni a porte chiuse su "La tutela della dignita' nella persona umana nelle patologie incurabili e terminali anche con riferimento al tema dell'eutanasia", iniziate il 17 gennaio nelle commissioni Giustizia e Affari Sociali riunite. Spero che il racconto della sua esperienza possa illuminare i molti deputati che hanno votato contro la richiesta - avanzata da me insieme ad altri deputati e da una petizione dell'Associazione Coscioni (20.000 firme) - di un'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina, per altro archiviata in modo decisamente frettolosa. (1)
Spero che la sua audizione, insieme a quella del dottor Mario Riccio (che ha aiutato Piergiorgio Welby a staccare il respiratore), riporti i parlamentari ad avere i piedi per terra e a toccare con mano la realta' che ci circonda.
(1) clicca qui


"Bene ha fatto il presidente della Corte di Cassazione Gaetano Nicastro a lanciare un appello per una rapida e profonda riforma della giustizia". Lo ha dichiarato Enrico Buemi, capogruppo della Rosa nel Pugno in commissione Giustizia della Camera, che aggiunge: "Nicastro ha ricordato problemi che abbiamo sollevato piu' volte, come la lentezza dei processi e la necessita' di destinare risorse aggiuntive affinche' il nostro sistema giudiziario affronti i problemi di organizzazione, aumentando l'organico dei magistrati e del personale amministrativo, che e' poi quello che fa camminare in concretamente la macchina della giustizia".
E poi "anche l'appello a un urgente un intervento del legislatore in materia di testamento biologico- aggiunge il responsabile giustizia dello Sdi- va raccolto con sollecitazione per colmare il vuoto normativo e non lasciare medici e malati, come e' accaduto nel caso Welby, a decidere da soli in situazioni drammatiche. Nicastro pero'- conclude Buemi- non si e' espresso su un punto che noi consideriamo fondamentale come quello della separazione delle carriere, elemento indispensabile per garantire il giusto processo".

"Il Parlamento ascolti l'autorevole appello del primo presidente di Cassazione Gaetano Nicastro: una legge sul testamento biologico rappresenta un vero e proprio atto di civilta'". Lo sostiene il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' Tommaso Pellegrino, promotore di un'apposita proposta di legge sul consenso informato e contro l'accanimento terapeutico.
"Sono certo che la testimonianza di Mina Welby alla Camera, prevista nell'ambito delle audizioni avviate dalle Commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia potra' fornire un contributo significativo e di stimolo per avviare una discussione serena su temi cosi' importanti".
Secondo il parlamentare, "bisogna colmare al piu' presto il vuoto legislativo esistente. Occorre, inoltre, venire incontro anche alle esigenze dei medici, che non vanno lasciati soli in situazioni cosi' drammatiche".

"Prendo atto con piacere che anche il presidente della prima sezione della Corte Suprema di Cassazione, Gaetano Nicastro, invita il parlamento a discutere e legiferare sulle questioni di fine vita con urgenza. I tempi sono maturi per un aggiornamento dell'impianto legislativo, per tutelare l'autodeterminazione della persona, evitando che tali decisioni siano lasciate all'arbitrio delle circostanze". Cosi' Silvio Viale, medico di "Exit Italia" e membro radicale della Direzione Nazionale della Rosa nel Pugno.
"I casi come quello di Welby sono numerosi - aggiunge Viale - e saranno sempre piu' pubblici, contribuendo ad accrescere la consapevolezza dell'opinione pubblica su vicende che di solito rimangono private nell'ombra. Le parole del presidente Nicastro dimostrano come non vi sia piu' alcun alibi per il mondo politico".

'Non ho le competenze per entrare nel merito della giurisprudenza, ritengo che in Italia riuscire ad affrontare il tema del testamento biologico sia opportuno', ha dichiarato il presidente dell'Ordine dei medici di Cremona, Andrea Bianchi, nel commentare l'intervento del presidente di sezione della Cassazione, Gaetano Nicastro, che in occasione della solenne cerimonia di apertura dell'Anno giudiziario non ha mai pronunciato la parola eutanasia e per 'rispetto ai drammi umani' non ha fatto riferimento al caso Welby.
Ma a quello deve aver pensato quando ha detto che e' 'indispensabile un intervento del legislatore che affronti i gravi problemi che sempre piu' si presentano' in seguito al 'progresso della farmacologia e dell'ingegneria medica'.
L'anestesista Riccio si e' detto soddisfatto dell'intervento del presidente di Cassazione Nicastro 'in una occasione cosi' solenne. Vuol dire che il sacrificio di Welby non e' stato vano'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →