Italia. Nuvoli: ho trovato il medico che stacchera' il mio respiratore
"Non ho mai cambiato idea e voglio morire senza soffrire, addormentato". Lo ha detto l'ex arbitro di Alghero, affetto da 6 anni dalla sclerosi laterale amiotrofica (sla) Giovanni Nuvoli, in una conferenza stampa che lui stesso ha convocato nella sua casa ad Alghero.
E su quando decidera' di staccare la spina del ventilatore artificiale che lo tiene in vita, Nuvoli, sempre comunicando attraverso il sintetizzatore locale, ha detto: "appena si decidono i medici".
Nuvoli ha detto ai cronisti di aver trovato il medico che stacchera' la spina del respiratore artificiale che lo tiene in vita. Nuvoli, che e' parso molto affaticato, non ha voluto rivelare l'identita' del medico ne' aggiungere altro. Anche la moglie, presente all'incontro, non ha voluto fornire maggiori dettagli.
Non saranno ne' il 'dottor Morte', come si autodefinisce il medico genovese, Roberto Santi, ne' l'anestesista che ha aiutato Piergiorgio Welby a morire, Mario Riccio, a staccare la spina del respiratore vocale che tiene in vita Giovanni Nuvoli. Lo ha detto la moglie, Maddalena Soro, a margine della conferenza stampa che si e' svolta questo pomeriggio nella loro abitazione ad Alghero. La signora Nuvoli, interrogata dai cronisti sul perche' del mistero attorno al nome dell'anestesista che seguira' il marito, ha risposto 'in passato le mie parole sono state accolte spesso con dubbio. La gente ha insinuato piu' volte che io travisassi le parole di Giovanni, percio' d'ora in poi sara' lui, e solo lui, a comunicare direttamente con voi'.
'Ora - ha aggiunto - mio marito e' molto stanco. Ma presto comunichera' ulteriori dettagli'. La donna ha spiegato che e' gia' pronto un documento che e' stato dettato dall'ex arbitro attraverso il sintetizzatore vocale e che verra' letto nei prossimi giorni.
"Quando lo chiedera' esplicitamente, non si potra' negare a Giovanni Nuvoli quello che e' stato possibile fare per Piergiorgio Welby. Medici, giudici e politici non possono nascondere la testa nella sabbia". Lo dichiara in una nota Silvio Viale, medico e membro della direzione nazionale della Rosa nel Pugno.
"Ieri - scrive Viale - invitavo il segretario della Congregazione per la dottrina della fede, Monsignor Angelo Amato, a lasciare perdere il terrorismo e a scorgere il volto umano che si cela dietro l'aborto e l'eutanasia. Oggi lo invito a cercare in Giovanni Nuvoli il volto umano di chi soffre e a rispettare la sua sofferenza e il suo dolore. Ora che Giovanni puo' finalmente esprimersi direttamente (ma ha dovuto lottare per poterlo fare) cessino le polemiche odiose e strumentali contro la moglie e i suoi amici.
Nuvoli, come Welby, chiede solo che si ripetti la propria volonta', appena riterra' che sia giunto il momento opportuno. A Monsignor Amato dico che nessuno di noi tifa per la morte, ma proprio perche' amiamo la vita - conclude - crediamo che anche la malattia e la morte meritino il rispetto che abbiamo per la vita".
"Giovanni Nuvoli, da casa sua e con la sua 'voce', ha confermato che vuole sospendere il trattamento che lo mantiene in vita e che vuole farlo senza soffrire.
E' un suo diritto, garantito dalla Costituzione. Vorremmo davvero che non si aprisse ora il festival di chi, in nome della 'vita', vorra' che la vita di Nuvoli e il suo corpo ridotto a uno scheletro continuino a essere torturati per mesi". E' quanto scrive in una nota Marco Cappato, deputato europeo e segretario dell'associazione Luca Coscioni.
