Italia. "Speciale eutanasia" su Rai 3 alle 23.30 del 2 ottobre
Dove finisce l'eutanasia e dove comincia l'assistenza al suicidio? E qual e' il limite tra accanimento terapeutico e una morte dignitosa? Come si fa a stabilire quando, come e perche' la sofferenza e' diventata intollerabile? Giovanni Minoli attraverso un documento originale ricostruisce la cronaca di una morte a richiesta: Card. Ersilio Tonini "Questo film vi dice uno dei grandi temi che arriveranno in Parlamento e quando arriveranno questi temi finalmente la politica riacquistera' la sua dignita'"; Eugenio Scalfari: "Aldila' del fatto che poi provochi un movimento a favore o contro quella tesi, il filmato ti propone un tema centrale, quello della morte". Per "La Storia Siamo Noi", "SPECIALE EUTANASIA. Cronaca di una morte a richiesta di Marten Nederhost" in onda lunedi' 2 ottobre alle ore 23.30 su Rai Tre. Card. Ersilio Tonini: "Questo film vi dice uno dei grandi temi che arriveranno in Parlamento e quando arriveranno questi temi finalmente la politica riacquistera' la sua dignita' : questa e' una delle piu' grandi sfide perche' quando i valori morali fondamentali arrivano al diritto, quando si trasferiscono nel diritto in quel momento un popolo scegli la propria dignita'". Furio Colombo: "Questa situazione di riflessione ci chiede di aprire lo stanzino della paura, di avere il coraggio di confrontarci con questa paura. Credo che in questo momento ci viene chiesto di farlo con una certa urgenza perche' incalza un tipo di vita e civilta' che ci chiedera' di farlo".
Eugenio Scalfari: "Al di la' del fatto che poi provochi un movimento a favore o contro quella tesi, il filmato ti propone un tema centrale, quello della morte". Giovanni Minoli, attraverso un filmato originale olandese che ha suscitato accanite polemiche in tutto il mondo, dal titolo "Cronaca di una morte a richiesta" e prodotto dalla Ikon societa' tv legata alle chiese evangeliche d'Olanda, raccoglie i commenti di Monsignor Tonini, l'editorialista ed ex direttore di Repubblica Eugenio Scalfari, il giurista Stefano Rodota' e l'opinionista Furio Colombo. Dove finisce l'eutanasia e dove comincia l'assistenza al suicidio? E qual e' il limite tra accanimento terapeutico e una morte dignitosa? Come si fa a stabilire quando, come e perche' la sofferenza e' diventata intollerabile? Card. Tonini: "Bisogna che chi vede questo film tenga sveglia la mente non si lasci sedurre dalle parole. Io non ho mai sentito dire, per quanta gente ho visto morire, i familiari dire che bello. Cosa abbiamo qui? Un film che traduce un caso vero, la realta' ma e' stato circondato di artefatto". Colombo: "Il film si porta addosso un senso di claustrofobia. Da dove viene? Qui la claustrofobia sta nel fatto che il percorso non conosce riflessioni alternative: laici e religiosi, ovvero le persone motivate da una fede e quelle motivate da un ansia di ricerca devono trovare punti di relazione e dialogo e questi avvengono quando ci si apre al reciproco tentativo di capirsi". 3 marzo 1994 Olanda. Cees Van Wendel de Jode, malato di sclerosi laterale amiotrofica, ha chiesto al suo medico di aiutarlo a morire. E' il giorno del suo compleanno. Accanto a lui la moglie spia sulle sue labbra le parole che escono con la fatica di un gemito "E' arrivato il momento. Non rimandiamo piu' ". Subito dopo gli verra' iniettato un potente veleno.
Dal diario di Cees Van Wendel de Jode: "Comincio a soffrire per la paralisi delle labbra e della lingua ma per tutto questo mese dovremo resistere. Sapere che esiste la possibilita' dell' eutanasia mi ha dato la forza di andare avanti", il medico: "il suo e' come un grido d'aiuto. D'altronde cosa altro posso dare a quest' uomo. Nessuno e' in grado di offrirgli un'alternativa. Si possiamo procurare le migliori tecnologie, aiutarlo a comunicare a farsi capire dagli altri, una sedia rotelle sofisticate ma sono solo palliative. A questa malattia non c'e' cura". La vita e la morte dunque, il confine del dolore e della malattia, e le tante domande senza una risposta. Un documento che fotografa una realta' di questi anni ma anche una lunga lista di interrogativi che colpiscono il nucleo centrale dell'Occidente: la filosofia la religione la politica la morale insieme al vivere civile. E la societa', attraverso le sue procedure e istituti di garanzie, cosa puo' fare? Stefano Rodota': "Il rischio che una legge in materia di eutanasia apra la strada ad una sorta di routine burocratica esiste. Infatti i primi provvedimenti che sono stati presi si preoccupano proprio di evitare che tutto questo diventi routine". Card. Ersilio Tonini "La democrazia si basa sul principio che ogni uomo e' intangibile, che l uomo non ha potere sull' altro uomo. Non e' lo stato che proibisce a te di ammazzarmi sono io la mia dignita' che lo impedisce; lo stato riconosce questo diritto e sanzionera'". Prospettiva laica e prospettiva religiosa. E un dibattito sempre aperto. Colombo: "Lo sforzo che verra' chiesto agli uomini di buona volonta' se cosi' si puo' dire anche per i laici, sara' di avvicinarsi di piu' per capire insieme, tenendo conto che mentre per gli uomini fede capire vuol dire credere, per il laici capire vuol dire essere persuasi o persuadere. Il mio invito e' che si creino ponti di comunicazione sempre piu' fitti per evitare che si facciano guerre tra gruppi che invece sono destinati a sentire, pensare, lavorare, risolvere insieme. In questo snodo di civilta' fra i problemi piu' grandi non sara' quello della ricchezza o poverta' nel senso materiale della parole, ma sara' davvero quello di fare i conti con la vita e la morte".
