Giovedì 11 giugno 2026
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E' l'Italia il Paese piu' 'anziano' d'Europa

U.E.
Notizia ·
Bruxelles lancia l'allarme sul costante invecchiamento della popolazione europea - fenomeno che secondo gli ultimi dati di Eurostat si accentuera' fortemente nei prossimi decenni - e per questo invoca l'attuazione o il completamento in tutti i Paesi dell'Ue delle riforme strutturali tese a tagliare la spesa pensionistica e quella sanitaria. L'Italia - in cui in questi giorni si e' tornati a parlare di un possibile allungamento dell'eta' pensionabile - e' tra i Paesi che preoccupa di piu'. Pur essendo tra quelli che hanno gia' adottato riforme pensionistiche radicali, questo potrebbe non bastare, visto che gia' oggi il Belpaese e' il piu' 'vecchio' d'Europa e la situazione non cambiera' nei prossimi cinquant'anni. Secondo Eurostat, infatti, la quota delle persone over 65 nel nostro Paese e' destinata a salire dal 20% del 2008 (la piu' elevata d'Europa) al 32% del 2060 (contro una media Ue del 29,9%); mentre quella degli over 80 dall'attuale 5,5% (anche questo e' un record europeo) al 15% del 2060 (contro una media Ue del 12%). Questo soprattutto a causa del basso tasso di natalita'. Risultato: nella Penisola il tasso di dipendenza della popolazione anziana in termini di spesa pensionistica e sanitaria passera' dal 30% del 2008 al 59% del 2060 (53% la media Ue). 'L'invecchiamento della popolazione - ha sottolineato Amelia Torres, portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia - e' una delle maggiori sfide che l'Europa deve affrontare, assieme a quella dei cambiamenti climatici e a quella della globalizzazione. L'Unione europea e i singoli Stati membri - ha ribadito - devono fare di tutto per garantire la sostenibilita' di lungo periodo delle finanze pubbliche, assicurandosi che siano sane, solide e che le persone lavorino piu' a lungo. Si deve quindi andare avanti con le riforme strutturali - ha concluso la portavoce - in particolare con le riforme dei sistemi pensionistici e con quelle della spesa sanitaria, riducendo il livello del debito pubblico'. L'allarme invecchiamento della popolazione riguarda un po' tutta l'Europa, visto che secondo le previsioni di Eurostat nei 27 Paesi dell'Ue dal 2015 il numero annuo dei decessi superera' quello delle nascite e la crescita demografica sara' affidata solo al saldo migratorio. Tuttavia - sempre secondo l'ufficio europeo di statistica - dal 2035 neppure l'immigrazione riuscira' a compensare la diminuzione della popolazione europea, che dovrebbe passare dagli attuali 495 milioni di abitanti ai 521 del 2035, e poi diminuire fino a 506 milioni nel 2060. Inoltre, mentre nel 2008 ci sono quattro persone in eta' lavorativa per ogni pensionato, nel 2060 il rapporto sara' di due a uno. In Italia da qui al 2060 la popolazione restera' stabile di poco superiore ai 59 milioni di abitanti, con un saldo negativo tra nascite e decessi di 12.000 unita' e un saldo positivo in termini di immigrati di 11.000 unita'.    
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