Italia. Nuvoli: ho accettato trattamento salvavita, ma non cambio idea
Giovanni Nuvoli ha accettato un trattamento a base di eparina, un anticoagulante del sangue necessario a combattere il rischio di trombosi. La conferma arriva oggi dalla Asl numero 1 di Sassari, la quale riferisce che e' stato lo stesso paziente, affetto dal morbo di Lou Gehrig, a non opporsi e anzi ad accettare la terapia che puo' salvargli la vita.
Nei giorni scorsi Maddalena Soro, compagna di Nuvoli, aveva ribadito piu' volte il desiderio dell'uomo di voler interrompere sotto sedativi la ventilazione meccanica che lo tiene in vita. "Non c'e'cura per lui. Il farmaco che cosa fa?
Non e' che lo mette in piedi", spiega la donna, esasperata "Si attaccano a questo in ospedale. "La sua decisione non la cambia nessuno. ".
Intanto, la Asl ha smentito categoricamente il sequestro delle cartelle cliniche di Nuvoli. Il pm Paolo Piras della procura sassarese ha richiesto, invece, le diarie cliniche, documenti riassuntivi dei trattamenti chimici operati sul paziente.
L'inchiesta sul caso Nuvoli era stata aperta quando Demetrio Vidili, primario del reparto di Rianimazione dove il paziente e' ricoverato, aveva comunicato alla procura della Repubblica il rifiuto del trattamento antibiotico. Secondo quanto si apprende, inoltre, dovrebbe arrivare domani il sintetizzatore vocale, utile per comprendere piu' chiaramente le reali volonta' di Nuvoli, che attualmente per comunicare sbatte le palpebre e muove gli occhi su un pannello di plexiglas su cui sono incollate le lettere dell'alfabeto che gli vengono indicate.
Ex arbitro, 53 anni, Nuvoli e' affetto da sette anni da sclerosi laterale amiotrofica, una malattia progressivamente invalidante, che lo costringe a letto da quattro anni. Nel frattempo ha perso 60 chili e viene alimentato attraverso un foro nello stomaco, mentre un ventilatore meccanico gli soffia l'aria nei polmoni.
Nei giorni scorsi Maddalena Soro, compagna di Nuvoli, aveva ribadito piu' volte il desiderio dell'uomo di voler interrompere sotto sedativi la ventilazione meccanica che lo tiene in vita. "Non c'e'cura per lui. Il farmaco che cosa fa?
Non e' che lo mette in piedi", spiega la donna, esasperata "Si attaccano a questo in ospedale. "La sua decisione non la cambia nessuno. ".
Intanto, la Asl ha smentito categoricamente il sequestro delle cartelle cliniche di Nuvoli. Il pm Paolo Piras della procura sassarese ha richiesto, invece, le diarie cliniche, documenti riassuntivi dei trattamenti chimici operati sul paziente.
L'inchiesta sul caso Nuvoli era stata aperta quando Demetrio Vidili, primario del reparto di Rianimazione dove il paziente e' ricoverato, aveva comunicato alla procura della Repubblica il rifiuto del trattamento antibiotico. Secondo quanto si apprende, inoltre, dovrebbe arrivare domani il sintetizzatore vocale, utile per comprendere piu' chiaramente le reali volonta' di Nuvoli, che attualmente per comunicare sbatte le palpebre e muove gli occhi su un pannello di plexiglas su cui sono incollate le lettere dell'alfabeto che gli vengono indicate.
Ex arbitro, 53 anni, Nuvoli e' affetto da sette anni da sclerosi laterale amiotrofica, una malattia progressivamente invalidante, che lo costringe a letto da quattro anni. Nel frattempo ha perso 60 chili e viene alimentato attraverso un foro nello stomaco, mentre un ventilatore meccanico gli soffia l'aria nei polmoni.
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