Eugenio Scalfari: "Al di la' del fatto che poi provochi un movimento a favore o contro quella tesi, il filmato ti propone un tema centrale, quello della morte". Giovanni Minoli, attraverso un filmato originale olandese che ha suscitato accanite polemiche in tutto il mondo, dal titolo "Cronaca di una morte a richiesta" e prodotto dalla Ikon societa' tv legata alle chiese evangeliche d'Olanda, raccoglie i commenti di Monsignor Tonini, l'editorialista ed ex direttore di Repubblica Eugenio Scalfari, il giurista Stefano Rodota' e l'opinionista Furio Colombo. Dove finisce l'eutanasia e dove comincia l'assistenza al suicidio? E qual e' il limite tra accanimento terapeutico e una morte dignitosa? Come si fa a stabilire quando, come e perche' la sofferenza e' diventata intollerabile? Card. Tonini: "Bisogna che chi vede questo film tenga sveglia la mente non si lasci sedurre dalle parole. Io non ho mai sentito dire, per quanta gente ho visto morire, i familiari dire che bello. Cosa abbiamo qui? Un film che traduce un caso vero, la realta' ma e' stato circondato di artefatto". Colombo: "Il film si porta addosso un senso di claustrofobia. Da dove viene? Qui la claustrofobia sta nel fatto che il percorso non conosce riflessioni alternative: laici e religiosi, ovvero le persone motivate da una fede e quelle motivate da un ansia di ricerca devono trovare punti di relazione e dialogo e questi avvengono quando ci si apre al reciproco tentativo di capirsi". 3 marzo 1994 Olanda. Cees Van Wendel de Jode, malato di sclerosi laterale amiotrofica, ha chiesto al suo medico di aiutarlo a morire. E' il giorno del suo compleanno. Accanto a lui la moglie spia sulle sue labbra le parole che escono con la fatica di un gemito "E' arrivato il momento. Non rimandiamo piu' ". Subito dopo gli verra' iniettato un potente veleno.
Dal diario di Cees Van Wendel de Jode: "Comincio a soffrire per la paralisi delle labbra e della lingua ma per tutto questo mese dovremo resistere. Sapere che esiste la possibilita' dell' eutanasia mi ha dato la forza di andare avanti", il medico: "il suo e' come un grido d'aiuto. D'altronde cosa altro posso dare a quest' uomo. Nessuno e' in grado di offrirgli un'alternativa. Si possiamo procurare le migliori tecnologie, aiutarlo a comunicare a farsi capire dagli altri, una sedia rotelle sofisticate ma sono solo palliative. A questa malattia non c'e' cura". La vita e la morte dunque, il confine del dolore e della malattia, e le tante domande senza una risposta. Un documento che fotografa una realta' di questi anni ma anche una lunga lista di interrogativi che colpiscono il nucleo centrale dell'Occidente: la filosofia la religione la politica la morale insieme al vivere civile. E la societa', attraverso le sue procedure e istituti di garanzie, cosa puo' fare? Stefano Rodota': "Il rischio che una legge in materia di eutanasia apra la strada ad una sorta di routine burocratica esiste. Infatti i primi provvedimenti che sono stati presi si preoccupano proprio di evitare che tutto questo diventi routine". Card. Ersilio Tonini "La democrazia si basa sul principio che ogni uomo e' intangibile, che l uomo non ha potere sull' altro uomo. Non e' lo stato che proibisce a te di ammazzarmi sono io la mia dignita' che lo impedisce; lo stato riconosce questo diritto e sanzionera'". Prospettiva laica e prospettiva religiosa. E un dibattito sempre aperto. Colombo: "Lo sforzo che verra' chiesto agli uomini di buona volonta' se cosi' si puo' dire anche per i laici, sara' di avvicinarsi di piu' per capire insieme, tenendo conto che mentre per gli uomini fede capire vuol dire credere, per il laici capire vuol dire essere persuasi o persuadere. Il mio invito e' che si creino ponti di comunicazione sempre piu' fitti per evitare che si facciano guerre tra gruppi che invece sono destinati a sentire, pensare, lavorare, risolvere insieme. In questo snodo di civilta' fra i problemi piu' grandi non sara' quello della ricchezza o poverta' nel senso materiale della parole, ma sara' davvero quello di fare i conti con la vita e la morte".
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