Giovanni Nuvoli - continua Cappato - si e' espresso 'parlando con gli occhi' grazie a quel sistema informatico che, come Radicali dell'associazione Coscioni, chiediamo da anni sia messo a disposizione di tutte le persone in quelle condizioni. E' senza dubbio anche grazie a Nuvoli, dopo Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, che il ministro Livia Turco si e' impegnato a investire 10 milioni di euro per ridare la facolta' di parola a chi l'ha perduta. Giovanni Nuvoli ha detto cio' che aveva da dire. Abbiamo fatto il possibile per aiutarlo affinche' la condizione nella quale era stato recluso per un anno (in terapia intensiva, con un'ora di visite al giorno e senza computer) fosse urgentemente superata".
Ora pero' che l'uomo ha chiesto di voler morire, "purtroppo quel festival di aguzzini e violentatori del corpo e della persona Giovanni Nuvoli si scateneranno ancora una volta, scandalizzandosi a reti unificate contro 'l'accanimento mediatico' Radicale, o altre idiozie di questo tipo. Per quanto mi riguarda, anche a nome dell'associazione Luca Coscioni, del partito Radicale e degli altri soggetti radicali, posso solo confermare l'impegno ad aiutare Giovanni Nuvoli e a esigere che lo Stato italiano lo rispetti come soggetto titolare di diritti, impedendo che sia invece trattato come oggetto e vittima di deliri ideologici".
"Se qualcuno pensa di staccare la spina, chiederemo l'avvio del procedimento per omicidio.
Perche' la famiglia naturale di Nuovoli continua a non essere considerata e non viene fatto loro accedere al malato? La volonta' espressa dal Nuovoli e' la sua oppure e' quella maturata in conseguenza di altre situazioni. Queste sono domande a cui andrebbero date delle risposte, come Commissione di Inchiesta sul Sistema Sanitario abbiamo affrontato questa situazione, incontrato tutti i soggetti interessati e definito una risoluzione approvata ad ampia maggioranza con la sola eccezione dei rappresentanti di Rifondazione Comunista rimasta a tutt'oggi inapplicata. Nella risoluzione si disponeva il trasferimento di Nuovoli in una struttura sanitaria attrezzata tipo rsa capace di garantire continuita' sanitaria assistenziale 24h/24 o in subordine poteva essere disposta l'ospedalizzazione domiciliare previa garanzia di mantenimento della continuita' sanitaria e assistenziale 24 ore su 24". Lo dice la senatrice dell'UDC Sandra Monacelli.
E su quando decidera' di staccare la spina del ventilatore artificiale che lo tiene in vita, Nuvoli, sempre comunicando attraverso il sintetizzatore locale, ha detto: "appena si decidono i medici".
Nuvoli ha detto ai cronisti di aver trovato il medico che stacchera' la spina del respiratore artificiale che lo tiene in vita. Nuvoli, che e' parso molto affaticato, non ha voluto rivelare l'identita' del medico ne' aggiungere altro. Anche la moglie, presente all'incontro, non ha voluto fornire maggiori dettagli.
Non saranno ne' il 'dottor Morte', come si autodefinisce il medico genovese, Roberto Santi, ne' l'anestesista che ha aiutato Piergiorgio Welby a morire, Mario Riccio, a staccare la spina del respiratore vocale che tiene in vita Giovanni Nuvoli. Lo ha detto la moglie, Maddalena Soro, a margine della conferenza stampa che si e' svolta questo pomeriggio nella loro abitazione ad Alghero. La signora Nuvoli, interrogata dai cronisti sul perche' del mistero attorno al nome dell'anestesista che seguira' il marito, ha risposto 'in passato le mie parole sono state accolte spesso con dubbio. La gente ha insinuato piu' volte che io travisassi le parole di Giovanni, percio' d'ora in poi sara' lui, e solo lui, a comunicare direttamente con voi'.
'Ora - ha aggiunto - mio marito e' molto stanco. Ma presto comunichera' ulteriori dettagli'. La donna ha spiegato che e' gia' pronto un documento che e' stato dettato dall'ex arbitro attraverso il sintetizzatore vocale e che verra' letto nei prossimi giorni.
"Quando lo chiedera' esplicitamente, non si potra' negare a Giovanni Nuvoli quello che e' stato possibile fare per Piergiorgio Welby. Medici, giudici e politici non possono nascondere la testa nella sabbia". Lo dichiara in una nota Silvio Viale, medico e membro della direzione nazionale della Rosa nel Pugno.
