Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Proseguono con Veronesi le audizioni in Senato sul testamento biologico

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'E' la gente a chiedere che il Parlamento metta a punto una legge sul testamento biologico. E anche se cio' non avverra' sono convinto che gli italiani faranno da se', come gia' sta avvenendo in Germania'. Lo ha detto Umberto Veronesi, ex ministro della Salute e oncologo, al termine dell'audizione in Commissione Igiene e sanita' del Senato di cui e' stato protagonista oggi a Roma.
'In Germania esiste  una diffusa abitudine comportamentale della popolazione, per cui 7 milioni di tedeschi hanno gia' redatto un testamento biologico. Ma non esiste una legge, anche se dall'ordinamento tedesco ci sono gia' elementi sufficienti per ritenere queste volonta' valide. L'accettazione dei principi di Oviedo e la normativa italiana per cui non e' permesso imporre trattamenti medici senza la volonta' del paziente e' sufficiente a procedere con un testamento biologico che il medico dovra' rispettare. Potra' solamente fare obiezione di coscienza. La legge serve - conclude l'oncologo - ma anche senza, la gente procedera' ugualmente'.

COMMENTI

No, una legge sul testamento biologico non e' necessaria. La linea che trova molti seguaci nelle anime cattoliche dell'opposizione, ma che e' una sirena anche per alcuni esponenti della maggioranza, viene chiaramente espressa dall'Udc Rocco Buttiglione. "Dico che una legge non serve", ha scandito in commissione Sanita' del Senato, nel corso dello svolgimento delle audizioni sul testamento biologico. A Veronesi, ascoltato dalla commissione, che ricorda il caso della Germania, Buttiglione risponde: "Ma li' il testamento non e' vincolante, non attribuisce poteri diversi da quelli riconosciuti dalla normativa".

Il garante per la Privacy sottolinea l'interesse dell'Autorita' ad 'esprimere un parere rispetto all'attivita' del Parlamento sul tema che riguarda le dichiarazioni anticipate di volonta' dei trattamenti sanitari'.
Francesco Pizzetti interviente in commissione Sanita' del Senato sulle norme in discussione in materia di testamento biologico e avverte che ogni regolamentazione della materia deve rispettare le norme a tutela della privacy. Il garante spiega: "Non e' possibile non applicare le norme che riguardano la protezione dei dati sensibili nel caso esaminato, anche perche' esiste una direttiva specifica europea".
"Il contenuto della dichiarazione anticipata -dice il garante della privacy- non puo' non riguardare uno di questi dati, poiche' non e' possibile immaginare una dichiarazione anticipata che non contenga dati sensibili sulla salute, sulle opinioni religiose e talvolta anche sulla vita sessuale". "E per i dati sensibili -insiste- e' necessario il consenso della persona che rende questi dati, al trattamento dei dati stessi". 'Non basta' nemmeno che il testamento biologico 'possa essere contenuto nella cartella clinica', perche', spiega Pizzetti, 'il tacito consenso al trattamento di quelle informazioni va collocato in quel momento e non puo' essere sempre giuridicamente attuale".

"Dall'audizione di un uomo di scienza come il prof. Veronesi da parte di una commissione parlamentare ci si attende un approfondimento, anche tecnico, accompagnato da proposte coerenti. Il contributo fornito oggi dall'illustre oncologo e' consistito invece in uno spot sulla morte". E' quanto afferma Alfredo Mantovano (An) componente della commissione Sanita' del Senato. "Ascoltando la sua relazione, non ho sentito ne' chiarificazioni su nozioni controverse (prima fra tutte quella di accanimento terapeutico), ne' una parola di vicinanza a chi soffre patologie serie e alle rispettive famiglie, ne' infine suggerimenti su come il sistema sanitario puo' garantire in concreto l'affiancamento al paziente- prosegue Mantovano- Il tempo e' stato dedicato alla rivendicazione del diritto a morire, che sarebbe fortemente voluto dagli italiani: esattamente come volevano, a suo dire, la cancellazione della legge sulla fecondazione artificiale". Conclude il senatore di An "Quando gli italiani hanno espresso realmente la loro volonta' sulla legge 40, il prof. Veronesi e' rimasto deluso: perche' adesso si prepara il terreno per una nuova bocciatura?"

ALTRI COMMENTI

Il testamento biologico non deve servire ad allargare guerre ideologiche o a regolamentare altre discipline bioetiche, ma deve fissare 'regole che consentano di accertare con precisione se, nel momento in cui stendeva il documento, la persona era capace'. Lo chiede sulla 'Repubblica' Stefano Rodota' secondo il quale la centralita' della persona, garantita dalla costituzione italiana, deve restare pure nel testamento biologico che non deve invece sbilanciarsi in faore della super decisione dei medici.
'Si rinunci - sostiene tra l'altro Rodota' - alla pretesa di fare del testamento biologico un obbligo per ogni cittadino, con comprensibili effetti di allarme, e ci si preoccupi piuttosto di non prevedere forme e procedure burocratiche, che scoraggerebbero le persone, e di non precludere la rilevanza di altri documenti dai quali tuttavia risulti con chiarezza la volonta' dell'interessato. Si semplifichino al massimo le norme sul contenuto del documento, che deve poter riguardare qualsiasi tipo di trattamento (ogni limitazione contrasterebbe con il diritto generale di rifiutare le cure), la richiesta di cure palliative anche se accelerano la fine, eventuali disposizioni sul trapianto degli organi o l'assistenza religiosa. Per questo, invece che di testamento biologico che evoca soltanto l'aspetto della fine, si dovrebbe parlare di direttive anticipate, nelle quali si puo' esprimere l'intera visione che ciascuno ha della fase terminale della propria vita'. E limitare, infine, la valutazione discrezionale del medico e dei comitati etici.
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