"Ieri - scrive Viale - invitavo il segretario della Congregazione per la dottrina della fede, Monsignor Angelo Amato, a lasciare perdere il terrorismo e a scorgere il volto umano che si cela dietro l'aborto e l'eutanasia. Oggi lo invito a cercare in Giovanni Nuvoli il volto umano di chi soffre e a rispettare la sua sofferenza e il suo dolore. Ora che Giovanni puo' finalmente esprimersi direttamente (ma ha dovuto lottare per poterlo fare) cessino le polemiche odiose e strumentali contro la moglie e i suoi amici.
Nuvoli, come Welby, chiede solo che si ripetti la propria volonta', appena riterra' che sia giunto il momento opportuno. A Monsignor Amato dico che nessuno di noi tifa per la morte, ma proprio perche' amiamo la vita - conclude - crediamo che anche la malattia e la morte meritino il rispetto che abbiamo per la vita".
"Giovanni Nuvoli, da casa sua e con la sua 'voce', ha confermato che vuole sospendere il trattamento che lo mantiene in vita e che vuole farlo senza soffrire.
E' un suo diritto, garantito dalla Costituzione. Vorremmo davvero che non si aprisse ora il festival di chi, in nome della 'vita', vorra' che la vita di Nuvoli e il suo corpo ridotto a uno scheletro continuino a essere torturati per mesi". E' quanto scrive in una nota Marco Cappato, deputato europeo e segretario dell'associazione Luca Coscioni.
Giovanni Nuvoli - continua Cappato - si e' espresso 'parlando con gli occhi' grazie a quel sistema informatico che, come Radicali dell'associazione Coscioni, chiediamo da anni sia messo a disposizione di tutte le persone in quelle condizioni. E' senza dubbio anche grazie a Nuvoli, dopo Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, che il ministro Livia Turco si e' impegnato a investire 10 milioni di euro per ridare la facolta' di parola a chi l'ha perduta. Giovanni Nuvoli ha detto cio' che aveva da dire. Abbiamo fatto il possibile per aiutarlo affinche' la condizione nella quale era stato recluso per un anno (in terapia intensiva, con un'ora di visite al giorno e senza computer) fosse urgentemente superata".
Ora pero' che l'uomo ha chiesto di voler morire, "purtroppo quel festival di aguzzini e violentatori del corpo e della persona Giovanni Nuvoli si scateneranno ancora una volta, scandalizzandosi a reti unificate contro 'l'accanimento mediatico' Radicale, o altre idiozie di questo tipo. Per quanto mi riguarda, anche a nome dell'associazione Luca Coscioni, del partito Radicale e degli altri soggetti radicali, posso solo confermare l'impegno ad aiutare Giovanni Nuvoli e a esigere che lo Stato italiano lo rispetti come soggetto titolare di diritti, impedendo che sia invece trattato come oggetto e vittima di deliri ideologici".
"Se qualcuno pensa di staccare la spina, chiederemo l'avvio del procedimento per omicidio.
Perche' la famiglia naturale di Nuovoli continua a non essere considerata e non viene fatto loro accedere al malato? La volonta' espressa dal Nuovoli e' la sua oppure e' quella maturata in conseguenza di altre situazioni. Queste sono domande a cui andrebbero date delle risposte, come Commissione di Inchiesta sul Sistema Sanitario abbiamo affrontato questa situazione, incontrato tutti i soggetti interessati e definito una risoluzione approvata ad ampia maggioranza con la sola eccezione dei rappresentanti di Rifondazione Comunista rimasta a tutt'oggi inapplicata. Nella risoluzione si disponeva il trasferimento di Nuovoli in una struttura sanitaria attrezzata tipo rsa capace di garantire continuita' sanitaria assistenziale 24h/24 o in subordine poteva essere disposta l'ospedalizzazione domiciliare previa garanzia di mantenimento della continuita' sanitaria e assistenziale 24 ore su 24". Lo dice la senatrice dell'UDC Sandra Monacelli.
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